il nome della felicità. borforismi 130 [s.n.] – 13 maggio 2009 – 583

2009-05-13 – 21:23:33

se la felicità avesse un nome, cercherebbe di nasconderlo.

la vera felicità è muta, diffidare delle imitazioni.

. . .

commenti:

2FashionStyleAD http://www.SpringTimeBlogdiPrimavera.blogs.it 2009-05-13 @ 22:53:49
allora è solo pugno in bocca per non gridare?

2FashionStyleAD http://www.SpringTimeBlogdiPrimavera.blogs.it 2009-05-13 @ 23:06:36
sai qual’è il guaio con l’umanità bo? ha paura di essere felice.
ma ha paura di gridarlo ai quattro venti, in un urlo liberatorio, come se temesse che li scomparisse da sott nez non appena aprisse bocca.
è come con l’orgasmo – ch’è poi solo un altro nome della felicità, perché credi che un orgasmo dura così poco?  – : penseresti a metterti il pugno in bocca per non gridare?
alcuni lo fanno, fa parte di loro, è più forte.
ma è una falsa libertà quella, fintantoché non la gusti appieno.
vuol dire che te la precludi già in partenza.
sai bo.. siam fatti di convenienze quanto le convenienze fanno noi.
un animale non si sognerebbe mai di chiudere il becco davanti all’emozione qualunque.
e non dirmi che gli animali non la sentono, l’emozione. allora la paura cos’è?
eh sì eh già io son per le cose espresse. comunque sia, ma espresse. sempre stata così e’un’altra la mi mam nun ne fa. ccin

2FashionStyleAD http://www.SpringTimeBlogdiPrimavera.blogs.it 2009-05-14 @ 01:02:06
http://2designmixreinterpretato.blogs.it/2009/05/13/altri-santi-numi-della-felicita-ccin-6111492/
PS e lo so bene che tu in realtà parlavi di pudore.
ma lo trovo lo stesso kontroproduktiv , il pudore, o buonsenso o come lo vuoi chiamare, quando sbarra a suon di ferriate una delle poche libertà che ancora abbiamo: quella del manifestarsi, ad ogni modo, manifestarsi.
(e lo so altrettanto bene che ad ognuno il suo, che credevi? ccin)
(segue..)
al risveglio del bo.

Bortocal 2009-05-14 @ 07:56:44
vedi come ogni aforisma ognuno che lo legge se lo fabbrica a sua immagine e somiglianza?
io non parlavo di pudore e neppure di felicità che non si grida o non cerca di dirsi.
parlavo di felicità che non ha nome oppure che se avesse nome non si permetterebbe di dirlo.
parlavo di felicità come del dio ebraico che vieta di nominarlo.
parlavo dell’essenza o del cuore delle cose che non può essere detto.
e la felicità è certamente il cuore della nostra vita.
indicibile.
tu la dici l’orgasmo, ma ad esempio anche questa appare subito una riduzione e cancella troppo della felicità che sta anche oltre l’orgasmo.

. . .

Antonellascreti http://www.xplanetwebtv.it/percorsi-di-salute-psicofisica.html 2009-05-14 @ 08:27:11
tutt’al più… danza

Bortocal 2009-05-14 @ 21:16:03
la danza muta della felicità.
http://www.youtube.com/watch?v=9iQmQt4ZI2I

. . .

FIRDIS 2009-05-14 @ 12:45:09
la felicita’ e’ esigente e non vuole parole sbagliate. nemmeno una.

Bortocal 2009-05-14 @ 21:17:04
per questo appunto il silenzio è la risposta più adeguata.

FIRDIS 2009-05-15 @ 21:27:41
si, volevo solo dire che la penso anche io cosi’.
solo che ho conosciuto persone che sono capaci di farlo, ma forse e’ perche’ sanno essere molto spesso felici.
forse saper essere felici e lasciar parlare la felicita’ sono qualita’ gemelle.
oppure non so.

Bortocal 2009-05-16 @ 06:51:18
eh eh, cara firdis, la pensi anche tu così, ma poi la pensi anche esattamente al contrario.
io la penso in un modo solo: che la felicità vera non si dice né si racconta.
questo non impedisce agli altri di riconoscerla lo stesso.
poi ci sta la felicità sociale, quella un po’ berlusconiana, per intenderci, che viene proclamata sui tetti un po’ datanti galletti che cantano anche più di tre volte.
non la ritengo vera la felicità fatta per essere esibita agli altri; ritengo vera la felicità che se ne sta nasconsta nel cuore, al massimo in due o tre.
buona giornata, qui in Corea sono le due del pomeriggio.

FIRDIS 2009-05-16 @ 13:00:57
oh insomma non volevo dirlo e invece devo..
luisa, solo luisa sa parlare della sua felicita’… senza rovinarla.
sei in Corea? accidenti di gia’? bene! buona vacanza allora.

Bortocal 2009-05-17 @ 06:01:14
son d’accordo con te.
per salvare la mia tesi, direi che luisa non ci parla mai di altro che della sua scrittura.
che poi la sua scrittura sia felicita’ pura, questo e’ un altro discorso.
sono in Cambogia, adesso.

FIRDIS 2009-05-18 @ 15:26:36
Accidenti… ti immagino con delle lunghe gambe che passi di stato in stato…a piedi.
e.. comodi questi resoconti velocissimi.
dicono poco ma hanno dalla loro l’immediatezza.

Bortocal 2009-05-21 @ 15:38:08
queste lunghe gambe si chiamavano per il momento Korean Air, la compagnia aerea piu’ comoda del mondo: non mi si sono neppure gonfiate le gambe tanto era lo spazio libero davanti a me.
chiamatelo pure spot pubblicitario, ma se potete volate coreano (del sud).
mi spiace non riuscire a dire di piu’: non che le idee manchino, ma per il momento sono troppo prese a cercare di scavalcarsi a vicenda e ne esce solo confusione e silenzio di risulta.

FIRDIS 2009-05-21 @ 15:48:20
va bene, avvisero’ anche gli altri di usare quella compagnia…
non fa niente per il resto, lascia pure che giochino al salto della quaglia. Hai un periodo di idee troppo individualiste, ma si stancheranno.

Bortocal 2009-05-22 @ 10:33:07
dici?
non si direbbe, ad ascoltarle, quelle idee…

FIRDIS 2009-05-22 @ 21:17:33
mi riferivo a queste qui sopra intente a scavalcarsi…

mauro (Besucher) http://borforismi.blogs.it 2009-05-23 @ 14:08:05
lo avevo capito.
bene, sappi che oggi nella disperazione delle nove ore di viaggio in barca da Siem Reap a Battambang, con passaggi peraltro di pura lacerante preistoria, ho finalmente finito il primo post per bortolindie che raccontava le mie prime sette ore a Siem Reap: un post lunghetto, di quattro pagine, durato sette giorni di stesura, con qualche guizzo stilistico dentro un approccio soft al tema.
trionfante e lieto di avere almeno scritto una cosa da quando sono qui, ho salvato con nome: il programma Linux del portatilino, che non conosco ancora bene, ha cancellato irreparabilmente tutto.
vedi, i segni del destino come sono chiari?

firdi (Besucher) 2009-05-24 @ 19:32:07
i segni del destino? spesso danno l’impressione di essere li’ perche’ ce li abbiamo appena messi…
peccato pero’.

Bortocal 2009-05-25 @ 10:52:22
beh, stamattina e’ successo lo stesso.
mi sono svegliato nel cuore della notte e ho scritto due paginette sulla dialettica servo padrone, poi le ho pomposamente intitolate: critica del marxismo.
e infatti mi pareva di essere arrivato ad una contraddizione centrale del concetto di lotta di classe.
scomparse!
(e non era un sogno, semmai un incubo per chi se le fosse lette).

FIRDIS 2009-05-25 @ 13:05:48
secondo me sono li’, esattamente dove le hai salvate ma chissa’ dove…….

Bortocal 2009-05-27 @ 17:41:26
per quanto abbia setacciato tutto più volte, ho dovuto arrendermi alla evidenza che le versioni precedenti di un file non vengono salvate a parte.
e l’ultima versione è il grado zero della scrittura…

FIRDIS 2009-05-28 @ 23:01:19
ah.. avevo capito male. pensavo che non trovavi il file, non che era stato salvato vuoto.

Bortocal 2009-05-29 @ 01:13:20
beh, sta storia che l’ultima versione, la migliore, è il silenzio perfetto non vorrei sciuparla.
comunque è andata così, esattamente (per non fare la figura dell’idiota): finito il file, l’ho salvato, e subito dopo ne ho aperto un altro.
volevo separare la storia di Mark, che concludeva il racconto, il monaco buddista ex tossico che studia il tedesco, dalla visita al museo delle tradizioni popolari fatta con altri tre monaci e conclusasi sotto un improvviso delirio di pioggia.
nell’aprire il nuovo file mi è stato chiesto di dargli un nome, e mentre digitavo è uscito il nome dell’ultimo file: ho provato a cambiarlo, e si è invece salvato così come era, contro la mia volontà.
non volevo crederci, anche perché io non ho mai salvato il nuovo file con il vecchio nome, ma tanto è bastato.
a proposito di delirio di pioggia, dovresti sentire anche adesso: è forte essere venuti all’inizio della stagione delle piogge, anche se il termine piogge mi pare inadeguato per questi lavacri universali e per questa progressiva immersione di tutto nell’acqua e nel fango.

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