Requiem tedesco (per la sinistra italiana). cor-pus 55 [54] wp 8 – 19 febbraio 2009 – 241

Donnerstag, 19. Feb, 2009 – 20:51:29

Ora siete tristi, dal Requiem tedesco di Brahms

* * *

traduco un articolo della Frankfurter Allgemeine Zeitung di oggi, di Dirk Schümer:

19. Februar 2009.
bisogna deprecare un caso di morte.
morta e quasi bella e sepolta è la sinistra italiana.
dopo le dimissioni del leader dell’opposizione Walter Veltroni, che ha subito uno spettacolare naufragio con un partito di sinistra unito, del bastione di un tempo della avanguardia europea sono avanzate solo le briciole.
lì il biotopo vitale dei comunisti e degli anarchici italiani aveva assunto il valore fino a non molto tempo fa di grande speranza di una intera generazione – anche e proprio in Germania.
mentre da noi marxisti e socialisti, spontaneisti ed anarchici dovevano pensare contro voglia a Ulbricht, Mielke und Honecker [i leader della Germania Orientale], essi potevano sognare sotto il sole meridionale delle allegre feste di strada del Partito Comunista Italiano (PCI), potevano deliziarsi della Resistenza, che aveva trovato la sua perdurante espressione nella rossa epica cinematografica di “Novecento” di Bertoluccis.
finalmente il colore rosso si lasciava associare a qualcosa di più significativo delle bandiere: labbra, tramonti, vino.
pittori come Renato Guttuso, compositori come Luigi Nono, registi come Roberto Benigni, gente di teatro come Dario Fo, architetti come Renzo Piano: si potevano contare dozzine di artisti italiani osservati ed amati nel mondo, che si levavano come spirituali punte d’elmo per un socialismo umano.
in Italia, dove un terzo dei cittadini votava comunista e cantava l’Internazionale senza diventare rosso di vergogna, tutto era migliore, non si alzavano muri e nessun cantautore veniva privato della cittadinanza.
da Ignazio Silone attraverso Pier Paolo Pasolini e Italo Calvino fino a portatori di speranza come il sindaco filosofo di Venezia Massimo Cacciari e lo storico Carlo Ginzburg, gli autori in questo paese idilliaco non solo inneggiavano entusiasticamente a sinistra, ma sempre a una sinistra piena di fantasia e dalla piacevole mancanza di ortodossia.
mentre in Germania Grass e la sua generazione recitavano a macchinetta le loro storie sempre uguali e ricalcate nello stile degli anni Cinquanta, i rossi italiani – Malerba, Eco, Bufalino, Tabucchi – si schieravano per uno spirito umoristico postmoderno, giochi linguistici, scettica ironia e vere ampie vedute storiche ed estetiche.
che cosa potevamo fare noi rozzi macellai “Tedeschi” [in italiano], che arrotolavamo ancora i loro spaghetti con l’aiuto del cucchiaio?
ma certo potevamo imparare dai cangianti compagni del sud tutto quel che riguardava un modo di vivere a sinistra!
e questi “compagni” del sud [in italiano] avevano influenza sul paese, dominavano le colonne dell’Espresso, Micromega e Repubblica e stavano prodi nel mondo per un progetto che non avrebbe mai portato al potere dei burocrati stalinisti, ma ben presto finalmente la fantasia.
chi pensava lì ancora al miserabile DKP, Partito Comunista tedesco?
piaceva alla comunità tedesca di Toscana respirare in vacanze di cultura nel sud un po’ di speranzosa utopia.
lodevoli stazioni di servizio spirituale come le Edizioni Wagenbach traevano il loro carburante preferibilmente dai compagni in Italia.
puri comunisti come Enrico Berlinguer, che andavano d’accordo col papa, potevano diventare icone politiche in Germania, mentre l’ex carcerato Toni Negri si faceva riconoscere fino ai tempi più recenti con i suoi manifesti anticapitalistici come prosecutore di Marx.
e adesso?
mentre qui da noi il partito che ha raccolto l’eredità della sinistra comunista prospera nel suo fiorente paesaggio politico, in Italia tutto questo é alle spalle.
il PCI [intende la Sinistra Arobaleno] già alle ultime elezioni non è arrivato a superare il 4%; Verdi e trotskisti sono inesistenti, cattocomunisti un numero da ridere.
lo spettacolo di questi giorni, poichè lo sfortunato Walter Veltroni ha dovuto scusarsi per il suo fallimento davanti a bonzi di partito, che per mesi lo hanno sistematicamente danneggiato, non è una farsa dell’autocritica: è una idiozia da tarda repubblica di Weimar.
il Partito democratico, movimento di sinistra unita è sorto abbastanza tardi un anno e mezzo fa come risposta al populismo e postfascismo e aveva egualmente conseguito un risultato molto ragguardevole alle elezioni.
in seguito Veltroni si era consapevolmente orientato allo stile politico di Barack Obama, e aveva scelto “Yes we can!” come slogan del suo partito e timidamente cercato di fare piazza pulita dei dinosauri narcisisti del suo partito.
e questi gliel’hanno fatta pagare senza farselo domandare due volte e hanno dimostrato più e più volte che la sinistra italiana non vive proprio più di utopia, ma di clientelisno e combriccole.
il grido della base di partito, che gli autodistruttivi diadochi vadano finalmente a casa, si spegnerà ancora una volta senza risultato, come da dieci anni.
è una tragedia: di un eurocomunismo ahimé così ricco di idee e così umano rimangono – non diversamente che nella vecchia Unione Sovietica – un paio di nonni, cocciuti e isolati, per cui le votazioni sono sempre uguali.
e il sognato partito di massa di sinistra in Italia è adesso un torso senza arti, per la cui misera eredità si accapigliano un paio di conventicole che non raggiungono i cinque membri a testa.
l’unico risultato storico di successo che la sinistra italiana ha portato alla luce si chiama Berlusconi.

* * *

il giornalista dà una rappresentazione inesatta della linea politica di Veltroni, che identifica a torto con quella di Prodi: Veltroni non ha mai voluto costruire un partito di sinistra, ma un partito di centro.

ma a parte questo, dove altro gli si può dare torto?

. . .

pubblicato su wordpress col sottotitolo Ora siete tristi, dal Requiem tedesco di Brahms – traduco un articolo della Frankfurter Allgemeine Zeitung di oggi, di Dirk Schümer.

. . .

commenti su wordpress:

daditza 6 marzo 2009 alle 14:06
ohhh che bello, avevo letto l’articolo anch’io, e mi sarebbe piacciuto farlo leggere a qualche amico italiano, ma ahime, la pigrizia di tradurre.. Grazie!

bortocal 6 marzo 2009 alle 19:12
grazie!
purtroppo la mia conoscenza del tedesco è piuttosto limitata e anche la traduzione mi sembra impacciata e un po’ approssimativa: però rende l’idea di fondo del testo ed effettivamente dà da pensare.

daditza 7 marzo 2009 alle 9:33
a me la traduzione sembrava perfettamente appropriata!

bortocal 8 marzo 2009 alle 7:26
beh, meglio così, si vede che sono un po’ troppo perfezionista.
(ma tu vivi in Germania?)

daditza 8 marzo 2009 alle 7:51
Ancora vivo in Italia (vicino a Milano) ma verso la fine dell’anno sto pianificando il rientro in Germania, nella mia amata Baviera 🙂 tu da che parte abiti in Germania?

bortocal 8 marzo 2009 alle 8:32
io vivo a Stoccarda, quindi non troppo lontano dalla Baviera in generale.
purtroppo sembra che dovrò tornare in Italia nell’estate 2010.

daditza 8 marzo 2009 alle 13:43
Le mie condoglianze. Dopo aver vissuto all’estero, la troverai da suicidio.

bortocal 8 marzo 2009 alle 14:19
ci torno abbastanza spesso, purtroppo, anche se cerco di farlo il meno possibile.
ma mi pare che l’esperienza l’hai fatta anche tu, o sbaglio?

daditza 8 marzo 2009 alle 16:39
Nell’altra direzione. Io sono crucca doc, almeno per quanto riguarda la educazione e la carta d’identità. Il DNA è più a est :D.
E comunque per lavoro sicuramente tornerò regolarmente in Italia anche dopo essermi trasferita di nuovo in Germania, ma non dovendoci vivere e confrontarmi con l’idiozia quotidiana, peserà sicuramente di meno. Anzi, in questo periodo dell’anno cercherò sicuramente di concentrare tutti i progetti in Sicilia, Basilicata ecc ecc, per ragioni puramente metereologiche 😀

bortocal 10 marzo 2009 alle 20:42
beh, da ovunque tu venga, e ben mescolata fra DNA e culture – a quanto capisco, complimenti per l’ottimo italiano!
per il resto, metti il dito sulla piaga: qui ancora stamattina nevischio!
però – anche se non so quanto durerà – non vorrei più tornare indietro!
accetto qualunque tormenta di neve pur di vivere in un paese che non mi fa stare male ogni giorno!

daditza 11 marzo 2009 alle 8:47
eh si il mio miscuglio è da vera oriunda europea (incluso la parte ebrea). grazie per i complimenti, le lingue sono il mio hobby preferito.
d’accordo con te sul tempo.. qui c’è un sole splendido ma come gustarlo quando non puoi neanche ascoltare la radio o TV senza sentirti subito addosso il vomito berlusconiano dappertutto?

bortocal 11 marzo 2009 alle 17:36
affascinante l’”oriunda europea”.
una qualche componente lontanamente ebraica – oppure neppure tanto lontanamente, chissà – sembra possa stare anche nel mio DNA, per il resto non così fantasioso.
oggi sono stato punito del mio ultimo commento con te, si direbbe, considerando la strage più tremenda della storia tedesca degli ultimi anni a pochi km da qui.
io cerco di evitare i malesseri evitando la televisione, e l’abitudine presa in Italia non l’ho persa neppure qui.

daditza 11 marzo 2009 alle 17:42
Purtroppo questo tipo di stragi è una piaga propria di tutti i paesi dove la cultura delle armi da fuoco è di casa. E la Germania, ahime, sicuramente è uno di questi, con tutti i “Schuetzenvereine” dove già i bambini imparano a sparare e crescono nell’adorazione di questi orridi strumenti con i quali si fanno buchi nelle persone a distanza. Non a livello degli americani, ma in quella direzione.
ironia della sorte, proprio stamattina o ieri sera sentivo che c’era una proposta anche in Italia di abbassare a 16 anni l’età per i ragazzi per poter impallinare animali nei boschi. Spero che questa strage abbia bloccato nel nascere quella orrida idea.
anch’io tendo a non ascoltare troppo le notizie, ma in questo periodo, visto che il mio compagno è romeno, il masochismo ci spinge a infliggerci la quotidiana dose di torture….

bortocal 11 marzo 2009 alle 19:13
lo sai che non mi sono mai accorto nei 5 anni vissuti qui sinora, di questo aspetto?
condivido del tutto quel che dici sulla orribile proposta di legge sulla caccia in Italia.
commento quanto mai azzeccato.
hai un blog, tu?

daditza 12 marzo 2009 alle 9:22
il mio blog principale è qui: http://dadi.livejournal.com, scrivo in inglese e quasi sempre “friends only” perchè ho avuto dei problemi di “stalking” da parte di uno sfigato. Ti posso “aggiungere” con la tua “open ID” che dovrebbe essere generata dal tuo blog qui, penso.
A volte provo anche a scrivere qui (daditza.wordpress.com) in italiano ma molto raramente.

bortocal 13 marzo 2009 alle 18:29
beh, il mio inglese è troppo primitivo per consentirmi di muovermi con disinvoltura nel tuo blog principale.
per fortuna ci sono le foto dalle quali conosco di più di te, e tra l’altro che non viviamo neppure lontanissimi, visto che stai nel sud della Bavuera, se non ho capito male.
l’altro blog lo avevo già visto, e apprezzato.
sarei aggiunto molto volentieri, anche se tecniche come la open ID mi sono sempre rimaste terribilmente oscure e temo di non potere ricambiare se non a prezzo di faticosissime spiegazioni.
ti va di diventare coautrice di un blog di fotografia e di postarci qualche foto ogni tanto?
http://bortografia.blogs.it/
http://bortografia.blogs.it/2008/12/14/presentazione-5219249/

daditza 15 marzo 2009 alle 17:05
bello! ma in questo periodo le uniche foto che riesco a fare sono quelle con il telefono cellulare, ahime..!
e ancora non vivo in Baviera, ahime, solo dall’autunno (crisi permettendo). per ora vado avanti e indietro una volta al mese.

bortocal 16 marzo 2009 alle 20:12
beh, aspetterò una nuova macchina fotografica, allora.
ah, sei una pendolare della germania: bello, così ti abitui a poco a poco.
e poi la Baviera o almeno Monaco deve essere anche una realtà più allegra della Svevia.

Un pensiero riguardo “Requiem tedesco (per la sinistra italiana). cor-pus 55 [54] wp 8 – 19 febbraio 2009 – 241

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...