376-07 il discepolo che Gesu` amava. – 18 aprile 2007 cor-pus 136

Mittwoch, 18. Apr, 2007 – 08:19:02

nel 1958 un grande specialista delle origini cristiane, Morton Smith, pubblicò un testo sconvolgente che disse di avere trovato nel monastero di Bar Sabba, vicino a Gerusalemme, accompagnandolo con le foto dell’originale.

si trattava di una lettera di Clemente Alessandrino della fine del II secolo a un certo Teodoro.

. . .

Clemente Alessandrino è la nostra fonte di informazioni quasi unica sulla figura del cristiano Carpocrate, morto intorno all’anno 138, che presentava una versione per noi molto sorprendente del messaggio di Joshua Jeshu.

per lui la legge mosaica era una invenzione prettamente umana.

disse: “Dio anche la donna ha congiunto con l’uomo e ugualmente accoppiato tutti gli animali e così ha manifestato la giustizia come comunanza con uguaglianza.
Ma coloro che erano nati grazie a questo principio hanno rifiutato la comunanza che produce la loro nascita e dicono: Chi ha preso una donna se la conservi;
 mentre tutti potrebbero averle in comune, come fanno vedere gli altri animali”.

comunista e sostenitore del libero amore, oltre che della reincarnazione, in una lettera scrisse che Dio avrebbe voluto scherzare stabilendo il comandamento di non desiderare la donna o la roba altrui, se era stato Dio a creare il desiderio sessuale.

naturalmente le opere di Carpocrate sono state distrutte, anche se una corrente cristiana ispirata a lui sopravvisse fino al quarto secolo.

. . .

la nuova lettera di Clemente Alessandrino è indirizzata ad un certo Teodoro, che critica i Carpocraziani.

la lettera fornisce delle notizie sorprendenti (e a mio giudizio semileggendarie) sul Vangelo secondo Marco.

“In quanto a Marco, dunque, durante il soggiorno di Pietro a Roma, scrisse una cronaca dei fatti del Signore, non già, tuttavia, narrandoli tutti, e neppure accennando a quelli segreti, bensì scegliendo quelli che giudicava più utili per accrescere la fede di coloro che venivano istruiti.
Ma quando Pietro morì martire, Marco venne ad Alessandria, portando i suoi scritti e quelli di Pietro e da essi trasferì nel suo libro preesistente le cose adatte a favorire il progresso verso la “gnosis””.

secondo Clemente tuttavia Carpocrate ha operato delle falsificazioni su questo testo, dato che faceva riferimento ad una versione del Vangelo secondo Marco differente: questo testo diverso sarebbe addirittura un vangelo segreto.

“Perciò, come ho detto più sopra, non si deve cedere a loro, e quando propugnano le loro falsificazioni non si deve ammettere che il Vangelo segreto è di Marco, bensì lo si deve negare per giuramento.
Perchè non tutto il vero deve essere detto a tutti gli uomini.”

si tratta, come si vede, di un testo molto incoerente logicamente e di difficile comprensione, in cui Clemente si contraddice continuamente, da un lato sostenendo che il testo è falso, dall’altro sostenendo che la verità non può essere rivelata a tutti.

“A te, quindi non esiterò a rispondere a ciò che hai chiesto, confutando le falsificazioni mediante le stesse parole del Vangelo.
Ad esempio dopo “Ed essi erano per via, diretti a Gerusalemme” e ciò che segue, fino a “Dopo tre giorni egli risorgerà” il Vangelo segreto contiene quanto segue, parola per parola:

si tratta dell’inizio del viaggio finale che conduce Joshua Jeshu a Gerusalemme.

Marco 10, 32: “Gesù camminava davanti a loro , ed essi erano turbati, mentre quelli che seguivano avevano timore”.

. . .

siamo al tentativo finale di instaurare il regno di Dio: i discepoli hanno appena chiesto a Joshua Jeshu che ricompensa avranno per il rischio che stanno correndo e lui pubblicamente promette il cento per uno, ma poi segretamente ai dodici profetizza la sua morte.

ciononostante (!) Giacomo e Giovanni figli di Zebedeo, gli chiedono di potere essere i co-reggenti del regno, assieme a lui, suscitando la protesta degli altri seguaci.

prima di questo secondo riferimento alle attese dei seguaci di Joshua Jeshu, secondo la citazione del testo antico più completo del vangelo secondo Marco che fa Clemente, c’era originariamente questo passo.

“Ed essi giunsero a Betania, dov’era una certa donna, il cui fratello era morto.
Ed ella venne, si prosternò davanti a Gesù e gli disse:
“Figlio di Davide, abbi pietà di me”.
Ma i discepoli la rimproverarono.
E Gesù Jeshu, incollerito, andò con lei nel giardino dov’era la tomba, e subito dalla tomba si udì giungere un grande grido.
E avvicinandosi, Gesù rimosse la pietra che chiudeva la porta del sepolcro.
E subito, andando dove giaceva il giovane, tese la mano e lo fece levare, prendendolo per la mano.
Ma il giovane, vedendolo, subito lo amò e gli chiese di poter rimanere con lui.
E uscendo dalla tomba entrarono nella casa del giovane, poiché egli era ricco.
E dopo sei giorni, Gesù gli disse ciò che doveva fare, e la sera il giovane venne a lui, portando un drappo di lino sulle sue nudità.
E quella notte rimase con lui, perché Gesù gli insegnò il mistero del regno di Dio.
E lasciato quel luogo, ritornò sull’altra sponda del Giordano.”

si tratta, come è evidente, della “resurrezione” di Lazzaro, episodio presente solo nel Vangelo secondo Giovanni e misteriosamente assente negli altri vangeli.

secondo questa versione sinora sconosciuta del Vangelo secondo Marco, riusciremmo ora a capire perché di Lazzaro gli altri vangeli non parlano.

anche se le ragioni dell’eliminazione di questo passo, secondo alcuni studiosi, non starebbero tanto nella connotazione omosessuale che potrebbe vedervi un lettore moderno, ma nelle allusioni ad un iniziazione di carattere “misterico”.

anche nel racconto del Vangelo secondo Giovanni emerge a tratti una componente di questo tipo, però.

Giovanni 11, 35:
“Gesù pianse.
Esclamarono perciò i Giudei:
“Guarda come lo amava””.

376

. . .

dietro questi racconti qualcuno ha visto la trasformazione leggendaria di una vicenda molto diversa: Lazzaro sarebbe stato sepolto vivo (la pena più severa prevista dalla legge ebraica) per punizione del fatto di essere omosessuale e grida dalla tomba prima ancora che Joshua Jeshu le si avvicini, per essere liberato.

il gesto di Joshua Jeshu è di violenta trasgressione alle leggi religiose ebraiche e i discepoli che partecipano con lui alla spedizione per liberare Lazzaro a Betania avevano la piena consapevolezza che avrebbero corso il rischio di essere uccisi dalla folla inferocita:

Giovanni 11, 16:
Allora Tomaso
(il Gemello, in aramaico), chiamato Didimo (il Gemello, in greco) disse ai condiscepoli:
“Andiamo anche noi a morire con lui!?

questo solo potrebbe spiegare l’atteggiamento di Joshua Jeshu verso la sorella di Lazzaro e la paura di lei di essere rimproverata.

ma perché mai Gesù Jeshu avrebbe dovuto avere pietà di lei, se non per il fatto che aveva commesso qualche cosa, che agli occhi di Gesù Jeshu  risultava essere simile ad un delitto?

e perchè l’atteggiamento sdegnoso di Gesù Jeshu e dei suoi discepoli di fronte a lei?

. . .

tuttavia, da quel momento in poi Joshua Jeshu ha infranto la legge mosaica, considerata divina, che prevedeva la morte per gli omosessuali, si è attirato l’ostilità del giudaismo ufficiale.

Giovanni, 11, 54: “Non andava più apertamente fra i giudei, ma se ne andò di lì nella regione prossima al deserto, in una città chiamata Efraim, dove rimase con i suoi discepoli.”

eppure è proprio a Betania, e certamente in questa stessa casa che Joshua Jeshu si stabilisce quando giunge il momento di entrare in Gerusalemme per la Pasqua.

ed è certamente Lazzaro, a mio parere, il discepolo mai nominato nel Vangelo secondo Giovanni, che Gesù amava e che nell’ultima cena tiene la testa sul suo petto.

e forse è sempre lui il giovane che fugge nudo, avvolto solo in un lenzuolo di lino, al momento dell’arresto di Joshua Jeshu, di cui racconta in un misterioso accenno il Vangelo secondo Marco, anche nella versione che abbiamo oggi.

* * *

per completezza di informazione, occorre aggiungere che il testo pubblicato da Morton e visto ancora da quattro studiosi nel 1976 non è stato più ritrovato e da sempre qualcuno ha accusato Morton di averlo falsificato.

di recente è stato anche pubblicato un grosso volume per dimostrare questa tesi.

sia questo vero oppure no, tuttavia, credetemi: non fa differenza.

perché se il testo c’era ed è stato fatto sparire di nuovo, si sarebbe solo ripetuta ai nostri tempi la vicenda di 1.600 anni fa, quando fu ordinata la distruzione di tutte le versioni non gradite dei vangeli.

in ogni caso che vi fossero nel secondo secolo dei cristiani che avevano interpretato in questo modo il messaggio originario di Joshua Jeshu, questo è innegabile, visto che almeno un vago ricordo delle loro convinzioni è arrivato fino a noi, a disturbare le convinzioni della chiesa ufficiale.

* * *

per chi volesse approfondire ancora, proseguo qui:

http://bortocal.blogs.it/2007/04/18/38~2116588

. . .

commenti:

ilpensierodioggi http://www.miknet.it   Mittwoch, 18. Apr, 2007 @ 10:02:39
E qual’e’ la TUA opinione, Mauro?

Bortocal   Mittwoch, 18. Apr, 2007 @ 19:28:21<
bella domanda.
e aspettati chissa` quale risposta.
tu chiedi una diagnosi al medico prima che abbia visto le radiografie.
posso dirti qualche impressione, ma per avere una opinione avrei bisogno di molto tempo e di studi.
non mi ricordo se ti ho mai detto che all’universita` io mi sono specializzato in un campo molto prossimo a questo: papirologia.
e mi sono occupato giusto della cultura di questo periodo dal I al IV secolo, anche se studiavo allora preferibilmente i filosofi non cristiani: ma in verita` arrivando al IV secolo diventava poi impossibile distinguere i diversi filoni culturali.
alla cultura cristiana (che mi ha sempre interessato un po’) mi sto accostando in modo quasi sistematico solo in questo ultimo periodo, ma senza conoscenze specialistiche.
per avere una idea mia, dovrei vedere le fotografie di questo testo, leggerlo nella lingua originale, esaminare a fondo gli studi che lo riguardano.
non posso farlo, quindi per ora solo impressioni.
a me la lettera di Clemente Alessandrino sembra ambigua e sconclusionata quanto basta per considerarla originale.
stamattina, dovendo correre al lavoro, non ho avuto tempo di accennare alla conclusione di questa lettera, dove Clemente precisa a Teodoro che nel testo del Vangelo secondo Marco non sta affatto scritto “uomo nudo con uomo nudo”, come lui forse pensava.
quindi io ho l’impressione che non solo sia autentica la lettera di Clemente – che e` un esempio della tipica ipocrisia dei cristiani della fine del II secolo – ma che sia autentica anche la versione del Vangelo secondo Marco che lui riferisce, affermando pero` che e` un vangelo segreto (come a dire: guai a te se ne parli in giro) e che bisogna giurare che e` falso “perche` non si puo` dire tutto a tutti”.
intuitivamente – e l’intuizione e` quel ragionamento che fai cosi` velocemente che poi tu stesso non ne sai ricostruire in modo analitico tutti i passaggi – secondo me questo documento straordinario risolve una serie di problemi relativi alla tradizione cristiana che restavano totalmente enigmatici, e che questa soluzione possa averla escogitata a posteriori lo Smith (a parte che era uno studioso serissimo) a me sembra praticamente impossibile: mi sembra che la cosa esigerebbe una intelligenza troppo mostruosa per essere umana.
tuttavia di recente un falsario si e` inventato la cassetta funebre con le ossa di Giacomo, il fratello di Gesu` Jeshu e suo primo successore, e io me la sono bevuta fresca fresca come un uovo, anche se poi ho dovuto ricredermi e le argomentazioni di chi ne sostiene la autenticita` (da ultimo Tabor nel suo libro “La dinastia di Gesu`” non mi convincono affatto.
ma quali sono questi enigmi che la lettera risolve?
da sempre ci si chiede come e` possibile che un fatto cosi` importante come la resurrezione di Lazzaro, che e` quasi al centro del Vangelo secondo Giovanni e certamente sarebbe stato il miracolo piu` straordinario compiuto da Gesu` Jeshu, sia totalmente ignorato dagli altri vangeli.
ora – a mio parere – la lettera di Clemente dimostra che non era affatto cosi`: solo che la “resurrezione” di Lazzaro non era propriamente tale.
questo lo si sapeva tra i primi cristiani.
ti cito un altro importante documento, trovato sempre nel 1945 ad Hag Hammadi tra i testi di quel deposito dove vennero nascosti gli antichi vangeli condannati al rogo da un editto imperiale:
“Vennero alla tomba di Lazzaro; Gesu` Jeshu camminava davanti agli apostoli. 
E disse loro: 
“Togliete la pietra, affinche` tu, Tomaso, veda una testimonianza simile alla resurrezione dei morti” .
(Frammenti di testi copti, 2, 15, in Luigi Moraldi, Vangeli, PIEMME, pag. 469).

ora non si puo` dubitare della autenticita` di questo altro frammento di un altro vangelo che ci rimane sconosciuto, e che ci da` una versione ancora diversa dell’episodio, e da esso risulta quello che risulta tra le righe anche dal Vangelo secondo Marco: che quella di Lazzaro non fu una vera resurrezione, come sostiene il Vangelo secondo Giovanni, bensi` liberazione dalla morte.
inoltre il testo di Clemente ci permette di capire perche` l’episodio, cancellato molto presto dal testo del piu` antico vangelo, quello secondo Marco, non pote` di conseguenza passare negli altri due che da esso dipendono, cioe` Matteo e Luca.
la versione originaria di questo episodio (non quella del tutto leggendaria che ne da` il Vangelo secondo Giovanni) era molto imbarazzante.
c’entra qualcosa l’omosessualita`?
oppure siamo di fronte a un rito di iniziazione?
Levitico, 18, 22: Non giacere con maschio come si fa con donna: e` cosa abominevole.
18, 29: poiche` chiunque commettera` una di tali azioni abominevoli, tutti quelli che le commettono, saranno sterminati di mezzo al loro popolo.
che l’omosessualità presso gli ebrei comportasse la pena di morte, come vedi, non c’e` dubbio.
una cosa e` altrettanto certa: Joshua Jeshu rifiuta drasticamente questi precetti: salva dalla lapidazione la donna perduta, compie il suo primo miracolo guarendo al centurione il servo ammalato che lui amava molto, abbraccia e bacia i bambini.
il suo messaggio e` che cio` che conta e` l’amore per gli altri, non il rispetto pauroso delle norme religiose.
la sua figura e` caratterizzata da questa incontenibile vitalita` e liberta` interiore.
e questo e` tra l’altro il motivo che mi rende molto perplesso sul ricondurre la sua figura nell’ambito di un movimento cosi` rigido e dogmatico come quello degli Esseni.
quando io dico di essere cristiano e ateo, voglio dire proprio questo: che il mio ateismo non potrebbe esistere senza lo straordinario esempio del libero pensiero e del traboccante amore di Joshua Jeshu, che pur cresciuto dentro una cultura tremendamente oppressiva come quella ebraica ha saputo lanciare un messaggio indistruttibile che e` la potenza dei sentimenti, che e` la vera base della civilta` europea.
a parte il post-fariseo Saul/Paulus, rimane traccia a lungo nel cristianesimo delle origini di una grande inclinazione alla tolleranza verso l’omoerotismo, che non era affatto perseguitato in quanto tale.
comunque fosse: liberazione di un amico da una condanna a morte, rito di iniziazione mistica e liberazione dalla morte interiore, l’episodio e` terribilmente imbarazzante soprattutto perche` getta l’ombra di un dubbio parallelo sulla stessa resurrezione di Joshua Jeshu.
non poteva anche la sua essere “resurrezione” simile a quella di Lazzaro?
chi era il giovinetto che seguiva Joshua Jeshu la notte dell’arresto?

Marco, 14, 51: 
Vi fu pero` un giovinetto che lo seguiva, avvolto in un lenzuolo sul corpo nudo, e lo presero.
Ma lui, lasciato il lenzuolo, scappo` via nudo.

accidenti, quali affinita` con quell’altro episodio che abbiamo appena letto.
come vedi la mia risposta crea piu` nebbia di quella che mi chiedevi di dissipare.
allora concludo.
no, non mi pare che quello di Smith sia un falso, ci sono le fotografie, ci sono altri quattro studiosi che 18 anni dopo vedono di nuovo il testo e anni dopo uno di loro conferma pubblicamente la testimonianza: due di loro erano morti nel frattempo, ma il quarto, nel 1976 studente universitario, era nel frattempo diventato un vescovo ortodosso!
mi sembra chiaro che la disputa sul testo continuera` sino alla fine dei tempi, perche` c’e` gente a cui la ricerca stessa su queste cose da` fastidio.
ma alla fine il testo dice cose coerenti con quanto sappiamo e in fondo non cambia neppure il nostro quadro concettuale di insieme della situazione del tempo.
solo chiarisce benissimo un punto oscuro.
non vedo motivo per rifiutarlo a priori.
nel caso della tomba di Giacomo, il falsario ha avuto un buon ritorno economico, ma di sicuro a uno studioso universitario una simile vicenda ha creato piu` danno che vantaggio.
quindi, si`, il testo e` autentico secondo quello che mi dice il mio cuore, piu` che la mia testa.
ma la cosa non e` una novita` perche` molte cerrenti cristiane sottolineavano appunto il valore antidogmatico e libertario della azione di Joshua Jeshu.
e credo che lo avessero capito molto meglio degli evangelisti ufficiali, che ricamarono per anni attorno a quelle vicende fino a renderle irriconoscibili, dopo che fu passato un tempo adeguato, trasformando in miracolo l’unico grande miracolo che fece Joshua Jeshu tra gli ebrei: avere una mente libera, pur se circondato da un mare di imbecilli, a cominciare da molti dei suoi discepoli per primi!

Bortocal   Mittwoch, 18. Apr, 2007 @ 20:06:16

dopo avere scritto questo bel pezzo di risposta, devo pero` tornare sull’argomento, e scusami se sono noiosissimo e tecnico a questo punto.
se prendiamo il testo del Vangelo secondo Marco, come lo abbiamo oggi, il brano citato nelle lettera di Clemente spezza irrimediabilmente la linea del racconto.
seguimi.
cap. 10, 1: Joshua Jeshu e` in Giudea.
cap. 10, 32: Joshua Jeshu e` in viaggio per salire a Gerusalemme.
dopo cap. 10, 34: brano citato da Clemente: Joshua Jeshu e` a Betania, a 5 km da Gerusalemme nell’imminenza della Pasqua.
cap. 10, 35: Giacomo e Giovanni di Zebedeo chiedono il comando nel regno futuro
cap. 10, 46-52: Joshua Jeshu e` a Gerico, ancora in Giudea.
cap. 11, 1: Joshua Jeshu si avvicina “a Gerusalemme, a Betfage e Betania sul monte degli Olivi”.
questa successione non e` compatibile con l’episodio che abbiamo citato.
pero`, bada bene, questa e` una conferma della sua autenticità, anche se potrebbe sembrare il contrario.
un falsario infatti avrebbe collocato l’episodio alla fine del cap. 10, dove fila benissimo e non a meta`, dove spezza il racconto.
in realta` cio` che e` fuori posto non e` l’episodio citato da Clemente, ma l’episodio di Gerico, che e` una aggiunta successiva.
ma a questo un falsario non sarebbe arrivato.
tolto l’episodio di Gerico ci troviamo di fronte ad una narrazione lineare e lucida, perfettamente coerente, e la liberazione di Lazzaro dalla tomba e` la diretta anticipazione dell’ingresso a Gerusalemme e dell’attacco ai sacerdoti del tempio.
tanto e` vero che secondo Giovanni e` proprio per la “resurrezione” di Lazzaro che i sacerdoti decidono di uccidere Joshua Jeshu , prima ancora che entri in Gerusalemme!
ti diro` di piu`, tremando di quel che dico, Michele.
ma il testo ora ricostruito cosi`, togliendo quell’inserimento tardivo che serve a confondere, il testo che dice che Lazzaro ando` da Joshua Jeshu avvolto in un lenzuolo dopo sei giorni dall’uscita della tomba ci permette di dire che questo sesto giorno e` appunto quello dell’arresto di Joshua Jeshu , ed e` proprio Lazzaro il giovinetto che stava nudo avvolto in un solo lenzuolo con Joshua Jeshu la notte in cui fu arrestato dopo avere partecipato all’ultima cena, discepolo prediletto, assieme ai dodici apostoli!
secondo Marco la casa di Lazzaro a Betania stava sul Monte degli Olivi ed e` sul monte degli olivi che Joshua viene arrestato!

ilpensierodioggihttp://www.miknet.it   Donnerstag, 19. Apr, 2007 @ 09:39:05
Wow, interessante! 
E il professor Robert Langdon, cosa ne pensa?
Immagino che non sara’ per niente d’accordo!

Bortocal   Donnerstag, 19. Apr, 2007 @ 20:47:22

più che altro e` preoccupato, per la comparsa all’orizzonte di un pericoloso concorrente, il suo autore, Dan Brown.

. . .

perdamasco   http://www.perdamasco.it   Mittwoch, 18. Apr, 2007 @ 17:49:42

… Lazzaro sarebbe stato sepolto vivo (la pena piu` severa prevista dalla legge ebraica) per punizione del fatto di essere omosessuale…
Molto piu` convincente della versione ufficiale. 258

Bortocal   Mittwoch, 18. Apr, 2007 @ 20:45:33

non c’e` dubbio, secondo la nostra mentalita’.
questo potrebbe renderci piu’ diffidenti.
perche’ occorre invece che la storia sia piu’ convincente secondo la mentalita’ di quel tempo.
se hai tempo leggiti il seguito in lettere a Bortocal.

perdamasco   http://www.perdamasco.it   Mittwoch, 18. Apr, 2007 @ 22:13:50

Non e` il tempo che vorrei aver di piu`, ma la conoscenza. Adesso vado…

Bortocal   Mittwoch, 18. Apr, 2007 @ 23:36:20

dove?

perdamasco   http://www.perdamasco.it   Mittwoch, 18. Apr, 2007 @ 23:40:11

a leggere la tua lettera e a commentare.

Bortocal   Mittwoch, 18. Apr, 2007 @ 23:50:23

ah, ok.
allora ci si risente domani, vero? 258

perdamasco   http://www.perdamasco.it   Mittwoch, 18. Apr, 2007 @ 23:57:48

Claro!  258

. . .

FIRDIS   Mittwoch, 18. Apr, 2007 @ 23:29:35

cioe’… io volevo leggere, ma quando una risposta e piu’ lunga del post-lungo……….. allora ditelo!!!!!!!!!!!
POST PER NULLAFACENTI… e io passo….!

Bortocal   Mittwoch, 18. Apr, 2007 @ 23:42:06

ahha ahh.
posso protestare contro l’idea che chi legge questo post sia nullafacente?
perche` se e` nullafacente chi lo legge, figuriamoci chi lo ha scritto!
io oggi ho lavorato nove ore, dieci con la pausa pranzo, ed e` stato lavoro duro; in effetti stasera sono molto stanco.
eppure mi sono studiato la questione e ho scritto il post e i commenti piu` lunghi del post.
(ho anche fatto un post fotografico, per rilassarmi un po’, su bortoeditrice).
ma non e` che non lavoro: non guardo la televisione!
(pero` non ho messo nel conto quanto lavora una mamma, lo ammetto!).
io poi mica pretendo che i miei post li leggano i miei lettori: mi basta anche che se li mettano da parte per quando avranno tempo!
baciozzo, firdis!
piu` corto non si poteva, giuro.
anzi il problema di questo post e` che e` davvero troppo corto.

2 pensieri riguardo “376-07 il discepolo che Gesu` amava. – 18 aprile 2007 cor-pus 136

  1. Interessante.
    D’altronde, sembrerebbe giusto: per uno che si accompagnava, anche secondo quello che dicono i testi “ufficiali”, a prostitute e pubblicani, cosa ci sarebbe stato di strano ad accogliere l’ultimo degli ultimi, un omosessuale, che la legge ebraica puniva con una pena appena meno terribile della crocifissione?
    E cosa ci sarebbe stato di strano che questo omosessuale finisse per innamorarsi di lui, che non solo era (sempre stando alle fonti ufficiali) incredibilmente carismatico, ma che aveva infranto la legge per salvargli la vita?
    Senza considerare che non viene mai menzionato che Gesù fosse sposato, cosa abbastanza strana per quei tempi: insomma, Lazzaro potrebbe avere “equivocato”…

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    1. intanto Jeshu era certamente sposato: il fondatore di una dinastia che rivendicava il trono di Israele non poteva non esserlo: le nozze di Canaa, che sono poste dal Vangelo dei discepoli (poi trasformato in Vangelo secondo Giovanni) all’inizio stesso della sua vicenda sono evidentemente le sue, a parte le mistificazioni successive per confondere e cancellare l’idea, poi giudicata inaccettabile; la moglie di Jeshu fu ovviamente Maria di Magdala; non solo, ma i due ebbero chiaramente un figlio, postumo a stare alla versione della storia che gira, che fu Menahim, il pazzoide che gli zeloti ribelli nella rivolta contro Roma nominarono re, e che venne ucciso quasi subito… da un certo Lazzaro…

      del resto dal nucleo originario, antico, del Vangelo di Filippo sappiamo che Jeshu considerava “la camera nuziale” il rito sacro che congiungeva l’uomo con dio, l’unico “sacramento” da lui riconosciuto, e sarebbe stato stranissimo che questo sacramento non lo avesse praticato.

      non che la cultura ebraica non ammettesse il celibato, ma solo nella regolamentazione precisa di una scelta religiosa; e il celibato era praticato dalla parte prevalente degli esseni: altro motivo per il quale Jeshu non poteva essere esseno (a differenza di quel che sostiene Ratzinger), anche se aveva buoni rapporti con loro.

      ultima considerazione riguarda l’omosessualità, punita duramente dalla legge mosaica; ma la condanna non si estendeva certamente all’omofilia; abbiamo perfino due santi chiaramente omofili, santificati in quanto tali e col riconoscimento del valore positivo del loro sentimento.

      era lo stupro omosessuale, ampiamente praticato dalla soldataglia romana, che faceva orrore, non la relazione affettiva omoerotica e forse neppure persino quella omosessuale che non si traducesse in sodomia.

      a legger bene la legge mosaica, il divieto del resto riguarda strettamente questa pratica e non altri comportamenti omosessuali.

      occorrerebbe guardare all’atteggiamento del mondo islamico verso l’omosessualità per capire forse meglio anche quello ebraico che chiaramente ne è l’origine: punita duramente è anche oggi la pubblicità del comportamento omosessuale, anche quando questo emerge per errore, più che il comportamento in quanto tale: è difficile da capire per noi, ma in quel mondo comportamenti omosessuali occasionali e totalmente nascosti, e di tipo non sodomitico, sono rimproverati solo blandamente (del resto Mohammed stesso consigliava l’indulgenza per l’esuberanza giovanile).

      io penso che nel mondo ebraico fosse lo stesso: il che consente di dire che la relazione affettiva chiaramente documentata tra Jeshu e Lazzaro doveva restare confinata nella categoria della forte amicizia e non poteva assumere connotati sessuali nel senso che intendiamo noi oggi.

      qui arriviamo però al punto cruciale: Lazzaro, cancellato o quasi dal cristianesimo ufficiale e rimasto vivo solo nel vocabolario, nel termine lazzarone.

      non solo è Lazzaro, e non Giovanni, il discepolo che Jeshu amava, ma è, secondo le mie ricostruzioni, il vero autore della operazione che costruì il racconto più antico della storia di Jeshu, con molte aggiunte arbitrarie e leggendarie, da personaggi diversi, cioè la raccolta di dodici diverse testimonianza sulla figura del messia che si può riconoscere come strato più antico del Vangelo secondo Giovanni che abbiamo oggi.

      questo Lazzaro è certamente da identificare col Lazzaro che fu il principale protagonista della ribellione contro i romani di qualche anno dopo e che morì suicida con gli ultimi 900 seguaci nella fortezza di Masada del 73.

      e Jeshu? è il “profeta egiziano” di cui scrive lo storico Giuseppe Flavio, che venne attaccato e disperso con i suoi seguaci sul Monte degli Olivi dal procuratore Felice, che governò la Palestina, per conto di Roma, dopo il 52.

      è Felice che cattura il capobrigante Eleazar (Lazzaro) e lo spedisce a Roma; è Felice che attacca e disperde il profeta egiziano sul Monte degli Olivi.

      Felice, che peraltro aveva cercato di fare una politica conciliante verso gli ebrei, dopo i disastri della precedente gestione di Ventidio Cumano.

      ma, scrivendoti questo commento, ho finalmente trovato la prova che cercavo da tempo, a proposito di un errore che viene compiuto quando si parla di Pilato, definendolo procuratore (perfino Tacito lo chiama così)! Pilato non ebbe mai il titolo di procuratore, fu praefectus Iudaeae! lo dice anche la lapide a lui dedicata, trovata nel 1961 a Cesarea.

      dunque il procuratore che ebbe a che fare con Jeshu fu il tollerante Felice e non il sanguinario Pilato, e spostando al 52 la vicenda di Jeshu, come ha già proposto una studiosa inglese, tutti i conti tornano (salvo che Jeshu doveva avere allora quasi sessant’anni).

      perché la sostituzione, allora? ahimé ti chiedo scusa, se sto scrivendo qui il mio prossimo post! perché il profeta egiziano, come racconta Giuseppe Flavio, una volta sconfitto, si era dileguato, era semplicemente scomparso.

      e per giustificare questa scomparsa venne INVENTATA dai suoi seguaci la storia della crocifissione, assolutamente incredibile per come viene raccontata, e della successiva scoperta del sepolcro vuoto.

      la vicenda venne spostata a vent’anni prima…, per questo era così importante che Jeshu avesse patito sotto Pilato, tanto da metterlo nel Credo cristiano: per evitare l’identificazione col profeta egiziano.

      (ma temo che tutto questo sia soltanto uno scatenato romanzo).

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