piazza San Giovanni: il nostro sketch quotidiano. – wp 91 – 21 marzo 2010 – 241

wordpress domenica 21 marzo 2010 – 11:59

è non condividere i pregiudizi che porta al giudizio comune di follia.

ma torniamo alla commedia che ogni giorno ci viene imbandita dai media italiani.

oggi ambientata non all’Isola dei Famosi ma a Piazza San Giovanni.

* * *

sintesi dell’articolo del Corriere della Sera appena letto, con qualche integrazione da Repubblica.

Bossi ha preso confidenza con la piazza, che all’inizio gli aveva riservato pure qualche fischio.

e poi ha iniziato il duetto con Berlusconi: Gianni e Pinotto.

fino ad allora lo spettacolo era stato piuttosto scipito: modesta ripetizione di uno sketch già girato al meglio da Mussolini.

“Volete voi che vinca la sinistra?”
“Nooo”.
“Volete voi che vinca il Popolo della libertà?”
“Sììì”.
“Volete voi il governo del fare?”.
“Sìii”.

anche quello del malaffare, purché ci sia sempre Lui e soltanto Lui a guidarlo.

«Volete il piano case?»
«Sììì!»
«Volete il raddoppio delle tasse regionali?»
«Nooo!»

ma è arrivato l’Umberto a rimettere in piedi lo spettacolo traballante, e con Berlusconi a fargli da spalla ecco le risate assicurate:

Bossi: «Io sono una delle poche persone che a Berlusconi non ha mai chiesto un aiuto e neanche una lira»

(il Cavaliere annuisce con un sorriso imbarazzato).

Bossi: «E poi Berlusconi come noi vuole fermare l’immigrazione clandestina»
il Cavaliere: «L’abbiamo già fermata»
Bossi: «mentre la sinistra ha perso i voti dei lavoratori e vuole sostituirli con quelli del proletariato esterno».
il Cavaliere «Questa la dico sempre io.
La sinistra vuole le frontiere aperte, anzi spalancate, e vuole dare il voto agli immigrati per rovesciare l’orientamento degli italiani».

in qualunque paese europeo gli immigrati votano alle elezioni amministrative; io ci votai, arrivato da tre mesi appena, in Germania.

e poi quali immigrati? quelli comunitari, come i romeni, devono poter votare alle amministrative in base al diritto comunitario, sono concittadini dell’Unione.

chi considererebbe immigrato un americano della California che si trasferisce in Florida?

ah già, l’Unione Europea…

Bossi: “L’Europa proponeva la pedofilia; e allora io ho mandato Castelli e gli ho detto: “Castelli, va! E non tornare più se passa la pedofilia».
Poi un ministro propose la famiglia trasversale.
Berlusconi disse: «Mi sai spiegare cos’è questa famiglia trasversale?».

faceva meglio a chiederlo, piuttosto che a Bossi, alla D’Addario o a qualche altra escort…

Bossi: Io allora pensai: «Ma questo qui è uno che ragiona come il popolo.
Non vuole la pedofilia, non vuole la famiglia trasversale.
Così siamo diventati amici…».

chissà se Bossi sa qualcosa dello scandalo pedofilia che scuote la Chiesa Cattolica, non la Coommissione Europea…, ma di sicuro non lo sanno i suoi elettori.

del resto Sgarbi i pedofili li ha appena visti al Consiglio di Stato, perché ha detto che in base al Decreto di Berlusconi una settimana di campagna elettorale gli basta e avanza.

e Sgarbi ha risposto:
«E’ il fascismo globale, sono dei mascalzoni, delinquenti, peggio dei comunisti: vanno presi a calci in culo.
E sono anche pedofili».

pedofila è anche la Bonino, secondo uno slogan della piazza:
Se vuoi bene al tuo bambino, non votare la Bonino.

insomma, a destra i pedofili li vedono dappertutto, salvo dove sono davvero.

Bossi: «Allora, Berlusconi ha chiesto a questo ministro:
“Ma lei mi sa spiegare cos’è ’sta famiglia trasversale?
E quello naturalmente non lo sapeva…».

questo è il bis, perché si è dimenticato di averla appena raccontata cinque minuti prima.

il Cavaliere: «Abbiamo gli stessi princìpi, gli stessi valori.
E ora per cortesia lasciatemi finire il discorso…
Bene: stavo dicendo che…».
Ma Cota [il candidato PdL in Piemonte] comincia a sussurrare all’orecchio di Berlusconi.
il Cavaliere: «Scusate, stiamo parlando di donne!»

trasversali, si suppone.

* * *

è la scena grottesca e squallida del declino di un regime.

Berlusconi è cotto: far parlare Bossi a Roma significa perdere qualche migliaio di voti.

su quanti possa fare presa una propaganda così sarà tutto da vedere.

neppure sui propri sostenitori più accesi, si direbbe.

erano pochini in piazza, neppure la Questura ha potuto gonfiare le cifre oltre i 150.000.

e Chiappe d’Oro ha commentato:
Il questore di Roma che evidentemente in preda a stress o in crisi etilica ha diffuso cifre false, in difetto, sui partecipanti alla nostra grande manifestazione.

le foto parlano: certo, i fanatici non mancano nella piazza, ma la piazza stessa non trabocca di certo.

«Minzo tieni duro»

per questo hanno fatto venire Bossi, l’esperto in materia; manco sanno che basta il Viagra.

Di Pietro «analfabeta» «falso laureato»

bene, è giusto la frase detta da Berlusconi a Porta a Porta, per il quale è stato citato a giudizio per diffamazione da Di Pietro il 23 marzo davanti al giudice di pace di Viterbo.

* * *

comunque la cosa più vera l’ha detta proprio Berlusconi nel comizio:
«Questo meraviglioso pomeriggio romano sa già di primavera e vince la malinconia del tramonto…».

è meraviglioso vedere Berlusconi che si scava la fossa da solo, aiutato da Bossi che straparla.

. . .

commenti:

Antonello 21 marzo 2010 alle 13:08
Forse lo slogan “Se vuoi bene al tuo bambino, non votare la Bonino”
si riferisce a questo:
http://lnx.papaseparati.org/psitalia/forum/index.php?topic=2029.msg15407#msg15407

bortocal 21 marzo 2010 alle 16:14
purtroppo il tuo link si apre ad una pagina che non mi dà molti elementi per giudicare.
riesco solo a capire che da qualche parte c’è una candidata dell’Italia dei Valori che si è espressa contro l’affido condiviso (non so in quale contesto) e che per questo motivo non si dovrebbe votare la Bonino a Roma.
se è così non vedo il nesso; se quel candidato è nella lista di Italia dei Valori nel Lazio che appoggia la Bonino, basterà votare per un’altra lista pro Bonino, direi.
mi sembra anche decisamente assurdo condizionare il proprio voto ad una questione così particolare: mi sembra perfino un classico caso di voto di scambio.
– sulla questione specifica poi vorrei dire la mia, da padre separato e poi divorziato, che ha avuto tre figli in affido per un certo periodo, fra un affido alla madre prima e uno dopo.
nel mio caso la mia ex-moglie ad un certo punto chiese l’affido condiviso ed io mi opposi: in quel caso per lei era soltanto uno strumento per vessarmi ulteriormente e riuscire a mantenere una conflittualità permanente da cui mi ero giusto liberato col divorzio.
potrei giusto testimoniare che incredibili difficoltà mi comportò l’avere avuto dal Tribunale l’affido dei tre figli come padre: basti dire che il giudice affidò i tre figli alla madre, ma lasciò per sei mesi a lei, rimasta senza i figli, convivente con un altro e proprietaria di altra abitazione sua, l’abitazione familiare (tra parentesi di mia proprietà esclusiva, perché frutto di eredità), mentre io vivevo in un monolocale, affidatario di tre bambini: periodo che del resto fu utilizzato dalla mia ex per svuotare la casa dei mobili, cosa alla quale non potei neppure oppormi perché non esiste legalmente il furto fra coniugi separati.
l’affido condiviso può funzionare bene solo in casi di separazione consensuale, relativamente serena o serena del tutto.
ci sono separazioni aspramente conflittuali che sfociano in violenze ed omicidi: come potrebbe esserci affido condiviso in casi simili?
insomma non credo ad una ricetta valida per tutti i casi, anche se l’affido condiviso, dove possibile, è in genere una soluzione migliore dell’affido ad un coniuge solo, che poi di solito è la madre.

Un pensiero riguardo “piazza San Giovanni: il nostro sketch quotidiano. – wp 91 – 21 marzo 2010 – 241

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