helios65, anima stanca. bortologia 65 [III, 82] – 19 settembre 2009 – 904

2009-09-19 – 19:36:12

http://testidallaluna.blogs.it/2009/09/19/l-anima-stanca-6997026/

* * *

Fuggire da se stessi per paura che persino le ombre che ti inseguono sui muri possano procurarti paura.
Fuggire per non pensare, nel trascorrere dei giorni, a ciò che la quotidianità trasforma in noia, in attesa, nel nulla.
Fuggire illudendosi che l’alba di un nuovo giorno, dopo il passaggio della notte, con i suoi rumori, con il suo silenzio, con il suo sguardo simile alla lama di un coltello che lacera i sogni, possa cambiare qualcosa.
E’ l’anima che si ribella, che vaga nelle sue molteplici mete, quando vorrebbe gridare e nessun corpo stanco ha voglia di ascoltarla, quando si guarda intorno in quell’assurdo girotondo e rimpiange se stessa.
Per fuggire via di nuovo, rincorsa da coscienze che hanno bisogno del suo nutrimento, come la vita ballerina nella sua eterna danza, finché esausta dichiara la propria resa.
Infilandosi dolorosa nel suo abito bianco e lasciandosi trovare da chi riesce a forzare la sua debole serratura.
Ma è un raro momento, simile ad una corda vibrante tesa tra la terra ed il cielo, in cui spiegare la musica.
Quel suono irripetibile frutto di un incontro.
Davanti ad un teatro, dove chiunque può recitare il proprio ruolo su un palcoscenico e potrà sentirsi come quello spettatore che più volte ha assistito allo stesso spettacolo di saltimbanchi.
Alimentando quella cultura fasulla della celebrità, fatta di menzogne e di illusioni, capace di seppellire sotto una polvere di stelle l’universo intero.
D’improvviso il risveglio, mentre in un angolo un vestito bianco giace a terra abbandonato.
Qualcuno è partito, chissà se mai ritornerà, sembra un auriga che guida i suoi cavalli, uno bianco e l’altro nero, l’anima fa fatica a stargli dietro, preferisce viaggiare altrove, è troppo stanca per ricominciare.

* * *

ho inserito in questo testo, trascrivendolo, soltanto le pause.

ed è come se gli avessi tolto di dosso soltanto un po’ d’ansia, quella specie di fretta che ha portato l’autrice a dirlo tutto assieme, come nella fretta di non riuscire a dirlo tutto.

ora, sospsso in un tempo più distillato, brilla di più, ha qualcosa di più universale e lo sento più mio.

. . .

commenti:

Bortocal 2009-09-19 @ 19:38:27
http://www.blogs.it/htsrv/trackback3.php/6997026/cc677
ma a che cosa servono i trackback se non funzionano?

. . .

helios65 2009-09-19 @ 19:43:25
La fretta che, poi ripensandoci, rende tutto frenetico..
grazie…

Bortocal 2009-09-19 @ 19:57:11
grazie a te, piuttosto: il tuo pezzo mi è piaciuto.

FIRDIS 2009-09-19 @ 20:42:04
te lo dicevo che con le pause era meglio, Angela.
domani lo rileggo meglio… devo scoprire il senso nascosto.
mi pare che ci sia..

Bortocal 2009-09-19 @ 21:11:11
toh: opinioni convergenti, questa volta…
🙂

FIRDIS 2009-09-21 @ 21:01:27
molto parallele 
😉

Bortocal 2009-09-21 @ 21:11:52
ecco il caso di citare Moro in quella formula di surrealismo politico che gli costò la vita: convergenze parallele.
la geometria non euclidea era già cominciata.

helios65 2009-09-19 @ 20:47:12
C’è sempre il senso nascosto….
evviva le pause..

Bortocal 2009-09-19 @ 21:10:33
già, perfino nell’amore le pause abbelliscono il tutto!

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