le parole di gipictus. bortologia 69 [III, 86] – 22 ottobre 2009 – 977

2009-10-22 – 20:59:43

http://gipictus.blogs.it/2009/10/22/dietro-l-angolo-a-centottanta-gradi-7222554/

Le parole le parole le parole.
Delicate e fragili come cristalli.
Cambi una virgola cambi un senso.
Infatti disse bene colui:
‘Neanche uno jota…’ salvo che poi quello jota il popolo eletto lo perse insieme a tutti gli accenti e il resto.
E così divenne una pura lingua orale.
Ma si sa che passando di bocca in bocca la parola…
Traduco questo libro.
Ogni tanto mi imbatto in una frase, in una parola, vi inciampo come si inciampa in una zolla dentro un campo appena arato.
Bestemmio perché non capisco che me le sporco a fare le scarpe.
Allora con pazienza mi metto lì e pulisco, asciugo, tiro fuori questa perla.
Dopo la guardo e ancora mi fa fatica.
C’’è chi si rompe le braccia spaccando pietre, chi la testa spaccando parole.
Certo non bisogna fare una delle due per tutta la vita.
Meglio un po’ l’una e poi un po’ l’altra.
Come se si potesse scegliere.
Dall’altra parte del mondo le cose non sono diverse.
Dio fa degli scherzi bestiali.
È’ davvero un comico.
Ti fai tante domande sull’amore, se riesci mai ad incontrare colui, colei con la quale con il quale.
Se vi può essere un amore ancora forte.
Poi lo trovi.
Era dietro l’’angolo.
Certo dall’altra parte del mondo.
Ma lei viveva da piccola proprio a duecento metri da te.
E poi la trovi – la trovi perché fino ad allora non l’avevi incontrata nemmeno prima – a centottanta gradi, e non dietro casa tua, ma dall’altra parte del mondo.
E non sai se rallegrartene o bestemmiare di nuovo.
Tutto quello che diciamo è vero.
La verità del momento.
È’ davvero drammatico ma è così.
Quello che diciamo è vero, proprio vero.
Peccato che non sempre si realizza.
Ecco la vaporosità delle parole, quel loro essere ambiguo, quella loro traduzione che veicolata da un’interpretazione si fa altra e quindi tradimento.
Tradimento che non vuoi, davvero non vuoi, eppure avviene.
Eppure bisogna ben parlare, bisogna pur dire.
Il silenzio è il mantello delle parole.
Le scalda e le custodisce, ma non si può girare sempre col mantello.
Così come non basta andare dall’altra parte del mondo.
In differita anche se c’è l’estate l’inverno prima o poi arriva.
E le bollette si pagano anche dall’altra parte del mondo.
Intanto le pago di qui, da questa parte del mondo.
Perché sempre mondo è.
E meno male.
Però le parole hanno proprio rotto i coglioni.
Iamm’ belli ‘ia’

* * *

Bortocal 2009-10-22 @ 20:53:04
questo post ritrovato (l’altro mi era sfuggito) è una vera festa del cuore e della mente, tanto che mi chiedo se vi sia poi una differenza fra i due.

. . .

nb 2019: fu allora, in quei giorni, che cominciò la lotta vana di gipictus col melanoma.

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