l’Europa clandestina. – 1a parte. 15 dicembre 2007 – cor-pus 444 [err. 448] – 933

Samstag, 15. Dez, 2007 – 08:02:52

sto per andare a lavorare, e quindi questo post non riuscirò a scriverlo.

ma posto almeno il titolo, per obbligarmi a scriverlo stasera, prima che le mille fesserie della stampa italiana mi distraggano ancora come ieri o l’altroieri impedendomi di farlo.

* * *

l’altroieri è stato firmato a Lisbona il nuovo trattato dell’Unione Europea.

messa in un cassetto la Costituzione, sepolta dal no francese e olandese, l’Europa ha ridefinito il suo futuro.

la notizia viene data di straforo sulla stampa italiana – e fino a qui non ci sarebbe niente di strano -, ma è addirittura totalmente taciuta dalla stampa tedesca, che è tutta presa invece e dà come prima notizia quella dalla liberazione di un ragazzo tedesco di 17 anni dalle carceri turche, dove era stato ricnchiuso con l’accusa di avere abusato sessualmente di una ragazzina inglese di 13 anni, lì per vacanza.

come mai questo silenzio su un fatto storico così importante?

silenzio apparente, del resto, dato che il caso di Marco che domina oggi i quotidiani tedeschi in realta` parla dello stesso problema della identità europea, ma in modo più emotivo e propagandistico.

è la domanda alla quale cercherò di rispondere stasera, alla fine del mio lavoro, con uno di quei post mattone di cui qualcuno sente inspiegabilmente la mancanza nel mio blog negli ultimi tempi.

* * *

una rapida ricerca in google mi ha messo a disposizione il testo del trattato:
http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cmsUpload/cg00014.it07.pdf

comprende 358 articoli rispetto ai 314 precedenti e si presenta come un coacervo di disposizioni, spesso misteriose.

capisco meglio adesso perché i giornali non lo commentano: qui ci vuole la vita e mezza di un docente universitario di giurisprudenza per capirci qualcosa!

tuttavia non mi arrendo, dato che considero l’argomento centrale nella nostra vita futura, e spero di riuscire gradualmente ad esaminare almeno i punti fondamentali.

* * *

il primo è questo.

intanto, più che di nuovo trattato si deve parlare di due nuovi trattati, perché il trattato è stato suddiviso in due parti: 1) il trattato sull’Unione europea, 2) il trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

sostituire l’ambizioso progetto bocciato della Costituzione Europea con due nuovi Trattati fra gli stati membri indica prima di tutto una estrema fragilità della costruzione europea, che non viene costruita apertamente davanti ai suoi cittadini, ma nel chiuso di stanze di potere, attraverso percorso di potere o addirittura semplicemente burocratici.

si direbbe che l’Europa abbia paura dei propri cittadini; e infatti i due nuovi trattati saranno sottoposti a referendum solamente in Iralnda.

per il resto essi sono già stati firmati e, se non mi sbaglio, prima ancora che i diversi Parlamenti li abbiano esaminati, discussi e votati.

l’Europa non nasce dai cittadini, ma piuttosto dai Parlamenti, ma a ben guardare neppure dai Parlamenti, ma dai governi, ma a guardare ancora meglio neppure dai governi ma dai capi di governo, anzi neppure da loro ma alla fine proprio dai re e dalle regine della grande tradizione Europea e dai loro sostituti, i presidenti delle repubbliche.

(il governo si è riunito per discutere dei trattati? quando?

e del resto, se lo facesse, dovrebbe stare in seduta almeno sei mesi).

quindi l’Europa procede oramai sulla base della spinta della propria autonoma burocrazia europea).

. . .

è una situazione molto strana: è la prima volta nella storia che una entità politica che dovrebbe avere un peso decisivo sulla scena mondiale nasce non nel fuoco di una rivoluzione, ma attraverso un processo lento e prudente, pluridecennale, se non vogliamo ricordare piuttosto le fragili leghe della decadenza greca, che furono facilmente spazzate via da Alessandro il Macedone, con la sua imperiale politica di forza.

quindi, sconfitti sul campo francese e olandese, i governi europei hanno deciso piuttosto di non combattere più.

è saggio tutto questo?

. . .

nessuna nostalgia per la rivoluzione, da parte mia, sia ben chiaro.

questo potrebbe essere anzi la nascita di un modello politico straordinariamente nuovo.

rimane il fatto che l’entità politica europea è poco sentita dai cittadini, poco conosciuta, estranea come una costosa e bizantina burocrazia lontana;

e neppure sembra casuale la scelta di Bruxelles a sua sede, capitale di un paese che neppure esiste (sono due: valloni e e fiamminghi, tenuti insieme controvoglia) e notoriamente stupido,

a parere di Baudelaire che ci viveva, e di Bortocal che lo ha visitato 4 giorni, rimanendo sconvolto dal regolamento, stracolmo di divieti di cose che a nessuna persona di buon senso sarebbe venuto in mente di fare, affisso all’ingresso dei giardini della capitale, città per ampia parte fantasma.

insomma: il rischio mi pare che l’Unione Europea diventa semplicemente un Belgio al cubo, rissoso, diviso e inconcludente, non sentito dai suoi cittadini.

. . .

eppure alla base non sembrerebbe così, eppure alla base una comune coscienza europea sta, nonostante questo, avanzando sull’onda di provvedimenti elementari come la soppressione delle frontiere interne o l’adozione in molti paesi di una moneta comune.

insomma, nonostante questi dubbi la curiosità per il futuro di questo nuovo modello di nascita di una potenza (se non proprio di una nazione) in me prevale sul pur fondato e documentatissimo scetticismo.

Lies mehr!

. . .

commenti:

[??] deleted user (Besucher) Samstag, 15. Dez, 2007 @ 15:51:41
Che senza mattoni non si fanno le case…

Bortocal Samstag, 15. Dez, 2007 @ 19:21:20
ci aggiungo io la faccina che hai dimenticato.
819-4

[??] deleted user (Besucher) Samstag, 15. Dez, 2007 @ 20:51:04
920-1

Bortocal Samstag, 15. Dez, 2007 @ 21:26:35
in effetti la tua e` piu` adatta.
ma l’ho imparata solo adesso.
920-1

[??] deleted user (Besucher) Sonntag, 16. Dez, 2007 @ 08:34:06
819-3

 

3 pensieri riguardo “l’Europa clandestina. – 1a parte. 15 dicembre 2007 – cor-pus 444 [err. 448] – 933

  1. L Europa e gli europei, si sarebbero dovuti costituire con una Europa Unita e non divisa, rissosa e prepotente agli interessi del solo capitalismo sfrenato. Ovvio che un parlamento lontano che incide sulla vita dei cittadini ma apparentemente solo indirettamente non aiuta a capire, certo neppure ad approvare.

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