DottorS: combustibile, l’acqua! 2 aprile 2008 – bortocal 15 [16] – 271

IMGA0499

Wednesday, 02. Apr, 2008 – 19:58:53

perché proprio il mio asinello di Petra abbia sollevato questo insieme di commenti sulla questione energetica, non ve lo saprei dire.

il DottorS è un blogger senza blog, che ha una capacità straordinaria di scoprire le notizie strane nel web, e poi di trasferirle sotto forma di commenti ai miei post.

come commenti sono sprecati (quando le notizie sono attendibili); quindi, ecco che io ogni tanto trasformo questi commenti in un post.

non è detto che i miei post lunghissimi siano poi effettivamente più letti dei commenti del DottorS, ma almeno in questo modo l’argomento è più visibile, almeno potenzialmente.

* * *

DottorS 27.03.08 @ 19:40
Ultima sensazionale scoperta:
Con una lega alluminio-gallio si può produrre spontaneamente idrogeno dall’ acqua.
Un professore dell’Indiana University ha sviluppato un nuovo metodo per la produzione di idrogeno da impiegare in celle a combustibile, usando una lega di alluminio in acqua.
Il professor Jerry Woodall ha descritto il suo metodo che implica una lega di alluminio e gallio, spiegando che l’idrogeno è prodotto spontaneamente immergendo questa lega nell’acqua perché l’alluminio reagisce essendo fortemente attratto dall’ossigeno presente in essa.
Il gallio serve a far proseguire l’ossidazione impedendo la formazione della pellicola passivante che si formerebbe a seguito dell’ossidazione dell’ alluminio.
Questa tecnologia va ad affiancarsi ad altre simili già note (idruro di sodio, boroidruro di sodio, ecc.) per produrre idrogeno a bordo dei veicoli.
La scoperta comunque è particolarmente interessante perchè la produzione di idrogeno è molto superiore a quella che si ottiene con altri metalli.
In presenza del Gallio, l’Alluminio non si ossida, ma si ottiene una semplice scissione della molecola del acqua in ossigeno ed idrogeno.
Buttando una manciata di trucioli della miscela gallio-alluminio (nella quale il gallio entra in piccolissima parte), l’acqua quasi bolle ed emana un alta percentuale di ossigeno ed idrogeno, che ovviammente devono essere separati una volta giunti in superfice, altrimenti basterebbe una scintilla per far esplodere tutto.
Mostrata la scoperta, (il cui brevetto è già stato deposto), alcune sere fa in televisione dopo mezzanotte, nessun organo di stampa ha parlato di questa novità.
La cosa interessante è che una volta consumata l’acqua, restano sul fondo del recipiente i trucioli della miscela alluminio-gallio che possono essere riciclati all’infinito.
Strano vero che nessuno ne abbia più parlato: intendo i mass media

Bortocal 28.03.08 @ 01:43
questo commento sarebbe un post molto interessante.
perché non cominci davvero a dare vita al tuo blog?
hai un taglio di scopritore di notizie molto particolari che giustifica che tu faccia un blog tuo.
una ricerca in internet conmferma l’attenmdibilità di queste notizie, capaci finalmente di dare una risposta all’effetto serra e di trovare una fonte di energia praticamente inesauribile, dato che il combustibile è l’acqua.
ciò che mi ha lasciato esterrefatto è che esse risalgono a più di 40 anni fa e finora le lobbies petrolifere sono riuscite a insabbiarle!

DottorS 28.03.08 @ 17:02
Per costruire un blog, voglio pensarci ed eventualmente devo farmi spiegare dal ragazzo di mia figlia che è pratico di informatica, io in questo senso sono una frana

Bortocal 02.04.08 @ 19:47
non occorre essere pratici di informatica, per scrivere un blog.
lo scrivo perfino io!
basta andare alla prima pagina, cominciare a scrivere, e alla fine salvare prima di uscire!

Pettirosso 28.03.08 @ 09:46
Gia negli anni ’30 è stata costruita un’automobile tutta fatta di canapa e che funzionava a canapa…
esiste ancora in uno dei musei americani….

Bortocal 02.04.08 @ 19:02
accidenti, ma come fate a sapere tutte queste cose?
(non resisto a una battuta: ma era canapa americana o canapa… indiana?)

Pettirosso 03.04.08 @ 08:11
interessante programma tv
questo e’ un post di El Vago (nome fantastico, non trovi?!!!) appunto sulla macchina di/alla canapa:
http://senzacodice.blog.co.uk/2008/02/11/combustibili_alternativi_e_segreti_della~3714419
chissa’, se fosse stata quella indiana, forse l’inquinamento avrebbe provocato se non altro una civilta’ meno stressata piu’ rilassata….

Bortocal
03.04.08 @ 17:29
molto interessante, davvero.
mi era sfuggito sinora questo blog.
grazie.

DottorS 28.03.08 @ 14:01
http://www.intesys.it/itisferraris/sito_web/istituto/o_speri.htm
voglio riproporre anche il Progetto Speri, anche questo, depositato nel 1974, e subito intercettato dalle multinazionali, le quali hanno messo a disposizione di Speri un aereo personale, per portarlo di quà e di là, ed infine dirgli “questo motore si farà quando lo diremo noi e con il nome che vorremo noi”.
Ora il Progetto Speri (io ce l’ho per intero) faceva andare un motore ad acqua, ma utilizzava come catalizzatori tre metalli, il litio, il berillio ed il boro.
Io non vorrei a questo punto che si trattasse di una semplice scissione dell’idrogeno dall’acqua, come si ottiene con l’alluminio-gallio, con la differenza però che il berillio è estremamente tossico, e quindi qualora venisse immesso nell’aria provocherebbe un inquinamento non da scherzo.
Speri è morto di tumore abbastanza giovane e non vorrei per la sua scoperta.
Ma eventualmente esiste un altro motore molto meno inquinante quello del francese M.J. Chambrean, che partiva da una miscela del 90% di alcool e 10% di acqua, per giungere ad una diluizione del 90% di acqua e 10% di alcool, mantenendo sempre la stessa resa e senza utilizzare additivi chimici.
In pratica Chambrean si era accorto che utilizzando delle forti scariche elettiche (cambiando il tipo di valvole nel motore a scoppio) si poteva ottenere lo scoppio dell’alcool anche a diluizioni bassissime.
La resa era dell’80%.
Ora perche un tale motore non si è utilizzati fin da allora?
Speri sosteneva che le scariche elettriche potessero provocare una fusione del deuterio e del trizio presenti nell’acqua, ed aveva verificato che la fusione avveniva dal momento che vi era un alta produzione di Elio.
Non vorrei però che lo scoppio che otteneva nel motore non fosse altro che una liberazione di idrogeno da parte dell’acqua.
Fatto sta che neppure questa tecnica è stata messa in pratica.
Non è stata messa in pratica neppure una notevole scoperta di un ricercatore del CNR che utilizzando più strati di alluminio rame riusciva ad ottenere anche a temperatura ambiente una quantità di energia elettrica considerevole: l’avevo letto su un sito internet ancora anni fa.
Inoltre altre scoperte considerevoli che mi ha illustrato mio nipote che studia ingegneria elettronica, sono state messe nel dimenticatoio.
Ma almeno, io dico, il motore di Chambrean avrebbero potuto utilizzarlo, non ci troveremmo nella situazione attuale di effetto serra.
Questo ci dice quanto possono essere determinanti gli interessi al di la di qualsiasi morale.

DottorS 29.03.08 @ 20:21
Motore costruito da M.J. Chambrean:
è un motore a scoppio come quello delle comuni autovetture; sono modificate semplicemente le candele di scoppio dove il positivo ed il negativo sono distanziati di circa un centimetro per ospitare una scarica di 30.000 Volt ed un Milliamper.
Viene imessa inizialmente nella camera di scoppio una miscela di alcool al 90% mescolata ad acqua al 10%; successivamente man mano che il motore si riscalda la miscela diventa sempre più acquosa tanto da giungere al 90% di acqua e al 10% di alcool (questo può essere sia metilico che etilico, con una preferenza per l’alcol metilico che da una resa maggiore).
Nel contempo man mano che la soluzione diventa sempre più acquosa si immette contemporaneamente alla miscela una piccola quantità di ossigeno.
Si ottiene in tal modo uno scoppio che da un altissima resa in termini di energia, con semplice emissione di CO2 (in piccolissima quantità) ed acqua.
La resa è del tutto sovrapponibile a quella della benzina.
Praticamente su trenta litri di miscela si vengono a consumare solo tre litri e mezzo di alcool metilico calcolando anche il riscaldamento del motore.
L’alcool metilico è estremamente facile da produrre: tutti i rifiuti organici dei campi e dei boschi se vengono lasciati macerare nell’acqua producono alcool metilico.
E’ un motore che inquina un decimo rispetto ai comuni motori che vanno a benzina o a gasolio.
Data la semplicità per costruirlo, è stupefacente che non sia stato realizzato su larga scala.
Il progetto è conosciuto anche dal Giappone e dalla Cina, ma la necessità di mantenere degli scambi commerciali con gli Stati Uniti, in pratica gli intrighi commerciali ne hanno ostacolato la realizzazione.
Gli Stati Uniti in particolare tengono costantemente l’occhio vigile, affinchè paesi del terzo mondo, oppure grosse potenze come la Cina ed il Giappone non si avventurino in energie alternative che spiazzerebbero il petrolio.
Pure la Russia, data la sua ricchezza in metano, fa la sua parte per non restare spiazzata.
Sono consentite l’energia eolica e solare, perchè più di tanto, perlomeno per i prossimi anni non possono sostituire le fonti tradizionali.
Nel frattempo aumenterà l’effetto serra.
Ma questo cosa conta?
Ciò che conta è arricchirsi ora.
Non ci sono prospettive di futuro per i grandi interessi.

DottorS 30.03.08 @ 19:54
Non è che qualcuno sia scappato dalla discussione perchè ho toccato degli interessi internazionali ?

 

Bortocal 02.04.08 @ 19:57
io, veramente, sono stato distolto dalla discussione per seri motivi personali.
ho radunato questi tuoi ultimi commenti in un post: credo che il luogo giusto per discuterli sia lì.
ma poi, DottorS, nessuno di noi è veramente in grado di discutere queste notizie che ci dai.
possiamo solo constatare con amarezza come il potere delle multinazionali non abbia trovato alcun tipo di contrasto efficace neppure nelle forze politiche ambientaliste.

. . .

commenti:

flexassix (Visitor) http://darefdvvvect.com Tuesday, 18. Nov, 2008 @ 08:55:54
http://darefdvvvect.com darefdvvvect
darefdvvvect
darefdvvvect

. . .

Achille (Visitor) Thursday, 30. Apr, 2009 @ 23:01:17
Qualcuno, cortesemente, mi spieghi come si possa ottenere energia dall’acqua ottenendo come prodotto della sua “combustione” una quantità d’acqua non solo identica alla quantità di partenza, ma avente addirittura una temperatura più alta di quella di partenza.
Se è vero che l’esperimento di scissione dell’acqua in idrogeno ed ossigeno, usando una lega alluminio-gallio, funziona, allora avremmo risolto il problema del moto perpetuo, poiché da un semplice litro d’acqua, opportunamente recuperato e riciclato, otterremmo lavoro e calore in quantità infinita.
Ciò contraddirebbe però diversi principi di Termodinamica.
Sarei curioso di apprendere tali novità, non foss’altro che per prendermi il gusto di poter finalmente bruciare quel mio famigerato (e in questo caso anche bugiardo) libro di Fisica Tecnica!

Bortocal Friday, 01. May, 2009 @ 10:10:23
beh, prima di tutto grazie per il primo vero commento ricevuto da questo post.
hai certamente ragione a criticare l’uso che ho fatto del termine combustione a proposito della scissione dell’axcqua in ossigeno e idrogeno, dato che la combustione chimica è esattamente il processo opposto di combinazione dell’ossigeno con altri elementi.
però io non volevo usare un termine tecnico, ma un termine del linguaggio comune; ammetto che forse in un post abbastanza tecnico questa disinvoltura é sbagliata.
per il resto, io ho solo riportato una serie di commenti di questo vecchio amico di blog, a volte con riferimenti e fonti.
non ho le competenze tecniche per valutare i singoli esprimenti descritti nei loro dettagli; ma sono assolutamente certo che le multinazionali hanno consapevolmente e criminalmente bloccato la ricerca e l’applicazione di determinate scoperte per mantenere i loro livelli di profitto – e questo era il tema del mio post.
è di questi giorni la scoperta che le multinazionali del petrolio, consapevoli dell’effetto serra fin dagli anni Settanta, hanno consapevolemente finanziato pseudoricercatori pagandoli perché lo negassero e creassero confusione nell’opinione pubblica.
con la presidenza Obama negli USa almeno questa situazione sta cambiando, finalmente, e certamente molte scopert sepolte verranno oggi rimesse in cicrolazione.
se poi alcuni degli esperimenti descritti dal Dottor S. siano di fantasia io non lo so.
posso dire che la tua critica al primo non ha senso dal punto di vista fisico e la tua obiezione non regge?
nessun moto perpetuo: perché occorre sempre impiegare dell’energia per portare della nuova acqua nel recipiente; credo quindi che questo primo esperimento sia perfettamente plausibile.
in ogni caso non è difficile per un esperto come te fare le tue ricerche in internet e venirci a spiegare meglio che cosa non va davvero qui o lì.
però senza chiuderti la mente nei preconcetti prima e ammettendo che possa esseci qualcosa di vero, almeno in via di ipotesi da verificare, altrimenti non siamo più nel campo della ricerca scientifica, ma in quello del dogma neoaristotelico.
quindi non bruciare il libro di fisica, ma non bruciarti nemmeno la possibilità di imparare qualcosa di nuovo!

Achille (Visitor) Sunday, 14. Jun, 2009 @ 01:03:19
Carissimo amico,
ti ringrazio anzitutto per avermi risposto.
Cercherò di far capire la mia perplessità in maniera più precisa.
Ho letto da qualche parte, in un articolo pubblicato su internet e citato, fra l’altro, anche su questo stesso sito il giorno 28/03/08, che “in presenza di una lega alluminio-gallio l’acqua si scinderebbe spontaneamente nei suoi due costituenti, dando luogo ad una miscela combustibile”. Secondo lo stesso articolo, ciò avverrebe ‘sic et simpliciter’, cioè senza l’intervento di nessuna energia aggiuntiva, mentre alla fine del processo la lega alluminio-gallio si ritroverebbe inalterata sul fondo del recipiente, e sempre pronta ad essere impiegata per creare nuove scissioni… all’infinito.
Avvaloro con un banale esempio la mia perplessità sul fatto che, in presenza di una lega alluminio-gallio, l’acqua si possa veramente scindere spontaneamente senza l’intervento di nessun’altra energia aggiuntiva.
Se ciò fosse vero, basterebbe che una certa quantità di questa lega miracolosa cadesse accidentalmente (oppure anche intenzionalmente) sul fondo del mare… per vedere subito l’atmosfera terrestre trasformarsi in una miscela esplosiva, fra l’altro irrespirabile! Anche tutta l’acqua dei fiumi che sfocia nel mare e che venisse a contatto con la lega si trasformerebbe, e così pure l’acqua proveniente dalle pioggie, eccetera… Ci sarebbe sempre meno acqua sulla terra, ma andrebbe invece crescendo la quantita di miscela esplosiva contenuta nell’atmosfera: e tutto grazie a una manciata di palline di lega metallica!
Spero che qualcuno, ben informato, mi confermi che l’esperimento di scissione dell’acqua con la lega alluminio-gallio funziona veramente, ma SENZA dover somministrare all’acqua NESSUN tipo di energia aggiuntiva.
Se è veramente così, desidero che qualcuno me lo dica chiaramente, non foss’altro che per permettermi di cestinare i miei libri di termodinamica classica.
Grazie.

Bortocal Sunday, 14. Jun, 2009 @ 13:39:11
non ricordo di avere scritto qualcosa su questo tema il 28.3.08, però la notizia delle straordinarie caratteristiche della lega alluminio-gallio rispetto alla scissione dell’acqua nei due elementi che la compongono (idrogeno e ossigeno) è reperibile molto facilmente in internet.
infatti ho inserito queste tre parole in google e mi sono usciti parecchi risultati, fra i quali mi sono limitato al primo:http://www.genitronsviluppo.com/2008/02/22/energia-rinnovabile-lalluminio-chiave-di-produzione-per-lidrogeno-a-basso-costo-il-futuro-del-trasporto-che-ci-attende/
la descrizione di quel che succede è un po’ diversa dalal sintesi che ne fai tu.
Energia Rinnovabile: L’Alluminio, chiave di produzione per l’Idrogeno a basso costo.
Il futuro del trasporto che ci attende?
Idrogeno e celle combustibili.
Alla Purdue University corre una voce:
“Una nuova lega di alluminio arricchito è in grado di dividere le molecole d’acqua e produrre idrogeno, rendendo il sistema altamente competitivo rispetto ai convenzionali carburanti fossili.”
Il metodo permette di evitare di immagazzinare idrogeno spiega il Dr. Jerry Woodall, un eminente professore di ingegneria elettronica alla Purdue University.
“L’idrogeno viene generato su richiesta, in modo da produrre quanto se ne ha bisogno e quando se ne ha bisogno”.
Una lega costituita da 5% di gallio, indio, stagno e 95% di alluminio, immersa nell’acqua tende a dividere le 2 molecole di idrogeno dell’acqua reagendo immediatamente e producendo ossido di alluminio detto anche allumina che può essere riciclata in alluminio stesso.
La tecnologia potrebbe essere utilizzata per piccoli motori e combustione interna in varie applicazioni, compresi i generatori di emergenza o falciatrici e motoseghe; naturalmente il processo potrebbe in teoria essere utilizzato anche per sostituire la benzina e diesel nelle auto e nei camion.
L’idrogeno potrebbe infatti essere generato spontaneamente quando nell’acqua viene aggiunta la lega sottoforma di “pellet”.
il Dr. Jerry Woodall ha scoperto che la lega a contatto con l’acqua liberava idrogeno mentre lavorava ad una ricerca per l’industria dei semiconduttori nel 1967.
La reazione chimica spiega sempre Woodall non genera fumi tossici ma la cosa importante è che il gallio non viene consumato o trasformato nella reazione, in modo tale che questo può essere riciclato più e più volte.
L’importanza di questo fatto non è da sottovalutare, visto il costo molto alto del gallio, materiale attualmente usato esclusivamente nel settore dei semiconduttori.
Ora la ricerca si sta spostando nell’ottimizzazione delle fasi di produzione dell’idrogeno dalla reazione chimica mentre spiega Woodall:
“E ’stato un esperimento molto interessante perché comunque ha dimostrato che la lega avrebbe reagito con acqua a temperatura ambiente producendo idrogeno finché tutto l’alluminio nella soluzione non fosse terminato”.
Parlando di costi, sicuramente possiamo dire che il costo dell’alluminio potrebbe essere ridotto dal riciclaggio grazie al processo di elettrolisi dell’allumina ed ancora questo costo potrebbe essere abbattuto utilizzando elettricità proveniente da una centrale che utilizza energie rinnovabili.
Da 450 g di alluminio si possono ottenere più di 2 KWh da questa reazione chimica.
Considerando questa proporzione e sapendo che sempre 450 g di benzina mi forniscono 6 KWh, ovvero circa 2 volte e mezzo rispetto all’idrogeno, ho bisogno di circa 2 volte e mezzo la quantità di alluminio per ottenere la stessa energia ottenendo in partenza 500 Km circa a $ 60, senza contare poi il riciclo possibile dell’allumina quindi nuovamente abbattimento di costi.
ora, non tutto quello che si legge in internet è da prendere per vero, anzi!, e inoltre questa notizia qui è data in modo oltremodo vago e tale da generare qualche sospetto.
aggiugno che non sono un chimico e quindi non ne capisco nulla.
ribadisco però che nell’esperimento di oltre 40 anni fa, per come viene descritto qui sopra, non vedo nulla che contrasti le leggi fondamentali della termonidnamica.
in particolare sottolineo che, siccome questa lega in natura non esiste, certamente occorre dell’energia per produrla, ed inoltre la reazione chimica descritta non procede certamente all’infinito.
da ultimo, i costi: con questo tipo di reazione si possono compiere km 500 a 60 dollari, si dice: sono costi più elevati di quelli del petrolio, considerando che il prezzo della benzina al consumo è costituito per la maggior parte da imposte.
insomma, la notizia non mi pare inverosimile di per se stessa, se viene data in modo corretto.
questo ovviamente non basta a far sì che sia vera, ma basta a non negarle fede a priori e in mancanza di verifiche più approfondite.
ciao, e grazie anche a te della visita e della replica.

Achille (Visitor) http://tzdec Sunday, 14. Jun, 2009 @ 15:50:53
Moltissime grazie.
Il commento da te citato chiarisce ogni mio dubbio.
Prima di continuare, vorrei però anzitutto ricordare che la mia domanda non era generica, ma chiedeva espressamente se “alla fine del processo, la lega alluminio-gallio si sarebbe ritrovata inalterata sul fondo del recipiente, e sempre pronta ad essere impiegata per creare nuove scissioni… all’infinito” (rileggi per favore la mia domanda). La mia perplessità era dovuta al fatto che, in un articolo da me letto su internet, si affermava di sì (e questo avrebbe contraddetto alcuni principi di termodinamica). Tu mi dici ora il contrario di ciò che affermava quell’articolo, anzi riporti estesamente un’altra recensione che mi trova ora più d’accordo.
Infatti, leggo che la lega alluminio-gallio innesca effettivamente la scissione dell’acqua, ma se ho ben capito questa lega NON rimane inalterata, anzi si degrada. Infatti, per riportarla al suo primitivo funzionamento, occorre poi recuperare l’alluminio attraverso un’ossido-riduzione chimica, recuperare il gallio, legarli insieme un’altra volta… e tutto questo richiede quell’ENERGIA AGGIUNTIVA che molti articoli da me letti non citavano invece come necessaria e indispensabile. In altre parole, la scissione dell’acqua in presenza di una lega alluminio-gallio potrà continuare SOLAMENTE finché durano le capacità reattive (attenzione: reattive, e non catalitiche) della lega alluminio-gallio introdotta nell’acqua. Quando questa lega si esaurisce, trasformandosi in idrossido di alluminio e negli altri prodotti di reazione, allora la scissione dell’acqua si arresta inesorabilmente!
In conclusione, quello di usare la lega alluminio-gallio, non sarebbe un modo per far funzionare le automobili usando l’acqua come combustibile, ma un metodo per farle funzionare usando l’acqua come mezzo di trasporto INTERMEDIARIO dell’energia, cioè come mezzo di trasporto intermediario per far giungere al motore, attraverso l’acqua, quasi la stessa energia che si è dovuta spendere per fabbricare la lega alluminio-gallio.
La stessa cosa avverrebbe se spendessimo dell’energia per fabbricare benzina al posto della lega alluminio-gallio, ed usassimo poi questa benzina per scaldare l’acqua in modo che il vapore prodotto da quest’ultima possa muovere una turbina a vapore e produrre dell’energia meccanica.
Non si tratta dunque di “motori ad acqua” ma di “motori che usano l’acqua come fluido intermediario”. Una cosa analoga avviene ad esempio nei comuni frigoriferi: l’elettricità fornisce al gas l’energia necessaria a farlo circolare, espandendosi e raffreddandosi, ma il gas non è la fonte primaria di energia, bensì l’elettricità; tanto è vero che i frigoriferi non consumano gas (che viene infatti recuperato ad ogni ciclo e resta in circuito per decine d’anni), ma assobono energia elettrica!
E’ dunque vero che le Multinazionali fanno il bello e il cattivo tempo, imponendoci di consumare il tipo di energia dal quale esse stesse possano trarre il massimo profitto, ma non è vero che è possibile fabbricare un motore ad acqua, cioè che usi l’acqua come combustibile, poiché l’acqua, come risaputo, non ha la capacita di bruciare se non dopo averle fornito un’energia semmai superiore a quella che poi restituirà sotto forma di lavoro utile.
Ing A. Telaretti

Bortocal
Monday, 15. Jun, 2009 @ 07:18:51
sì, mi pare che abbiamo raggiunto un buon livello di chiarezza che non c’era nelle affermazioni originarie, anche se rileggendole mi pare che non si trovi con chiarezza neppure il contrario, ma solo una certa ambiguità.
dunque anche questa reazione segue le regole generali della chimica (!) e non rappresenta neppure una strada più economica della benzina allo stato attuale.
rimane comunque interessante come strada alternativa al petrolio quando questo dovesse scarseggiare al punto tale da renderla competitiva.
grazie delle critiche, che – come sempre quando sono ben fondate – fanno progredire e affinare la conoscenza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...