La Cina può salvare l’Occidente (ma non vuole) – FEDERICO RAMPINI. 9 ottobre 2008 – bortostampa 55 [s.n.] – 790

Donnerstag, 09. Okt, 2008 – 20:09:03

La Cina può salvare l’Occidente

E’ Carlos Slim, il magnate messicano delle telecom nonché uno degli uomini più ricchi del pianeta, a lanciare l’idea: la Cina dovrebbe guidare un’operazione di “salvataggio dell’Occidente” che solo lei può permettersi, visto che detiene le più importanti riserve valutarie mondiali (oltre 1.800 miliardi di dollari).
Slim ha suggerito che il governo della Repubblica Popolare si faccia promotore di un’operazione simile a ciò che fu il riciclaggio dei petrodollari negli anni Settanta, quando diversi paesi arabi dell’Opec reinvestirono la rendita del primo choc energetico negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, e in minor misura negli altri paesi europei.
Pechino però mostra molta freddezza verso questo genere di appelli.
Non per mancanza di “solidarietà” verso l’Occidente in crisi: dopotutto i dirigenti cinesi sanno benissimo che una recessione globale avrà effetti sulle loro esportazioni e rallenterà la loro crescita di almeno due o tre punti percentuali secondo le ultime previsioni.
Il premier Wen Jiabao ha dichiarato che il “contributo più importante” che la Cina può dare per aiutare il resto del mondo a superare questa crisi, consiste nel “mantenere una crescita stabile e sostenuta”, presumibilmente spingendo sull’acceleratore della domanda interna (consumi e investimenti) per compensare il minor traino dell’export.
Da Pechino è arrivata invece una secca smentita riguardo al presunto piano di acquisto di 200 miliardi di Treasury Bonds americani, come sostegno agli Stati Uniti.
Il governatore della banca centrale Zhou Xiaochuan, chiamato in causa come creditore di Washington, ha sottolineato che i suoi compiti prioritari restano quelli di garantire “stabilità monetaria e crescita dell’occupazione”.
Brilla per la sua assenza in questa crisi anche il fondo sovrano della Repubblica Popolare.
La spiegazione è evidente.
I gestori di quel fondo furono tra i primi “portatori di soccorso” che entrarono nel capitale di alcune istituzioni finanziarie in crisi negli Stati Uniti, dalla Morgan Stanley al gruppo di private equity Blackstone.
Una solidarietà che si è rivelata inefficace – non avendo scongiurato il precipitare della crisi – e assai prematura dal punto di vista dell’investitore.
Il valore di quelle partecipazioni da allora è crollato, e il malumore si è fatto sentire ai piani alti del regime cinese, per le pesanti perdite in conto capitale subite dal fondo sovrano.
Pechino non esclude certo di tornare sul mercato americano in qualità di compratore di partecipazioni azionarie: ma vuol essere sicuro di non agire precipitosamente, visto che l’ondata ribassista a Wall Street non sembra ancora esaurita.

(Repubblica, 9 ottobre 2008)

. . .

commenti:

perdamasco http://www.perdamasco.it Donnerstag, 09. Okt, 2008 @ 20:20:53
E pensare che una volta si diceva “la Cina è vicina”! 535

Bortocal Donnerstag, 09. Okt, 2008 @ 21:14:00
è perché si è avvicinata che ha imparato meglio a prendere le distanze!
536b

perdamasco http://www.perdamasco.it Donnerstag, 09. Okt, 2008 @ 23:05:00
535b
Vero. 

. . .

preceduto da:

Il mondo drogato della vita a credito di ZYGMUNT BAUMAN 8 ottobre 2008

FIRDIS @ Mittwoch, 08. Okt, 2008 – 15:12:37

2 pensieri riguardo “La Cina può salvare l’Occidente (ma non vuole) – FEDERICO RAMPINI. 9 ottobre 2008 – bortostampa 55 [s.n.] – 790

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