bortografia. analfabeto. 6 gennaio 2009 – bortologia 6 [III, 21] – 27

2009-01-06 – 19:43:27

le peripezie del cuore.
passaggi
ricami in quota.

oltre le peripezie
le maglie della neve azzurra
scie.

dopo, merletto di neve.

27

. . .

commenti:

LuisaRuggio http://luisaruggio.blogs.it 2009-01-06 @ 21:47:35
in questo momento, sono con le fate dell’acqua.
l’intuizione qui su (e le altre) mi ricorda il gioco del ‘cadavere squisito’ del dizionario del Surrealismo di Breton ed Eluard.
Mio fratello novenne prova e riprova i suoi pezzi di illusionismo, è sorprendente quello che riesce a fare con una moneta.

Bortocal 2009-01-07 @ 21:52:07
a volte penso come deve essere difficile per te semplificare i forzieri traboccanti, luisa…
la differenza inquietante col gioco surrealista di Aragon è che poi pare che la frase assurda sul cadavere squisito sia stata alla fine inventata da un uomo solo come frase priva di senso.
e qui invece tanti blogger diversi inventano dei testi pieni di un senso esatto, mettendoci parole all’oscuro l’uno dell’altro.
dovrebbe scaturirne una domanda così irragionevole che temo a porla.
ma allora ciascuno di noi è quello che vuole essere?
e c’e` qualche ciascuno che non è un semplice essere umano?

LuisaRuggio http://luisaruggio.blogs.it 2009-01-08 @ 18:14:08
Mio caro Mauro, ieri sera eravamo al cinema io e Mariol e un’altra amica e guardavamo “L’ospite inatteso” continuando a dire contenti:
“E’ Bortocal! E’ Bortocal!”
E’ incredibile come ti portiamo con noi.
I forzieri traboccanti… Oh, Mauro, grazie del pensiero che hai avuto, è dolce e so cosa intendi.
Mi sembra che questi haiku siano un atto di buon ‘terrorismo’ (attenzione) contro le fruste supposizioni, un po’ come le distorsioni di Matisse che non sono la conseguenza di un realismo difettoso. la fotografia da commentare ci da` sicurezza, un fatto è un fatto è un fatto. E poi dissertiamo di brutto, proprio per la grande libertà che c’e’ nella verità di una traccia dettata nel tema unico: “La sola risorsa che ci resta ora, è metterci alla finestra.” (Virginia Woolf, “Orlando”, 1928)
ti lascio il trailer del film che in qualche modo ti riguarda:

http://www.youtube.com/watch?v=rcacxcuzJfE

Bortocal 2009-01-08 @ 18:59:03
è incredibile quanto vi voglio bene a voi del Salento: non riesco a capire che razza di magia vi ha preso.
e che felicità misteriosa vi attraversa in quella terra verde.
a giudicare dal trailer:
ho più capelli!
e meno occhiali! (molto più stretti, per via della presbiopia)
mi sono trovato in un dettaglio che nel trailer non c’era, per semplice amnesia dello sceneggiatore, suppongo: quella volta che sono stato massacrato di botte da un buttafuori dei Centri Sociali alla festa di Radio Onda d’Urto per aver cercato di difendere con ragionevoli parole un mio amico senegalese che era stato aggredito di brutto per avere scherzato con una ragazza.
e io finito all’ospedale con gli occhiali rotti!
– su quel che dici degli haikú, rifletto.
a me pare che l’oggetto, ridotto a puro oggetto dall’oggettività assoluta del fotografico, dia poi una buona sicurezza interiore per l’espressione del soggettivismo assoluto.
insomma, questi haikú mi paiono il punto di incontro misterioso perché quasi impersonale fra oggettivo e soggettivo.
il punto magico dove vengono a coincidere.

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