carne di cane[: il Tempio del Cielo] – 13 maggio 2008 bortolindie 14 [VIII, 7] – 388

Bortocina @ 2008-05-13 – 14:50:35

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* * *

ha il colore della carne di faraona, la consistenza della carne di faraona, il sapore della carne di faraona.

ce l’hanno servita fredda, con una salsina facoltativa al fulmicotone.

a lungo discutiamo, Sara e io, se quella e’ davvero carne di cane, oppure se ci hanno fregato dandoci in cambio della faraona.

del resto la carne e’ tutta sminuzzata in pezzettini, cosi’ da rendere irriconoscibile da quale parte del corpo proviene.

nel menu’ in inglese per gli occidentali mica c’era la ricetta: eppure il cane al neon (anche se spento) e’ ben visibile nell’insegna del vicolo: Sara lo ha chiesto in cinese e dopo un po’ e’ arrivato, con questo the quasi senza sapore e scipitissimo e il riso con un pochino di uovo dentro.

alla fine risolvo io la disputa, osservando le lunghe fibre muscolari, che – sentenzio – non possono essere di un uccello, ma solo di un mammifero, e questo non e’ ne’ bue ne’ maiale ne’ pecora.

* * *

ma come, direte voi, nel giorno del terremoto Bortocal, invece di farci un reportage dal vivo, da aspirante giornalista qual e’, ci parla della sua cena fatta per confermare (o smentire) il proverbio che cane non mangia cane?

che cosa succede?

succede che a Pechino di questo terremoto che avrebbe portato la gente in strada non c’e’ stata traccia.

ho letto anche io la notizia sui giornali italiani, e – come dicevo ieri sera in una mail:

“direi che a Pechino regna una indifferenza assoluta.

Sara abita al settimo piano ed era a casa a studiare, e non ha sentito niente ne’ sapeva niente.

dopo che gliel’ho detto, le e’ venuto in mente che un suo amico cinese (ecco saltato fuori un filarino?) le ha mandato un SMS per dirle di stare attenta che c’era stato un terremoto.

per il resto nulla.

del resto quella regione sara’ lontana almeno 1.000 km da qui!

se qualcuno deve preoccuparsi sono io che leggo Repubblica: le televisioni cinesi stanno facendo la loro programmazione normale.

ora vado a dormire, ciao!”

per quanto io abbia sentito benissimo a suo tempo il terremoto del Friuli, e con un bello spavento, da 400 km di distanza, direi di escludere che a Bologna si possa sentire un terremoto, per quanto violentissimo, che avviene a Reggio Calabria.

leggo degli enormi disastri, ma lo leggo dall’interno (un pochino) di una cultura che non fa affatto della solidarieta’ un obbligo e quindi non ci obbliga moralmente a disperarci per la morte degli altri.

in Cina sono passate tre religioni, se volete chiamarle cosi’, anche se sono poi tre filosofie che alcuni secoli piu’ tardi si sono evolute in forma di religione: buddismo, confucianesimo, taoismo.

tutte diffidenti verso coloro che si disperano per la morte, anche altrui.

in ogni caso, anche il comunismo maoista sembra molto piu’ improntato alla ricerca della efficienza che della solidarieta’, anzi non c’e’ mai stato problema se pur di raggiungere uno stato piu’ giusto si doveva sacrificare qualche milione di vite.

non sara’ un terremoto a sconvolgere questo paese: non saranno 10.000 morti: l’ultimo terremoto vicino a Pechino, trent’anni fa fece – si dice – un milione di morti e 240.000 in una sola città, e non se ne parlo’ neppure.

e’ l’occidente che si fa un problema, perche’ ha difficolta’ ad accettare la morte, e comunque la usa politicamente: lo tsunami sconvolse solo perche’ c’erano di mezzo i turisti, il ciclone in Birmania che ha fatto 4 volte tante vittime, lascia indifferenti perche’ il turismo non conosce questa regione: e ora il terremoto a piu’ di 1.000 km da Pechino finisce sulle prima pagine dei giornali italiani isterici solo perche’ i turisti STANNO per andare a Pechino e quindi e’ meglio spaventarli.

tanto chi lo sa che la Cina e’ in pratica un continente e che nessuno eviterebbe Lisbona per un terremoto ad Atene?

* * *

oggi c’era il sole, finalmente: anche il cileno e’ partito: per l’Egitto! e sono rimasto solo in camera.

ho perso un po’ di tempo, ho anche avuto un attacchino di Alzheimer che mi ha fatto dimenticare dov’erano i bagni, e poi sono partito dopo una colazione di gelato alla cioccolata che dovrebbe rimettermi in sesto i neuroni.

meta, il tempio del cielo, il capolavoro della architettura Ming, non troppo lontano da qui (sulla cartina).

ma dopo un po’, di fronte ai due centimetri di piantina che a piedi si facevano in due ore ho ceduto al mototaxi, che costa del resto meno che l’U-Bahn in Germania, e lo stesso al ritorno.

mi sto perfino convincendo che la piantina sia sbagliata: mi pare impossibile ritrovarmici dentro.

ma poi devo ricredermi percorrendo il viale che porta al tempio: e’ infinito.

ma soprattutto pieno di pensionati donne e bambini dediti a ogni tipo di attivita’.

tutte rigorosamente distinte in gruppi, peraltro, tanto che alla fine della giornata mi e’ perfino sorto d’un tratto il dubbio che fosse tutto organizzato dallo stato.

ma i turisti europei sono cosi’ pochi che non ne varrebbe davvero la pena.

oppure si stanno allenando per le Olimpiadi?

i primi che ho trovato sono stati quella della compagnia del liscio (cinese): una cinquantina di anzianotti (come me, per intendersi) decisissimi a non abbandonare la gioventu’.

insomma i corpi erano un po’ consumati, ma l’allegria e la voglia di divertirsi tanta.

piu’ in la’ i giocatori di volano, non il normale volano cinese, che si gioca coi piedi e con grossi volani dalle piume variopinte e dalla punta pesante, ma un volano con le racchette rosa pastello, gentilissimo, dove si lascia che il volano atterri dolcemente, lo si lascia quasi riprendere fiato un attimo, poi gli si fa fare un giro in altalena senza che quasi se ne accorga e alla fine lo si rimette in volo.

terzo gruppo: le sbandieratrici di drappi variopinti, che tracciano nell’aria degli otto multicolori e magici che riescono a stare sospesi nel nulla per un po’: se voglio provare anche io? ma naturalmente! e tra grandi risate, ovviamente!

poi venivano i cultori di musica tradizionale, con strumenti con una corda sola e voci di accompagnamento impossibili per acutezza e sottigliezza.

alla fine ci stava perfino una fisarmonica che serviva da sfondo a surreali cori d’opera (sempre cinese).

insomma, di nuovo una giornata che conferma che i pechinesi sono gente allegra e cordiale, che vivono una vita ordinata e pacifica.

* * *

la terra e’ quadrata e il cielo rotondo.

questo e’ il detto cinese che sta alla base della concezione tradizionale dei templi.

che sorgono, a rappresentare il cielo, su enormi piattaforme quadrate.

sorgono, qui, ricoperti di piastrelle blu, per chi non avesse capito che quei tetti, che non sono cupole, ma coni leggermente concavi nel profilo, rappresentano la volta celeste.

i templi si susseguono in una gara di imponenza e solennita’, lungo la solita prospettiva lineare: di lato compaiono altre strutture eterogenee:

il Palazzo dell’Astinenza, dove l’imperatore si preparava ai sacrifici,

l’Amministrazione della Musica, ricostruito da pochi mesi, con un spazio teatrale interno meraviglioso, dove ragazzi in costumi blu e penne sulla testa eseguono sugli strumenti tradizionali un concerto di gong, corde sfregate, tamburi, clicchi di natura varia, grattugiamenti e flauti, oltre che voci surreali.

una musica di una sensualita’ assoluta, cosi’ potente che mi scuoto a fatica, quando – dopo solo un quarto d’ora – la ragazza che presentava i pezzi in questa lingua tutta scarti di tono come la sua musica, e i sei esecutori in blu, si inchinano e scompaiono.

* * *

sotto il sole ho dormito su un panchina sperduta tra i viali e forse e’ stato li’ che ho perso le chiavi – di casa, della valigia, della automobile, della posta, di tutto – tutto raccolto in un unico immenso e pesantissimo mazzo, praticamente imperdibile, e infatti perso.

mentre ritorno a casa tranquillo, perche’ non me ne sono accorto ancora, e lungo la via compero incredibilmente delle castagne piccoline e lessate cosi’ alla perfezione che appena le apri, anche la buccia interna si stacca, improvvisamente la mente si mette a macinare confronti fra la Cina e l’India.

e un lampo mi rivela che cosa mi ha dato in questi tre primi giorni questa sensazione cosi’ familiare e per niente esotica in Cina: mancano i bambini, come da noi!

sono pochissimi: tanti gli adolescenti, ma pochi i bambini.

potrebbero essere anche a scuola, per quanto ne so.

eppure ogni famiglia un figlio.

il segreto del benessere, il segreto della solitudine, il segreto dei pensionati che si divertono in quel parco immenso.

eppure, visti da qui, i diritti umani, compreso quello, irrinunciabile, di figliare quanto ci pare, appaiono veramente insignificanti.

. . .

lo so che queste parole vi sembrano terribili, e io stesso ho paura di fare come quegli esaltatori della Cina che hanno riempito di idee sbagliate la mia giovinezza.

non voglio difendere nulla e soprattutto non vorrei dire niente di definitivo: sono arrivato volutamente disinformato, volevo formarmi uno sguardo senza preconcetti.

domani potro’ smentire quello che dico oggi, che in effetti smentisce quello che ho detto ieri.

non cerco coerenza, esprimo solo impressioni.

. . .

ma mentre rientro per queste strade pulitissime (e mi vengono in mente i quattro operai che lungo i bordi di una aiuola zappettavano le piantine una per uno) in questo traffico ordinato, in questa gente vestita modestamente ma senza le immagini di miseria assoluta che vedi nella vicina patria della democrazia, rimango col dubbio che, se la vita e’ insensata, non e’ poi male che si svolga ordinatamente, come i palazzi dai cortili quadrati.

si’, deve esserci alla fine un legame tra l’immagine del mondo che ha preceduto questo regime e il modo in cui questo regime si realizza, apparentemente senza grande dissenso.

perche’ poi pare che ai cinesi questa loro vita quieta e senza grandi turbamenti in fondo piaccia.

. . .

commenti:

Pettirosso   2008-05-13 @ 19:11:12

321a

FIRDIS    2008-05-13 @ 20:36:57

Mi lascia sempre a bocca aperta questa enorme capacita’ di riflessione, lucida e fluida.
Bei post.

Bortocal   2008-05-24 @ 13:50:33
eppure, rileggendolo, ne sono invece cosi’ insoddisfatto!

. . .

 

al post del 2008 e` ora aggiunta la foto di copertina

IMGA0395

e i seguenti videoclip fatti adesso con le foto di allora, che non furono pubblicate nel blog:

2 pensieri riguardo “carne di cane[: il Tempio del Cielo] – 13 maggio 2008 bortolindie 14 [VIII, 7] – 388

  1. eh eh, giusta supence per il post successivo… 🙂

    e del resto quel giorno che ho scritto questo post non lo sapevo ancora come sarebbe andata a finire…

    per l’esattezza, siccome in Cina i blog sono inaccessibili, i post li mandavo via mail in Italia ad una mia amica di blog che poi li pubblicava come coautrice del blog con lo pseudonimo di bortocina!

    ma sei anni dopo credo che il governo cinese mi avesse sgamato ( 🙂 ) e anche gmail era diventata inaccessibile… – infatti nel bortoround 2014 post in diretta solo fino a Macau e poi dal Laos…

    grazie per l’apprezzamento: dieci anni dopo, in effetti leggo il post ormai come se lo avesse scritto un altro e non sono piu` cosi` insoddisfatto… 😉

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