Patrizia Caffiero, Vicina del terremoto. 22 giugno 2012 – wp s.n. – 448

Cor-pus

22 giugno 2012 venerdì 20:28

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Caro Mauro, ti ringrazio di avermi invitata a scrivere sul tuo blog.

Tu lo sai che, oltre a pregiarmi della tua amicizia (ormai dal 2005…), stimo la tua scrittura incisiva, capace di tagliare a fette le notizie, di non subirle passivamente; e di mettere nelle trame delle storie di cronaca (o di vita vissuta) un’impronta personale.

Proverò a versare qui alcune pillole della mia esperienza da “vicina di casa” dei luoghi attraversati dal terremoto in Emilia.
A presto.
Patrizia

* * *

“Lei parla di vento” disse improvvisamente la Filifiocca, “il vento che fa volare il bucato.

Ma io parlo di cicloni. Tifoni, cara la mia Gaffsa. Tornado, trombe d’aria, tempeste di sabbia…ondate che trascinano via case…ma soprattutto alludo a me stessa e alle mie paure, anche se so che non si deve.

So che ci sarà un cataclisma. Ci penso tutto il tempo…

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