le donne scrittrici di blogs.it. bortologia 2 [III, 94] – 21 marzo 2010 – 235

2010-03-21 – 09:08:45

http://testiappuntinote.blogs.it/2010/03/20/luisa-ruggio-e-le-mille-storie-8208836/
Luisa Ruggio e le mille storie by patrizia @ 20. Mar 2010 – 02:12:12
Luisa Ruggio arrampicata sullo sgabello a colazione mi racconta molte storie.
Alcune sono gonfie di pugnali e di carabattole; mi tengo ben stretta alla sedia per non cadere.
Altre sono follia e mancanza di qualsiasi pregiudizio.
Luisa Ruggio racconta le storie.
Mi ricorda la mia amica Matilda, che dopo avere partorito l’unica figlia portava tanto di quel latte da lagrimare notte e giorno dai seni come una ninfa della fontana del Nettuno in Piazza Maggiore.
Dovevano raccogliere il suo siero in secchi di latta appositi come se colasse pioggia dal soffitto.
Luisa vede la vita in forma di noccioli di pesca messi in fila su un davanzale della finestra di un casale antico.
Luisa racconta le storie e le sa ascoltare.
Quando dorme nel guscio di noce del suo lettino, mentre naviga, sta ascoltando una voce che le narra qualcosa da molto lontano.
Sono vicende di matrioske che abitano dentro molte cornici concentriche in una galleria di specchi costruiti a Venezia.
È la storia di Salomè che fa fluttare i suoi veli ad uno ad uno davanti ad occhi di gazzella; ma non perché la ragazza che dorme può essere turbata da quei misteri, no; la gradualità dell’epifania esiste soltanto perché il bronzo deve raffreddare lentamente prima che gli operai spacchino l’argilla che formò la campana.
Se non racconta storie, non ci piove: Luisa è andata a pesca.
Pesca favole: dal tavolo, dal giorno, dall’indaco, dalla luce che filtra dalla persiana, dal dolce al cioccolato, dall’albero, dalle voci.
Luisa è l’acqua che porta via i detriti e l’ansa che li trattiene.
È una fiamma arancione giallo e porpora.
Dove passa riscalda, e il calore che lascia in quel luogo si avverte per molto tempo, dopo.
È la donna che fu ferita e che si procurò delle ferite per acquistare da certi medici invisibili il diploma di fata.
Porta Berkana nel destino.
Luisa è molto amata, e a sua volta, ama.
Inoltre, ella vuole bene ai venti.
Vuole bene alle bussole d’oro.
Agli anatroccoli appena nati.
A un ragazzo di nome Antinoo.
Alle città.
Luisa è una polena che porta tutto il peso della nave, ma gareggia in libertà con i gabbiani più veloci dei mari del sud.
E’ Capitan Harlock.
E’ Alì Babà con i suoi cento ladroni provvisti del senso dell’humor.
È D’Artagnan che duella in continuazione sperando di non essere promosso a moschettiere, sebbene, signori e signori, sia sans doute il primo cavaliere di Francia.
Alla fine dei conti, si sa; Luisa è una bambina quattrenne che gioca da sola nel cortile, svezzandosi ai raggi del primo sole di una primavera implosa.

LuisaRuggio 20. Mar 2010 @ 08:26:57
io sorrideggio
foto dettaglio
frida strumenti e disegni ghirigoro
moltezze gioigloriose
guardando fotografie scattate da Carmine io giocavo ieri sera e stamattina dopo la rassegna stampa a ricordare i nomi bellissimi degli abitanti di Anzola
io sentire dentro quel filo teso tra molte mani
filo di “quantiera”
rosso sfilato via ai dolci per farne gioco di figure
un rombo è un pesce
un quadrato è un carro
noi siamo andate con la macchinina in cima la colle con la neve sciolta
e abbiamo visto una vera capanna scura a punta
come freccia dietro alberi spogli ma carichi di vento
un flauto quel vento
io ho abbassato il finestrino e non faceva freddo
sulle alture
ho respirato spiffero di camini
vicino ai bastioni di M. Di Canossa
ho pensato che Napoleone era stato un pò troppo avventato
a fare piazza pulita così della vita monastica lassù
alla ferramenta di Anzola ho pensato, che dentro ci avevo visto un fiataluro per il fuoco dei camini
mi piaceva avvistare una corona d’argento grande quanto la punta del mio pollice sullo scaffale chiaro dei libri
vicino a quel computer che si hai detto è una televisione
vicino alla scatola dei dischi che non è un grammofono
con la canzone bella all’ora del tè
dopo molti giri nelle biblioteca su piani vari
dopo il paese
prima di paola la parrucchiera
dopo le finestre dipinte i muri con la piana a fare orizzonte dietro la stanza della giunta odorosa di eco-pelle del divanetto che mi ricordava l’odore nel salotto dei miei nonni paterni
tu cucini una pasta buonissima
grande grande e coi pomodorini piccoli piccoli
io l’ho mangiata tutta
tu non hai gli sgabelli io rido perché casa tua è bellissima e perché si può mangiare sul divano e nel bagno c’è un prato grande quanto un quadrato e la crema profumata e dalla finestra si vede un gatto nero grossissimo che si rotola a pancia all’aria e tu hai detto che è una strega e quindi io ci credo e poi il gatto strega non ci ha filate di striscio mi è piaciuto quell’atteggiamento
a san giovanni in persiceto abbiamo trovato subito parcheggio
ci siamo divertite come pazze a correre nei cavolfiori giganti dipinti a raccontare di Yogurt scorribande
abbiamo rapito le blogger e gli astanti e li abbiamo portati con Astolfo
io volevo piangere quando ho raccontato di quella volta che sei venuta a firenze a prendermi per accompagnarmi fino a bologna a prendere la coincidenza per lecce
perché mentre lo raccontavo ho capito che quello è stato il momento in cui tutta la mia vita di prima ha lasciato passare tutta la mia vita di dopo e il dopo doveva preparare ad adesso e noi ora possiamo raccontarlo
prima di mangiare al ristorante toscano e tu che giri col vaso dei fiori in braccio e non sai dove metterlo
io scriverei molti racconti su di te che sei divertenti e fumi ogni tanto una sigaretta per gli ospiti ma senza aspirarla sei buffa sei quando fumi sembra di più un vapore anzi quelle sigarette al borotalco che si costruivano alle medie
all’areoporto ho fatto suonare tutti gli allarmi perché mi ero appuntato lo spillone dei fiori sul davanti del vestito a palloncino e me l’hanno fatto togliere e io ho fatto gli occhietti a lunetta ma non è servito e dopo sono stata tanto triste per il mio spillone dalla testa di finta perla rosa, però poi mi sono messa l’anello da regina che mi hai comprato alla profumeria e subito è tornato il sereno
ghghghghgh
tu mancare molto a me tu pure io ecco

patrizia 20. Mar 2010 @ 17:35:49
tutte cose.
commossaio
(gh timido)

FIRDIS 20. Mar 2010 @ 09:40:52
oooohhhh
ragazze mi fate sfiatare oggi!!!!!
messe tante puntine da disegno sulla mia personale mappa dei ricordi indotti. sulle persone che conosco ma che non frequento. mille meraviglie.
sono molto soddisfatta.
patrizia 20. Mar 2010 @ 18:03:45
la prossima fiata
toccabegni

Bortocal 21. Mar 2010 @ 08:58:42
siete donne: meraviglia che non si può capire, ma solamente amare (se il desiderio di confondersi con ciò che non si può capire è amore).
ascolto scorrere questa femminilità meravigliosa in forma di parole, e poi mi soffermo attratto da un brivido maschile, che è il solo che posso capire, al quale dunque soltanto posso “rispondere”.
“follia e mancanza di qualsiasi pregiudizio”.
dunque follia è non avere pregiudizi.
e adesso mi lascio sprofondare in apnea nell’abisso senza fondali di questa frase.
http://fruttaber.blogs.it/2010/03/18/periferie-8200231/
Conoscevo una luisa che scrive e sono rimasta folgorata da una luisa che parla, dannazione, in un modo talmente vicino alla sua scrittura da sembrare una pagina vivente.

patrizia 21. Mar 2010 @ 10:22:50
Caro Mauro,
mentre ti scrivo sorseggio il caffèlatte in una tazza che ha lavato la nostra lou (!!) sai che è bravissima a lavare i piatti, oltretutto ahahahaa!!!
avresti sorriso sornione o forse ti saresti imbarazzato non so a sentire come io e lei parliamo di te quando ci troviamo a congiurare insieme.
– non è solo la grande amicizia che ci lega, a me e Luisa, è mista a tante altre schegge di pietre dure e oro come poi accade sempre alle grandi amicizie.
forse hai già letto il commento appena sopra il tuo di Luisa, scritto dalla quattrenne che è in lei
– visto che in un’altra stanza del blog mi hai chiesto i resoconti, altra domanda meravigliosa che solo i blogger possono fare.

Aspetto i resoconti…
i resoconti sono bilanci, descrizioni, carezze agli amici che sono stati presenti e che da altre città di questo impero alessandrino seguono gli altri con fiato sospeso.
davvero sospeso, con cuore fegato e polmoni, il virtuale non è mai esistito davvero come lo intendono in troppi.
comunque volevo dirti ancora una volta che il blog ci ha cambiato tutti, ci porta ancora per mano perchè è il salotto in cui navighiamo con sedie tavoli di legno, fogli per scrivere poesie, barman che se ne intendono di musica e di clienti,
è lo spazio dove chi non poteva incontrarsi si è visto si è riconosciuto e ha fatto scintille con gli altri.
A volte qualcuno non si siede a tavola perchè è in viaggio, o non si è svegliato presto la mattina, però siamo sempre noi a scambiarci foglietti e altri oggetti straordinari.
Mancanza di pregiudizio. Sì. E’ un togliere le briglie, un non dare importanza, non darsi importanza. Attraversare il fuoco per andare a vedere cosa c’è dall’altra parte. aprire le porte rosse, gialle, azzurre spinti da una fame assassina. Il Barbablù è solo il pregiudizio e noi l’abbiamo sbeffeggiato in questi ultimi anni. Perchè l’affetto ha vinto tutto il resto.
Inoltre volevo dirti che Luisa è incredibile quando incontra le persone. Magnetica e bella, erotizza gli altri con un’eleganza superba. E’ quello che occorre adesso, nella cementificazione che avanza, lei ripristina i fiori.
Buona giornata fratello di blog.
Pat

Bortocal 21. Mar 2010 @ 12:31:55
luisa, bravissima anche a lavare i piatti?
la invito subito: ne ho giusto una pila da tre settimane di là e adesso adesso devo andare proprio a occuparmi di loro, ma tenterò una evocazione di luisa, prima di rassegnarmi…
non oso pensare come parliate di me tra voi due discole fantasmagoriche: mi piacerebbe solo essere il personaggio che descrivete, probabilmente!
sulla mancanza di pregiudizio ho tentato di scrivere un borforisma di là, non pare venuto bene, lo stile minimalista è difficilissimo.
ma il tuo è, come succede, un commento cento volte più bello dello spunto iniziale e mi piacerebbe trasferirlo di là.
a volte credo che una immagine che potrebbe assomigliarmi è quella di certi codici medievali che contengono pergamene incartapecorite con segni oscuri di antiche scritture e hanno copertine adorne di pietre dure o cammei raccattati nei campi preziosi dell’arte calpestata dai barbari.
contro la cementificazione serve di sicuro anche qualche onesto amanuense dai capelli completamente ingrigiti che sorride di piacere ricopiando.

patrizia 21. Mar 2010 @ 20:52:49
allora LO SAI che cosa sei
che cosa sei, che cosa sei…
onesto amanuense che vaga con i suoi sandali da un’abbazia all’altra per sentieri ghiacciati con la sacca dei codici!

Bortocal 22. Mar 2010 @ 20:01:32
sì, ma con una macchina fotografica nella sacca!

patrizia 21. Mar 2010 @ 20:58:33

qui è come quando tu vuoi capire una cosa e la capisci ma esattevolmente rovesci il ragionamento

. . .

commenti:

patrizia 2010-03-21 @ 10:39:03
Buongiorno Bruco della fiaba di Alice

Bortocal 2010-03-21 @ 12:25:22
il bruco mastica, trita e ritrita. convinto che un giorno diventerà anche lui farfalla…
(“Alice e il Bruco intrattengono una lunga conversazione sull’essere se stessi e sulle trasformazioni: Alice afferma di non essere lei, e il bruco parla della trasformazione in crisalide e farfalla, poi si torna sul discorso della personalità e della memoria”) da un riassunto in internet del libro di Carroll, che non ho qui.

. . .

LuisaRuggio  http://luisaruggio.blogs.it 2010-03-21 @ 18:44:44
lavopiatti financo!
Ebbene!

Bortocal 2010-03-22 @ 20:09:12
alla mia nonna piaceva molto di dire “par altro”.
soprattutto quando mi dava una moneta da 50 lire, tirandola fuori dalla tasca di una palandrana incredibilmente lunga.

carossayoung 2010-03-23 @ 00:06:38
la bortononna!!! che bella

Bortocal 2010-03-23 @ 20:36:05
la mia nonna sì, ma questa carossa ben poco young non è bella per niente!

patrizia 2010-03-23 @ 00:08:21
ho detto io bortononna… avevo l’identità di un blog che curo
ahahaha hah!!!

Bortocal 2010-03-23 @ 20:37:30
curi? non oso pensare all’esito della terapia!! aha haha * * *
– sì, la mia mitica nonna Catina, che quattro ore prima di morire raccolse i mezzadri attorno al letto per chiudere i conti.

patrizia 2010-03-21 @ 20:48:46
sapevo che mauro andava a guardare chi e cosa diceva il bruco
ahahahhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
e alla lou piace un sacco scrivere la parola
FINANCO
gh
gh
gh

Bortocal 2010-03-22 @ 20:10:16
ho commentato da luisa anche per te…

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