472-07 le sorprese del mio lavoro. – aranciablu s.n. [122] 18 maggio 2007

2007-05-18 – 07:10:00

tanti amici nel blog, e perfino qualche nemico, mi hanno chiesto varie volte: ma che lavoro fai, non riusciamo a capirlo.

senza riuscire mai ad avere una risposta da me.

oggi ve lo racconto e saprete tutto, o quasi.

il mio lavoro consiste nel dover cambiare, da lontano e quasi solo con la forza del pensiero, il comportamento di alcune decine di migliaia di persone, parte italiane, parte tedesche, che vivono qui nel mio stesso Land: persone che non vedrò quasi mai direttamente, ma quasi sempre raggiungerò per interposta persona o non raggiungerò per niente.

non ho a disposizione stampa, appena un po’ di internet e una piccola campagna pubblicitaria organizzata dai miei capi con semplici lettere a casa.

quasi senza accorgersene, e senza vedermi mai nè sentirmi nè sapere quasi nulla di me, quasi veramente per la sola forza del pensiero, queste persone devono superare delle abitudini e dei pregiudizi, cambiare la loro percezione della vita e la loro autostima o la stima che ripongono in altri vicini a loro.

se ci riesco, la loro vita migliorerà un pochino, eppure questo poco avrà delle conseguenze dirette molto importanti e sarà nettamente percepibile negli anni futuri.

ieri ho ricevuto le prime statistiche, il riscontro di un lavoro di tre anni.

ovviamente il primo anno non ho avuto nessun risultato, ma il secondo e il terzo anno, ci credete?, hanno cominciato un pochino a fare quello al cui li invitavo senza mai dirglielo direttamente, solo pensandolo e prendendo delle decisioni indirette che potetssero facilitare questa evoluzione, anche senza essere visibili.

senza saperlo, senza accorgersene bene, ci sono per ora solo alcune centinaia di persone sulle decine di migliaia di cui mi sto occupando, la cui vita sta sensibilmente cambiando in meglio, come voglio io.

naturalmente è molto probabile che la mia volontà sia tanto efficace semplicemente perchè si è scelta uno scopo che la realtà da sola sta realizzando.

in questo caso la mia sarebbe solo astuzia nella scelta dell’obiettivo.

eppure, pur con la limitazione di questo dubbio, resto sconcertato a guardare.

e chi lo credeva possibile?

. . .

commenti:

pabloz70   http://grafemi.wordpress.com   2007-05-18 @ 07:51:58

come si dice dalle parti di Feltre, tal che me fa me fea
cioe`: ne so quanto prima!

Bortocal   2007-05-18 @ 07:53:35

ciao Pabloz.
eehh ehheh.
che io faccia, di lavoro, l’autore di blog?
(se ti ricordi era l’ipotesi di un mio lettore molto animoso, che mi pagassero per fare il blog.
fosse vero, ssrebbe davvero il massimo, e invece sono solo lavori paralleli e diversi, che non si incontrano mai.

pabloz70   http://grafemi.wordpress.com   2007-05-18 @ 07:58:35

sarebbe davvero il massimo? chissa`
forse il blog e` bello fino a che e` l’alternativa al lavoro… in vacanza, non mi viene voglia di scrivere neanche una riga…

Bortocal   2007-05-18 @ 08:10:58

tu lo sai, invece, che nei miei viaggi io appena calano le tenebre della sera mi precipito in un internet caffe` a raccontare le avventure della giornata…

pabloz70   http://grafemi.wordpress.com   2007–05-18 @ 08:14:27

si`… lo farei anch’io se i miei viaggi fossero interessanti! 425-3
scherzi a parte, i viaggi di lavoro sono il mio piu` forte stimolo, i viaggi, chiamiamoli cosi`, di piacere, richiedono generalmente un po’ di rielaborazione prima che siano pronti ad essere scritti.. io e Dunja abbiamo fatto dei viaggi molto interessanti, ma solo fino a che non c’erano i bimbi… ora tutto molto piu` complicato
ps a proposito, domani parto per le vacanze!

Bortocal    2007-05-18 @ 16:43:53

io sabato l’altro!
io credo che gli internet caffe` li abbiano inventati per me: se non scrivo subito tutto, molto si disperde.
ancora oggi leggendo certi resoconti e perfino vedendo certe fotografie a volte dubito che siano cose mie.
sara` alzheimer?
eppure anche certi viaggi di vent’anni fa, quando avevo la tua eta` e i bambini piccoli furono interessanti lo stesso.
ad esempio, forse perche` avevamo sempre pochi soldi e ogni viaggio era una sfida al bilancio, sotto la tenda.

LuisaRuggio   http://luisaruggio.blogs.it   2007-05-18 @ 16:46:16

gli internet cafe` li hanno inventati per te e per Jorg 439

Bortocal   2007-05-18 @ 16:47:22

ehi, Luisa!
e tu niente?

LuisaRuggio   http://luisaruggio.blogs.it   2007-05-18 @ 18:18:37

potervi leggere non e` gia tanto?
Il blog di Jorg dovrebbe essere un libro, cosi e sprecato.

Bortocal   2007-05-20 @ 07:44:08

cara Luisa,
ci sono tanti libri di carta sprecati, che non riesco a pensare che un libro sia sprecato solo perche` scritto nel blog anziche` sulla carta…
a mio parere un blog e` ancora di piu` che un libro.
(bacio da una connessioone ritrovata, che una volonta` misteriosa toglie e ridona a suo capriccio).

stefanone   2007-05-18 @ 10:26:28

Per me invece e` tutto chiaro, adesso.
Borto, avrei bisogno di una Mercedes usata, ma non troppo… diciamo 100mila chilometri massimo e 5 anni di vita.

Bortocal   2007-05-18 @ 16:45:13

bezahlst du bar?
(paghi in contanti?)
430-1
(qui le macchine usate costano abbastanza poco)

. . .

LuckyBluAD   2007-05-18 @ 14:41:07

furbacchion’ 425-3

Bortocal   2007-05-18 @ 16:48:21

il segreto sta tutto nella terzultima frase.
(tuttavia anche azzeccare le previsioni esige una certa attitudine).

LuckyBluAD   2007-05-18 @ 16:48:21

il segreto non sta ne nel cielo ne` sulla terra solo sospeso a mezz’aria come ogni segreto che si rispetti

Bortocal   2007-05-18 @ 16:59:34

eh gia`, ti ricordi dove stava la lettera rubata nel racconto di Poe?
al centro della stanza, appesa con un filo al soffitto.
e nessuno la trovava.

LuckyBluAD   2007-05-18 @ 17:11:59

eggia`. ma se andassimo un pochino piu` avanti, tu guarda DOVE si arriva:
La lettera rubata (The purloined letter) tra quelli polizieschi, che hanno per protagonista l’investigatore-artista Auguste Dupin.
___
Lacan, J. (1966). Il seminario su “La lettera rubata”. In La cosa freudiana, Torino, Ei­naudi, 1972.
___
In una celebre lezione del 26 aprile del 1955, lo psicoanalista francese Jacques Lacan, analizzando La lettera rubata di Edgar Allan Poe, affermava che “e` l’ordine simbolico ad essere, per il soggetto, costituente” e che, dunque, quella lettera che il protagonista del racconto di Poe ritiene rubata prima di ritrovarla esattamente dove doveva essere “materializza l’istanza della morte”.

LuckyBluAD   2007-05-18 @ 17:13:23

e` interessante tutt’il sito:
http://www.lituraterre.org/illetteratismo_e_psicanalisi-La_Lettera_rubata_di_AE_Poe.htm

Bortocal    2007-05-18 @ 17:24:18

vero, ma vediamo di fare i conti con Lacan, il grande affabulatore.
ho letto La lettera rubata a 11-12 anni; difficilmente credo di averne colto significati simbolici tanto profondi.
e invece ne ho fatto il simbolo del mio amore per il paradosso.
il fatto che il modo migliore di nascondere qualcosa sia di metterla in primo piano, per esempio.
in questo caso, se la lettera rubata “materializza l’istanza della morte” dev’essere perche` e` rubata: questa idea della sottrazione stessa e` la morte.
e se allora la morte invisibile e` al centro della nostra vita, questo significa che solo definendo “rubata” la lettera, cioe` assente la morte, si stabilisce “l’ordine simbolico, per il soggetto, costituente”.
eppure, quando la si ritrova, la morte la si “ritrova esattamente dove doveva essere”, cioe` al centro della nostra vita che l’ha sempre negata.
ma altrettanto bene si puo` dire che, se ci lasciamo rubare la nostra vita da assurdi pregiudizi o dalla obbedienza ai dettami del conformismo, essa pure rimane in noi come una assenza non dichiarata, ma stridente e che la sua riscoperta ci rimette immediatamente davanti a noi stessi.
basta insomma che si si aprano gli occhi per vedere la nostra vita rubata dove e` sempre stata: davanti ai nostri stessi occhi, sino ad allora incapaci di vedere.
questo direi che allora mi suggeriva Poe.
di qui iniziava il mio percorso alla coperta del carattere paradossale della verita`.

LuckyBluAD   2007-05-18 @ 17:38:49

bel percorso direi. cosi` bello che il riassunto lo lascio tutto qui, nelle tue mani ad averlo tirato ‘alla luce’. come estrai l’acqua dal pozzo: sai sempre che quello secchio finira` sempre per toccare quella acqua ed immergersene. 
sta bene qui, e anche se me lo riconosco anche mio, te lo lascio in silenzio… l’hai immerso tu il secchio…

Bortocal   2007-05-18 @ 18:07:44

strideva la carrucola del pozzo.
nella poesia di Montale.
il secchio ricade indietro.
il riflesso della verita` si perde…

LuckyBluAD   200705-18 @ 18:23:02

si`, ma non per cio` ti fermerai di riaffondarlo… ancora e ancora..
il riflesso della verita` – si perde solo quel di riflesso.. ma ci saranno sempre degli altri… quant’il sole..

Bortocal   2007-05-20 @ 07:50:24

e` proprio per questo che passiamo parte della nostra vita a ritirare su quel secchio dal profondo, anche se sappiamo che ricadra` presto indietro.

LuckyBluAD   2007-05-21 @ 01:30:55

eggia`.. con grande splash! ccin

472

472-1
The blog owner changed this comment on 2007-05-21 03:37:50

. . .

Memole   2007-05-18 @ 14:42:29

Borto mi fai paura hahahahaha Davvero eh… mica scherzo! Nn mandarmi lettere va’!

Bortocal    2007-05-18 @ 16:50:01

guarda che io devo migliorare la vita di chi le riceva, niente altro!
a proposito, memole: se faccio paura a te, non ti dico ai miei impiegati!
ehi, boss, mi dicono: se per restare qui, occorre essere dei maghi, noi non ce la facciamo mica… 425-3

. . .

ilpensierodioggi   http://www.miknet.it   2007-05-19 @ 01:11:28

Venditore di frigoriferi agli esquimesi!
Se il segreto e’ nella quart’ultima e terz’ultima riga, allora stai mettendo in guardia gli esquimesi dai pericoli della nuova era anti-glaciale….

Bortocal   2007-05-20 @ 07:48:58

distrattone di un micky (che pero` ti leggi con cura anche tutti i commenti e le loro scie…
io avevo scritto:
“il segreto sta tutto nella terzultima frase”.
FRASE, NON RIGA.
– ohibo`, arrivato a questo punto mi accorgo che fa lo stesso.
perche`, giunto alla vecchiaia, ho imparato, pare, anche a fare le frasi lunghe una riga (difficilissimo!).
eh, si`, hai indovinato.
con un bel paradosso sei arrivato al centro del problema!

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