45 minuti per entrare in blogs.it. 10 agosto 2007 – cor-pus 279 [err. 283] – 642

Freitag, 10. Aug, 2007 – 15:12:35

e adesso provo a vedere quanto ci mette a mandarvi 3 foto di oggi.

nel frattempo, e’ gia’ passato un quarto d’ora senza segni di vita, dovrei trovare l’entusiasmo per scrivere qualcosa in queste condizioni, SAPENDO che tanto qualche accidente lo cancellera’ o lo rendera’ illeggibile.

suppongo che dovrete rinunciare alle mie foto, e – questa astinenza obbligata si sta rivelando salutare – suppongo anche ai miei blog post.

dai, ho cosi’ poca voglia di scrivere che me la cavo con una citazione: e fate conto che sia dal mio post immaginario sull’idiota geniale di cui parlavo qualche post fa.

. . .

aggiunta del giorno dopo.

e la citazione dov’e’?

cancellata, naturalmente, come tutto il resto del post.

merda merda merda.

* * *

LuisaRuggio 12.08.07 @ 22:45

capisco il fastidio ma qui mi è scappata la risata 609-8

* * *

la cosa che aggiunge ridicolo al ridicolo, di cui mi accorgo rileggendo il post, è che nessuna invettiva scritta contro l’idiota geniale di cui parlo qui (per la cronaca il mio professore di filosofia del liceo, di cui è stata pubblicata una antologia di articoli, che mi sono portato in vacanza e che leggo la sera prima di dormire), è mai arrivata al mondo, nonostante tutto il furore con cui l’ho scritta.

e non solo non c’è traccia di questa polemica con lui scritta in questa circostanza, ma neppure mi pare di trovare che sia rimasta nel blog l’introduzione della sua figura alla quale accenno.

* * *

Bortocal 13.08.07 @ 15:50

cara Luisa,

deve pure esserci un motivo per cui le mie tragedie risultano sempre comiche.

ma credo che questo dipenda molto dal fatto che qualcosa ha cancellato il resto del post, che era forse uno dei vertici del mio pessimismo da blog.

comunque, perche’ questo spero ti porti alla seconda risata, ti metto qui la citazione scomparsa, di questo mio professorone di filosofia, che mi ha condizionato la vita non poco e che molti continuano a considerare una specie di santone.

si tratta di una sua invettiva contro la civilta’ dei consumi:

“Una cultura che non ha nulla da far CONOSCERE, e che percio’ s’affanna a far VIAGGIARE; con la presunzione di CONOSCERE cosi’ citta’, paesi, popoli, monumenti, mostre collezioni: fin che la CONFUSIONE, negli occhi e nella testa del turista o viaggiatore, sia davvero totale e irreversibile, e sicura sia quindi la sua completa incapacita’ di capire e giudicare alcunche'”.

io trovo

1) che sia passabilmente umoristica l’idea che si si possano conoscere collezioni, mostre, monumenti, popoli, paesi e perfino citta’, senza viverle in un contatto diretto:

2) che questa riconosciuta incapacita’ di capire e soprattutto GIUDICARE alcunche’ – come quella nella quale io mi trovo appunto adesso – non venga riconosciuta come lo scopo principale del viaggiare (che vuol appunto distruggere i propri pregiudizi) e anzi come un risultato postiivo del trasferirsi altrove.

ciao, adorabile, ti mando un bacio quasi tibetano.

. . .

commenti inseriti nel post.

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