entita` nemica. 19 settembre 2007 – zingarate 6 [err. 8] – 701

19.09.2007 – 21:08:53

Il governo israeliano ha dichiarato la Striscia di Gaza un'”entità nemica”.

“Hamas è un’organizzazione terroristica che ha assunto il controllo della Striscia di Gaza”.

lo ha affermato il capo del governo, dimenticandosi di aggiungere: attraverso libere elezioni.

Hamas “lo ha trasformato in un territorio ostile. Questa organizzazione è coinvolta in attività ostili contro lo Stato di Israele e i suoi cittadini e sua è la responsabilità di queste attività”.

verissimo.

quindi il governo israeliano ha deciso all’unanimità di tagliare le forniture di carburante, di acqua ed elettricità al territorio palestinese, in modo da garantire solo le forniture per gli ospedali e per gli acquedotti.

nella Striscia abitano 1.400.000 palestinesi.

è un numero sufficiente per parlare di un popolo?

e quale altro popolo al mondo dipende, per potere bere l’acqua dai rubinetti, dalle decisioni di un altro popolo, popolo ostile?

vi sono Tribunali Internazionali per impedire questa barbarie che dura da sessant’anni, di un popolo intero al quale è negata la dignità e la libertà di popolo?

l’ipocrisia del governo ebraico si spinge fino a definire questo popolo una “entità”, come fosse il mostro di Alien che succhia il sangue all’organismo sano rappresentato dallo stato ebraico.

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. . .

la decisione israeliana serviva evidentemente a creare il fatto compiuto per impedire la riapertura del processo di pace e la conferenza sul Medio Oriente voluta da Bush.

niente paura, però: il segretario di stato americano (ministro degli esteri, in pratica), la Rice, appena sbarcata in Israele, ha dichiarato pensosa:

“Hamas è veramente un’entità ostile – ha detto il segretario di Stato al suo arrivo in Israele – ed è un’entità ostile anche per gli Stati Uniti”.

il legittimo governo palestinese, rappresentato dal partito di Hamas, che ha avuto la maggioranza assoluta dei voti alle ultime elezioni, ha dichiarato:

è una “dichiarazione di guerra” e “continua le azioni sioniste criminali e terroriste contro il nostro popolo”.

state attenti: Repubblica dà la notizia in modo distorto e parla di dichiarazioni del “portavoce del movimento estremista”.

* * *

per anni ho sperato che l’obiettivo di uno stato plurireligioso e plurietnico in Palestina, con la convivenza di ebrei e arabi palestinesi in una federazione garantita internazionalmente potesse rappresentare la via d’uscita dal problema palestinese, che rappresenta una causa di crisi permenente per il Medio Oriente e alla fine per tutta la nostra civiltà.

ammetto che era un’utopia, e in ogni caso una prospettiva oramai del tutto tramontata.

gli ebrei palestinesi e gli ebrei nel mondo, in maggioranza, non vogliono chiaramente neppure uno stato palestinese ai loro confini: la loro prospettiva è il mantenimento di milioni di profughi arabi in campi, sotto il loro controllo coloniale e sotto il loro totale arbitrio.

ma i palestinesi possono restare l’ultima colonia del mondo?

siccome gli ebrei non sono pronti a soluzioni diverse, personalmente non sono disposto a continuare ad appoggiare la loro ottusa pretesa che la Palestina sia una terra sacra assegnata loro dal loro Dio e che chi ci viveva da duemila anni prima che loro la occupassero debba essere semplicemente tenuto prigioniero.

vi è oramai una sola soluzione ragionevole del problema ebraico: l’Europa deve riprendersi i suoi ebrei, e la Palestina va restituita al popolo originario; una scelta diversa sarebbe stata stata possibile solo se gli immigrati ebrei avessero capito di essere immigrati.

pensate alla stupidità assoluta della destra, che blatera di rischi per ora inesistenti di islamizzazione del nostro paese, e poi non è capace di vedere gli immigrati del Medio Oriente, gli ebrei, che davvero si sono impadroniti della terra in cui sono entrati a poco a poco e ne hanno cacciato gli abitanti originari!

ho parlato di una sola soluzione ragionevole, il ritorno degli ebrei alla loro patria vera, non a quella della Bibbia, immaginaria per molti di loro: la Polonia, la Russia, la Francia, la Germania (per i discendenti dei pochi che sopravvisssero).

una nuova tragedia biblica, questo ritorno?

sì, altrimenti non resterà che la pax romana – e la forza dei numeri non lascia dubbi sull’esito di uno scontro diretto continuato nei decenni a venire.

. . .

anche i romani vissero per alcuni decenni un problema palestinese molto grave e il cristianesimo stesso è nato nel cuore delle agitazioni politiche e religiose degli ebrei contro l’impero romano, suscitate da Giuda il Galileo, fondatore del movimento messianico (“cristiano”) degli Ebrei del I secolo.

la questione palestinese, i Romani la chiusero radendo al suolo Gerusalemme e disperdendo i pochi ebrei palestinesi superstiti nel mondo.

la scelta dei Romani a un certo punto fu chiara, ma c’era e ancora c’è nell’ebraismo come religione e come cultura una vocazione millenaria al sacrificio, all’esilio, al martirio, di cui fu paradossale e sconvolgente espressione per i suoi stessi seguaci, perfino il re prescelto e probabilmente predestinato dal movimento messianico di duemila anni fa a restaurare il regno biblico di Dio, Joshua Jeshu, con la sua scelta di morire da giusto, necessaria a instaurare il regno di Dio sulla terra.

la storia si ripeterà?

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