i quattro pilastri del perdono involontario. borforismi 103-106 [wp s.n.] – 13 luglio 2010 – 578

wordpress martedì 13 luglio 2010 – 6:37

la differenza principale fra i rancorosi e coloro che sanno dimenticare sta nel fatto che, per qualche contorto motivo, i rancorosi ricavano soddisfazione dal loro odio e quindi se lo tengono stretto.
dimenticare è perfino meglio che perdonare…

* * *

invece che consigliare di perdonare settanta volte sette, il rabbi avrebbe fatto meglio a consigliare di dimenticare una volta per tutte.
solo che il perdono è volontario, ma la dimenticanza no.

* * *

non si può rendere obbligatorio un comportamento involontario come la dimenticanza.
(come no? e allora perché ti vietano di desiderare la donna di un altro?
– ma, scusami, e desiderare le donne che non sono di nessuno, allora, si può?
sempre poi che le donne siano di qualcun altro che loro stesse)

* * *

ho l’impressione che si riescano a vietare i comportamenti istintivi, per costringere almeno a provare a tenerli sotto controllo, ma che sia impossibile ordinare attivamente di provarli.
(come no? e allora: l’amatevi l’un l’altro?
come è possibile ordinare di amare a qualcuno che non prova l’amore?
non è come ordinargli di essere ipocrita?)
ma questo è come dire che, al punto cruciale, ogni legge morale che intervenga nel campo dei sentimenti è inefficace.
(mi stai dicendo che l’islam è meglio del cristianesimo?)

Un pensiero riguardo “i quattro pilastri del perdono involontario. borforismi 103-106 [wp s.n.] – 13 luglio 2010 – 578

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