384-07 chi era Lazzaro? – 21 aprile 2007 bortocal 33 [err. 39]

Saturday, 21. Apr, 2007 – 17:41:23

nei commenti seguiti al mio post sulla liberazione di Lazzaro ad un certo punto ho preso una bella cantonata!

“Lazzaro” mi sembrava così strano e isolato che mi sono chiesto da dove venisse questo nome che poi ha avuto una storia cosi’ importante (soprattutto a Napoli e nel nostro Sud) generando addirittura la figura del “lazzarone”.

la risposta e’ molto facile e me l’hanno data le ricerche di David Donnini, quello studioso “dilettante” sulle origini del cristianesimo che da anni ha pubblicato in internet e in diversi libri le sue ipotesi rivoluzionarie, anticipando a volte idee che poi e’ toccato ad altri di rendere ben piu’ famose.

Lazzaro e’ Eleazar, nome tutt’altro che raro tra gli ebrei.

elementare Watson!

ma chi era Eleazar?

e’ qui che vengono le piu’ grandi sorprese.

* * *

pero’ prima di condurvi con l’aiuto di Donnini a scoprire chi era, o meglio chi poteva essere Eleazar / Lazzaro, occorre che io vi faccia una premessa.

e’ la premessa che spesso manca in tutti coloro che si occupano (e il numero si sta moltiplicando in questi anni) di studiare la figura storica di Joshua Jeshu, per come possiamo ricavarla dalle fonti.

le premesse sono queste:

1) la figura storica di Joshua Jeshu passo’ inosservata, nessuno storico antico parla di lui direttamente.

2) non passo’ inosservato il cristianesimo e le prime notizie storiche che abbiamo su Joshua Jeshu si ricavano indirettamente da storici che parlano del cristianesimo.

3) ma quando Tacito parla delle persecuzioni di Nerone a Roma contro coloro che erano guidati da un certo Chrestos, noi oggi non possiamo essere sicuri che stesse parlando proprio delle persecuzioni contro quel particolare gruppo di cristiani che si rifacevano a Joshua Jeshu.

il termine “christos” infatti e’ generico e non specifica e significa soltanto “messia”; quindi i cristiani sono i “messianici”, non necessariamente coloro che ritenevano che proprio Joshua Jeshu fosse il messia: di “messia” in Israele in quei decenni ce ne fu piu’ dì uno.

4) la storia del “cristianesimo” delle origini, cioe’ del messianismo ebraico, ha un momento di spaccatura fortissimo, che coincide con la distruzione, col primo genocidio quasi completamente realizzato degli ebrei nella storia: quello condotto prima a Roma da Nerone con le persecuzioni dell’anno 64 e subito dopo con la distruzione di Gerusalemme da parte delle truppe di Vespasiano nel 70 d. C.

questa fu una catastrofe immane e assolutamente inimmaginabile, che stravolse completamente la storia ebraica.

tutto quello che avvenne prima fu completamente ripensato e rielaborato: il “cristianesimo” che sopravvisse a quella catastrofe fu necessariamente qualcosa di completamente diverso da quello che era esistito prima.

5) del cristianesimo prima del 70 d.C. noi conosciamo moltissimo, sopratutto attraverso le lettere di Saul/Paulus o attraverso i cosiddetti “Atti degli apostoli”, ma tutti questi documenti sono stati ampiamente riscritti, rimaneggiati e manomessi per decenni dopo essere stati scritti.

altre lettere di quel periodo sono probabilmente false, oppure, anche se e’ rimasto in loro un nucleo autentico, e’ difficilmente riconoscibile.

6) i vangeli furono tutti composti dopo tale periodo: prima di allora la tradizione su Joshua Jeshu era rimasta solo verbale.

7) la cronologia ipotetica dei vangeli che attualmente si usa negli studi sulle origini del cristianesimo e’ frutto di una specie di mercanteggiamento accademico fra la Chiesa, che vuole anticiparli il piu’ possibile, e gli studiosi che dovrebbero postdatarli.

le date dei vangeli che oggi circolano – e spero di non sbagliarmi – sono del tutto campate per aria.

lo affermo perche’ Papia, il primo storico del cristianesimo vissuto nella prima meta’ del II secolo (morto verso il 140), non conosce il Vangelo secondo Luca ne’ le lettere di san Paolo (il che rappresenta un problema nel problema, dato che vengono da qui quasi tutte le nostre conoscenze sul movimento cristiano prima del 70) e del Vangelo secondo Matteo parla in termini tali da permetterci di dire che ne aveva davanti uno completamente diverso e che l’attuale Vangelo secondo Matteo e’ un totale rifacimento di quel vangelo elaborata dopo il 140; e Luca, che dipende da Matteo, e’ ancora successivo.

8) l’unico dato certo che abbiamo e’ che il Vangelo secondo Giovanni esisteva attorno al 125, perche ne abbiamo trovato un papiro e che il Vangelo secondo Marco lo precede ed e’ il piu’ antico di quelli ufficiali che abbiamo.

9) la cronologia tradizionale pone i vangeli in questo ordine: 1. Marco, 2. poi Matteo, 3. poi Luca, 4. infine Giovanni; la scoperta nel 1945 dei Detti di Joshua Jeshu, composti dal fratello gemello Judas, ha costretto ad ammettere anche questo (che non e’ affatto un banale e tardo vangelo apocrifo semileggendario) come 5o vangelo.

io non ho dubbi che nei Detti di Joshua Jeshu raccolti da Judas (pur se ci sono pervenuti in una forma piuttosto rimaneggiata a loro volta) si debba tuttavia riconoscere il piu’ antico testo scritto cristiano su Joshua Jeshu.

del resto Papia conosce bene questo testo, ed esso ci e’ testimoniato, da papiri antichi quasi come quelli del Vangelo secondo Giovanni, come il testo cristiano piu diffuso all’inizio del II secolo.

anche il Vangelo secondo Johannes/Marcus conosceva il nucleo del “Vangelo di Judas/Tommaso“, la cosa risulta chiara dalla analisi interna.

10) la forma originaria del Vangelo secondo Matteo, che era una raccolta di detti di Joshua Jeshu simile a quella di Judas, e’ probabilmente il secondo testo che venne messo per iscritto; coincide con la cosiddetta Fonte Q, recentemente studiata qui in Germania, ed e’ confluito nel Vangelo secondo Matteo che abbiamo attualmente qualche decennio piu’ tardi.

11) il terzo vangelo, scritto attorno all’anno 80, e il primo a carattere narrativo, e’ quello di Johannes/Marcus.

12) il quarto Vangelo e’ quello secondo Johannes (il presbitero, l’apostolo era gia’ morto da decenni) composto all’inizio del II secolo.

Matteo e Luca ignorano il Vangelo secondo Giovanni e si rifanno a quello secondo Marco, accantonando il “Vangelo di Judas/Tommaso” non perche’ non conoscessero questi testi, ma perche’ non li accettano.

* * *

questo e’ il mio schema concettuale, nuovo rispetto agli studi correnti per la cronologia dei vangeli, che mi permette di arrivare a considerazioni nuove nella ricostruzione di questi fatti, utilizzando pero’ quasi sempre osservazioni gia’ esistenti, che acquistano pero’ una luce nuova se esaminate con questa premessa.

questa mia analisi e’ giusta o sbagliata?

e’ una ipotesi che butto li’.

quando imposti una ricerca devi darti uan ipotesi e poi lungo la strada vedi se funziona oppure no.

non puoi dirlo prima: l’importante e’ che essa non contrasti con i dati iniziali che hai a disposizione.

poi gli altri che raccogli, confermano o smentiscono.

* * *

tuttavia questa ipotesi dovrebbe essere radicalmente rivista se questo papiro fosse quello che non e’.

questo pezzettino insignificante di carta di pochissimi cm di grandezza, che possiamo datare al 50 d. C., alcuni dicono che sia il documento reale in grado di correggere alcuni punti importanti della ricostruzione che ho fatto sopra e di anticipare di circa 30 anni la composizione del Vangelo secondo Johannes/Marcus.

se cosi’ fosse occorrerebbe peraltro rimettere su nuove basi TUTTI gli studi sulle origini del cristianesimo dell’ultimo secolo (cosa che naturalmente e’ solo una oasservazione e non una obiezione, dato che se la tesi fosse vera, dovremmo appunto fare proprio questo).

il papiro come vedete contiene pochissime lettere di 4 righe.

la prima riga, dalle fotografie almeno, non si capisce bene che lettere contenga.

la seconda riga purtroppo per noi contiene solo un “kai” seguito da un “t” o da un “p” e, dato che la parola in greco antico voleva dire “e”, non ci dice niente.

la terza riga e’ decisamente la piu’ interessante, perche’ vi si legge chiaramente (chiaramente da un punto di vista papirologico) “-nnes”, a me pare come conclusione di una parola, o almeno della riga, ma greci e latini scrivevano le parole tutte unite e senza segni di punteggiatura, e quindi non e’ detto.

e anche la quarta riga termina con “-es”.

papirologi dalla vista migliore della mia sono arrivati a questa ricostruzioen:

].[

]. ??? ?.[

]? ??? ??[

]????[

]????[

questo pezzetto di papiro e’ importantissimo perche’ e’ stato trovato nei resti dell’insediamento esseno di Al Qumran e sarebbe secondo uno studioso un frammento del Vangelo secondo Johannes/Marcus.

in questo modo la data di origine di questo vangelo, che prevede la distruzione di Gerusalemme e l’IMMEDIATO successivo ritorno di Joshua Jeshu sulla terra – e che quindi, umanamente parlando, e’ stato scritto certamente attorno all’anno 80, sarebbe anticipata al 50.

(in questo caso ovviamente, sempre umanamente parlando, dovremmo pensare che la profezia appartenga ad un passo aggiunto dopo).

inoltre avremmo il fatto altrettanto straordinario di una presenza cristiana fra gli Esseni, tanto piu’ straordinario in quanto nessun altro frammento di papiro, neppure piu’ piccolo di questo, lo conferma.

qundi anche la recente tesi di Ratzinger su Joshua Jeshu esseno troverebbe qui un fortissimo e diciamo pure decisivo elemento di prova.

ora lo studioso O’ Callaghan che dal 1972 sostiene che il frammento appartiene al Vangelo secondo Marco aveva cercato per anni di stabilire con quale passo della Bibbia, prima ebraica (senza successo) e poi cristiana, il frammento stesso potrebbe coincidere.

alla fine, non potendo trovare altre coincidenze, e’ arrivato a questa conclusione: che ]????[ (-nnes) appartenga alla parola Gennesaret, che si trova nel Nuovo Testamento solo tre volte.

e quindi ricostruisce il testo cosi’:

?? ??? ??????? ]?[?? ???? ??

???? ??? ?? ?]? ??? ?[ ??????

?????????]? ??? ??[??????

????? ????? ??? ??]????[????

??? ?????????]????[?

questo e’ il Vangelo secondo Marco, cap. 6, 52-53:

“poiche’ non avevano capito il fatto dei pani e il loro cuore era insensibile.

E, compiuta la traversata, giunsero a Gennesaret e presero terra”.

obiezioni a O’ Callaghan (in crescendo):

l) il frammento e’ troppo piccolo e troppo consumato per permettere conclusioni certe;

2) lo vedono tutti che vi e’ una riga della ricostruzione troppo corta.

3) chi l’ha detto che -nnes faccia parte di Gennesaret, non potrebbe essere, che so io?, qualunque altra parola che contiene queste 4 lettere?

all’inizio si era pensato a “eghenessen”, genero’; il testo poteva essere una genealogia.

4) alla parola greca che conclude la terza riga manca la preposizione “dia’” che determina l’esatto significato della parola e al suo posto c’e’ qualcos’altro che comincia indubitabilmente con “t” o con “p”.

5) chi l’ha detto, soprattutto, che il frammento trovato debba per forza coincidere con un testo che conosciamo gia’?

non e’ piu’ probabile che possa trattarsi di un testo per noi nuovo e sconosciuto?

(come del resto e’ successo per la maggior parte dei papri di Al Qumran).

per me (e per la stragrande maggioranza dei papirologi) la questione e’ chiusa.

questo non e’ un frammento del vangelo secondo Marco sorprendentemente scritto 30 anni prima di quanto sinora pensato e straordinariamente finito nella comunita’ essena di Al Qumran (distrutta nell’anno 68) senza nessun altro testo cristiano a fargli compagnia.

resto quindi alla mia ipotesi di cronologia.

* * *

si’, ma vi avevo promesso di dirvi chi era Eleazar.

eccolo.

non sappiamo niente di Joshua Jeshu dagli storici contemporanei, ma sappiamo moltissimo di Eleazar bar Jair (figlio di Jair).

ce ne parla piu’ di una volta lo storico del popolo ebraico noto come Giuseppe Flavio (v. etichetta) nella sua Storia della guerra giudaica.

il primo episodio e’ raccontato nel libro VII, cap. 8, capoversi 320-388:

Menahem, l’ultimo figlio di quel Judas “che, come sopra abbiamo detto, aveva persuaso non pochi giudei a sottrarsi al censimento fatto a suo tempo da Quirinio nella Giudea” (libro VII, cap. 8, capoverso 235) si era posto a capo di una rivolta, finita male.

“Pochi trovarono scampo rifugiandosi nascostamente a Masada, e fra questi Eleazar figlio di Jiair, legato a Menahem da vincoli di parentela, che in seguito fu capo della resistenza a Masada”.

Eleazar ricompare in un’altra rivolta successiva:

“Masada è il nome di questa fortezza.

A capo dei sicari – (cioe’ degli Esseni) – che l’avevano occupata c’era Eleazar, un uomo potente, discendente di quel Giuda…”,

lo stesso di cui abbiamo appena parlato.

anche questa rivolta finisce male, e Eleazar, per convincere i suoi seguaci ad un suicidio di massa, secondo il discorso riferito da Giuseppe Flavio, “parlò della morte, della trasmigrazione dell’anima, portò come esempio la fede serena con cui gli indiani accettano la liberazione dello spirito dal suo vincolo materiale; insomma, fece una vera e propria lezione di esoterismo, rivelando, non solo il possesso di concezioni che non erano certo quelle comuni nella religione di Israele, ma anche una dettagliata conoscenza degli usi e dei costumi religiosi degli indiani, mostrando così l’esistenza di legami alquanto concreti fra i circoli mistici degli ebrei e gli ambienti indo-buddisti”. (Donnini, Cristo, pag. 126).

Donnini e’ piuttosto convinto della identificazione di questo Eleazar con quello di cui parla il vangelo secondo Giovanni per due motivi.

1) perche’ interpreta lo strano racconto della liberazione di Lazzaro dal sepolcro come un rito di iniziazione condotto da Joshua Jeshu.

2) per una coincidenza ancora piu’ strana riscontrabile nei vangeli.

come e’ noto i vangeli sinottici misteriosamente non parlano della “resurrezione di Lazzaro”.

tuttavia al suo posto nel Vangelo secondo Marco compare un’altra strana “resurrezione”, quella della figlia dodicenne di “uno dei capi della sinagoga”, un certo Giairo (Jair, lo stesso nome del padre di Eleazar), di cui Joshua Jeshu vieta ai discepoli con fermezza di parlare a nessuno (segno evidente che questo racconto per gli ascoltatori era una novita’); ovviamente il Vangelo secondo Matteo riassume soltanto il racconto di Marco, ma con una significativa differenza nella conclusione:

“E se ne divulgo’ la fama per tutto il paese”.

(segno evidente che oramai la versione di Marco era nota, ma che a questo punto occorreva confermarla – rispetto a quella diversa di Giovanni? – come indiscutibile e nota a tutti).

ma il fatto piu’ interessante risulta a questo punto la terza versione che dell’episodio da’ il Vangelo secondo Luca, che sembra ricalcato sul racconto della resurrezione di Lazzaro, secondo Donnini (c’e’ qualcuno che e’ ancora piu’ spericolato di me…):

“Venne un uomo di nome Giairo… lo pregava di recarsi a casa sua perché aveva un’unica figlia… che stava per morire (Lc 8,41-42)”

“…le sorelle mandarono dunque a dirgli: – Signore, ecco, colui che ami è ammalato… (Gv 11,3)”

“…durante il cammino le folle gli si accalcavano attorno…(Lc 8,42)”

“…molti giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello…(Gv 11,19)”

“…non piangete, perché non è morta, ma dorme… (Lc 8,52)”

“Lazzaro, il mio diletto, si è addormentato…(Gv 11,11)”

“…tutti piangevano e facevano il lamento su di lei…(Lc 8, 52)”

“…quando la vide piangere e piangere anche i giudei che erano venuti con lei…(Gv 11,33)”

“…disse ad alta voce – Fanciulla, alzati! – (Lc 8,54)”

“…gridò a gran voce – Lazzaro, vieni fuori! – (Gv 11,43)”

“…ed ella si alzò all’istante…(Lc 8,55)”

“…il morto uscì, con le mani e i piedi avvolti in bende…(Gv 11,44)”

secondo Donnini questo secondo racconto serve a sostituire e censurare il racconto che riguarda Eleazar, che era personaggio terribilmente scomodo per quello che aveva fatto e per la fine che aveva fatto, quando i seguaci di Joshua Jeshu, dopo la distruzione di Israele, dovettero ridefinire il loro ruolo.

per questo, qui dove Eleazar e’ stato trasformato in “una fanciulla di 12 anni” si puo’ dire di chi era figlia la ragazzina: di Jair, come il capo rivoltoso storico Eleazar!

mentre quando lo si nomina come Eleazar, la cosa deve restare non detta, dato che questo porterebbe immediatamene a dire che nel gruppo dei seguaci di Joshua Jeshu stava un pericoloso rivoluzionario.

secondo me gli elementi che Donnini porta sono fragili, per quanto suggestivi: le omonimie del primo nome non dimostrano nulla.

la identificazione reale fra i due Eleazar non e’ neppure necessaria; la figura di questo Eleazar era diventata talmente famosa che l’accostamento sarebbe stato comunque inevitabile anche sulla base del semplice nome.

e occorre pensare in piu’ che Eleazar, in quanto fratello di Maria di Magdala, era il cognato di Joshua Jeshu!

* * *

cio’ che veramente trovo importante, di una importanza straordinaria e da nessuno fino ad ora colta, e’ invece il discorso che questo Eleazar fa a i suoi seguaci.

non vi e’ nessuna altra figura conosciuta in Israele in quegli anni a cui possa essere ricondotta una simile prospettiva culturale.

questo si’, secondo me, e’ un indizio mmolto forte!

vorrei tanto non sbagliare in preda alla esaltazione che ti prende di fronte a qualche scoperta straordinaria (e so quanto e’ pericoloso autoconvincersi), ma credetemi: qui siamo di fronte alla prima testimonianza storica esterna ai vangeli sulla natura originaria della predicazione di Joshua Jeshu.

ce l’abbiamo sotto gli occhi e nessuno l’ha riconosciuta!

quanti sono sconcertati dal fatto che i detti di Joshua Jeshu raccolti dal fratello gemello Judas (la piu’ antica testimonianza della sua autentica predicazione, secondo la mia ricostruzione) sono pieni di echi della religiosita’ e della filosofia indiana?

quanti ritengono che il senso di fraternita’ universale umana e di abbandono alla natura che e’ l’essenza della predicazione di Joshua Jeshu lo avvicina molto al buddismo?

ebbene, vi riassumo la successione straordinaria degli indizi.

Joshua Jeshu aveva un fratello gemello, Judas: c’e’ scritto nei vangeli.

e’ questo che spiega il bacio di Judas il sicario al momento dell’arresto di Joshua Jeshu: da secoli ci si chiede che bisogno c’era che Judas baciasse Joshua Jeshu per farlo riconoscere.

la spiegazione e’ lapalissina, se Joshua Jeshu aveva un gemello!

entrambi i gemelli vennero comunque catturati in casa di Eleazar sul monte degli olivi quella notte, ma Eleazar riusci’ a sfuggire alla cattura.

uno dei due gemelli venne liberato da Pilato, in quanto considerato inoffensivo, e fu quel Judas che ritorno’ in India dopo avere creato un notevole clamore con le sue apparizioni al posto del fratello morto.

se non fosse stato che… al momento della esecuzione…

continua…

e Eleazar era proprio quello che qualche anno piu’ tardi avrebbe guidato due sanguinose rivolte contro i romani?

continua…

. . .

commenti:

perdamasco   http://www.perdamasco.it   Sunday, 22. Apr, 2007 @ 19:58:10

Scusa Mauro se non ho capito bene, ma da dove la ricavi (o la ricava il Donnini ) questa affermazione?

“… Eleazar, per convincere i suoi seguaci ad un suicidio di massa, secondo il discorso riferito da Giuseppe Flavio, “parlo` della morte, della trasmigrazione dell’anima, porto` come esempio la fede serena con cui gli indiani accettano la liberazione dello spirito dal suo vincolo materiale… “

Bortocal   Sunday, 22. Apr, 2007 @ 22:56:09

quello e’ un riassunto fatto da Donini di quel che Giuseppe Flavio scrive del discorso di Eleazar ai suoi soldati.

appena posso faccio un salto in biblioteca a consultare l’originale.

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