i miei cugini della valle di Neander. 17 novembre 2006 – cor-pus 474 – 1063

Freitag, 17. Nov, 2006 – 07:10:50

.

non solo due anni fa andando a mangiare il gelato ad Echterdingen ho scoperto che la signora che lo fabbricava era una cugina con cui avevo la bisnonna materna in comune e della quale ignoravo completamente l’esistenza, ma “sedendo e mirando” nella rete, ho scoperto di avere avuto qui in Germania anche degli altri famosissimi cugini, che però, per mia sfortuna, sono morti poco tempo fa (su scala geologica) e quindi non ho potuto conoscere direttamente.

parlo dei miei cugini della valle di Neander, vissuti a 300 km da qui.

ci sono delle novità su questi cugini, gli uomini della Neandertal (“Tal” in tedesco vuol dire “valle”), i membri di una specie umana differente da quella attuale scoperti per la prima volta nel 1856 in vicino a Düsseldorf.

* * *

un gruppo internazionale di ricercatori di università tedesche e americane ha concluso delle importanti analisi comparative tra il patrimonio genetico dell’uomo moderno (Homo sapiens), dell’uomo di Neandertal (Homo neandertalensis) e delle due specie di scimpanzé che si conoscono (Homo paniscus e Homo troglodytes, qui chiamati secondo la proposta di classificazione di Jared Diamond, il quale contesta che uomini e scimpanzé possano essere attribuiti a generi differenti e rifiuta la distinzione fra genere homo e genere pan).

dalla sintesi pubblicata sulle Scienze, edizione on line, la differenza genetica tra homo sapiens e homo neandertalenis sarebbe pari allo 0,5% del patrimonio genetico (la differenza con le specie di scimpanzè è invece pari all’1,6%).

accertato che homo sapiens e homo neandertalensis erano vere e proprie specie differenti, la loro prima differenziazione risalirebbe quindi a 700.000 anni fa, mentre i neandertaliani sono scomparsi dalla faccia della terra circa 28.000 anni fa, nel pieno dell’età glaciale.

se qualche ibridazione tra l’homo sapiens e quello di Neandertal ci fu, essa non lasciò tracce: del resto sappiamo che gli ibridi generati dall’accoppiamento di specie diverse, ma simili, sono sterili.

nb 2016   questa affermazione sembra non del tutto corretta, in base ad informazioni che ho conosciuto successivamente.

la differenza genetica fra homo sapiens e neandertalensis (0,5%) è simile a quella fra lo scimpanzè comune (homo paniscus) e lo scimpanzè nano (homo troglodytes), che è dello 0,7%.

sarà piuttosto da notare che i tempi di questa differenziazione tra le due specie propriamente umane (700.000 anni per lo 0,5%) risultano fortemente accelerati rispetto a quelli della differenziazione delle due specie di scimpanzè proposti da Diamond (3 milioni di anni per lo 0,7%).

comunque la differenza genetica fra uomo moderno e scimpanzè (1,6%) è inferiore a quella fra le due specie oggi esistenti di gibboni (2,2%) oppure fra specie di uccelli della stessa famiglia (2,6%).

* * *

i neandertaliani, più robusti dell’uomo moderno, sono nella tradizione popolare associati a una immagine di primitivismo e limitata intelligenza: la cosa sembra falsa.

è vero che le prime manifestazioni artistiche vere e proprie, come le incredibili piccole sculture in avorio conservate nel Baden-Württemberg, e risalenti a 35.000 anni fa, sono tipiche dell’homo sapiens, tuttavia anche l’homo neandertalensis aveva delle attitudini artistiche: risalgono a lui infatti le ossa decorate e gli ornamenti personali molto sofisticati ritrovati nel 1800 nella grotta di Châtelperron nella Francia centrale, e non alle tribù di homo sapiens che vivevano poco lontano, come dimostra una recente indagine archeologica.

imga0230
riproduzione in scala molto maggiore di una delle sculture in avorio dell’anno 35.000 avanti Cristo circa, conservate al museo di Tübingen.

il significato di questa ricerca è quindi importantissimo, perché suggerisce che l’origine delle capacità cognitive umane e il pensiero simbolico possano essere comuni alle due specie e quindi retrodatati a prima della loro differenziazione.

* * *

via via che ci rendiamo conto nello stesso tempo della vicinanza dei neandertaliani a noi, ma anche della loro diversità, si fa sempre più interessante la domanda su che cosa abbia causato la loro estinzione meno di 30.000 anni fa, dato che non troviamo le prove di una radicale inferiorità intellettuale, ma dobbiamo cercarla altrove.

sopravvissuti, assieme ai sapiens, a varie glaciazioni, nel momento più duro dell’ultima, i neandertaliani si estinguono; per una umanità che per la prima volta deve confrontarsi col rischio concreto della PROPRIA estinzione, la domanda è di un interesse “palpitante”, come si diceva una volta con una metafora orribile.

un gruppo di economisti americani che si è occupato della faccenda attribuisce la superiorità dei sapiens alla capacità tipicamente americana di suddividere meglio il lavoro; in particolare nell’homo sapiens mentre certi individui si sarebbero dedicati alla caccia, altri avrebbero preferito fabbricare utensili e vestiti o raccogliere cibo e avrebbero fornito risorse ai cacciatori in cambio della carne; questo avrebbe portato a un miglioramento della efficienza di vestiti e strumenti.

ovviamente, poiché nessuna prova concreta può supportare questa interpretazione, essa vale solamente come esempio divertente di applicazione alla preistoria di pregiudizi tipicamente moderni e locali.

trovo molto più interessante, proprio perché paradossale e invece sconcertante, cioè in contraddizione col nostro comune modo di pensare, l’ipotesi avanzata da altri ricercatori sulla base di una analisi della conformazione delle ossa del braccio.

premesso che la vita in Europa delle specie umane al momento della scomparsa dei neandertaliani doveva essere simile a quella degli esquimesi e attorno a 30.000 anni fa anche l’homo sapiens rischiò l’estinzione, tanto che tutta la popolazione umana moderna deriva comunque da una unica coppia di homo sapiens vissuta 40.000 anni fa – nb 2016: questa affermazione fatta a braccio e senza riferimenti mi risulta oggi totalmente infondata – , che cosa ha fatto la differenza tra l’estinzione del Neandertal e il trionfo (effimero?) dell’uomo moderno?

un antropologo del Messico ha dimostrato, in base alla struttura ossea, che le dita dell’homo sapiens sono in grado di compiere operazioni molto più fini, e questo basterebbe a spiegare lo sviluppo di forme di arte come la pittura o la scultura nell’homo sapiens rispetto alla semplice decorazione di ossa dei Neandertal.

in questo caso le stesse finissime sculture di Tübingen e Stuttgart avrebbero il significato di una sorta di “manifesto” della superiorità tecnologica dell’homo sapiens sul suo povero competitore del Neandertal, che – quando le risorse per la sopravvivenza si ridussero fino a mettere in dubbio la sopravvivenza di tutti – fu il primo a scomparire.

confermerebbe questa analisi il fatto che la struttura ossea degli ultimi neandertaliani, già sulla soglia dell’estinzione, dimostrerebbe il tentativo di una accentuata evoluzione proprio nella direzione di un adeguamento alla struttura fisica dell’uomo moderno: insomma il più adatto a sopravvivere appariva il più gracile e sottile, la specie con le mani più piccole e delicate.

questo pare che abbia alla fine determinato una importante differenza di comportamento nell’uso delle lance, che i neandertaliani, pur avendole inventate come l’homo sapiens, hanno sempre e soltanto usato con entrambe la mani per uccidere la preda.

è l’homo sapiens invece che ha imparato a usare le lance per scagliarle lontano, e lo dimostra l’analisi della forma delle ossa delle braccia.

affidandosi ad un braccio solo e alla forza del pensiero, l’homo sapiens ha imparato ad uccidere le prede da lontano e questo ha fatto la differenza.

in altre parole ha vinto la leggerezza.

grande lezione.

per tutti, anche per me.

* * *

ecco, ora, qualche considerazione finale suggerita da questa scorribanda (non so quanto leggera) del pensiero.

la fantasia, l’originalità, l’anticonformismo del pensiero sono la nostra principale risorsa evolutiva; ne abbiamo enormemente bisogno oggi di fronte alla sfida che noi stessi rappresentiamo per la nostra sopravvivenza.

ma queste caratteristiche, per quanto uniche nel mondo animale, non ci separano drasticamente da lui: se siamo così simili agli scimpanzè e agli scomparsi Neandertal, tanto da fare parte biologicamente dello stesso genere, possiamo limitare l’applicazione di alcune leggi morali alla nostra specie o esse vanno applicate al genere homo nel suo insieme?

o addirittura, in misura diffrenziata, all’insieme degli esseri animali?

è giusto fissare dei tabù morali invalicabili nei riguardi di zigote, morula, blastula, gastrula (come si chiama l’embrione nelle diverse fasi del suo primissimo sviluppo, quando è un semplice ammasso di cellule neppure ancora annidate sulla placenta) e non avere nulla di morale da dire, nessuna sensibilità da esprimere rispetto alle sofferenze da noi inflitte ad esseri viventi capaci di soffrire?

quanto mi paiono superiori in questo le religioni dell’Oriente che credono nella identità fra uomo e altri esseri viventi, rispetto alle religioni della parola dell’occidente (europeo, arabo ed ebraico), capaci per la parola di scannarsi e di infliggersi senza rimorso sofferenze terribili!

. . .

commenti al post:

nadia_bi   (Besucher)   Freitag, 17. Nov, 2006 @ 22:35:18

quindi tutta la teoria dell’evoluzione della specie cade?

.

Bortocal   Freitag, 17. Nov, 2006 @ 22:45:46

no, e perche`?

mi spaventa che tu mi attribuisca questa posizione!

da filopedofilo a antievoluzionista? sarebbe troppo!!!

(a proposito tutti quelli e soprattutto quelle che si indignavano per un tentativo di riflessione serio sulla pedofilia, dove sono ora che viene arrestato un parroco recidivo?

era piu` facile indignarsi per una riflessione che per il fatto?

scusate se sputo il rospetto, che non c’entra niente, lo so che non e` fine polemizzare cosi`).

.

nadia_bi   (Besucher)  Freitag, 17. Nov, 2006 @ 23:29:02

e` che mi sono un po’ persa in questo post..

.

Bortocal   Freitag, 17. Nov, 2006 @ 23:36:43

hai perfettamente ragione, nadia, non mi e` venuto troppo bene, come del resto un po’ tutti gli ultimi.

.

nadia_bi    (Besucher)   Freitag, 17. Nov, 2006 @ 23:40:14

e` che in realta` avevi in mente un altro post..e ti sei impelagato in questo..

.

Bortocal   Freitag, 17. Nov, 2006 @ 23:42:11

so che tu vedi dentro di me ben meglio di me, nadia: quale post avevo in mente?

(poi ti spiego, invece, perche` la tua domanda di prima sulla evoluzione era forse piu` appropriata di quanto non mi sia sembrata in un primo momento)

.

nadia_bi   (Besucher)   Samstag, 18. Nov, 2006 @ 00:17:01

forse volevi continuare quello dei desideri non detti..

non lo so che post.. pero` questo mi e` sembrato un po` sconclusionato..
alla fine l’evoluzione e` stata solo una finta.. un modo per dire siamo intelligenti.. e poi si riduce tt alla questione di leggerezza [dell’essere]..

.

Bortocal   Samstag, 18. Nov, 2006 @ 00:41:34

no, non credo che l’uomo della valle del Neander abbia a che fare con i desideri non detti.

sul resto hai perfettamente ragione: in questo post, che mi e` costato credo quasi tre ore di lavoro, ho messo troppa carne al fuoco: sarebbe stato meglio spezzettare il tutto in tre o quattro post diversi, ma alla fine quando l’ho capito, era gia` ora di andare al lavoro.

che cosa c’entra la leggerezza, la polemica contro gli antiabortisti, l’evoluzione e cosa c’entrano neandertaliani e scimpanze`?

tutto per far morire di noia lo sventurato e molto ipotetico lettore.

pero` adesso ti dico perche` forse avevi ragione nel considerarlo un post antievoluzionista, in un certo senso.

l’evoluzionismo in fondo dice solamente (o dovrebbe dire solamente) che le specie si trasformano le une nelle altre e si evolvono attraverso la sparizione di alcune e la sopravvivenza di altre.

Darwin ha anche detto pero` che la regola di questa trasformazione era la sopravvivenza del piu` adatto.

il che e` certamente vero.

ma non ha detto che tuttavia questa legge non si applica in modo rigoroso e matematico, ma attraverso processi probabilistici e casuali, come ogni altra legge naturale.

per cui la legge funziona a grandi linee, ma in molti casi l’elemento determinante e` il caso.

l’interessante di questa situazione strana della specie homo e` che l’evoluzione ha prodotto due diverse specie intelligenti ed autocoscienti, dotate di linguaggio e di (differenti) capacita` estetiche: Neandertal e sapiens.

non ne ha prodotta una sola, ne ha prodotte due.

ed una di queste specie si e` gia` estinta, l’altra potrebbe essere sul punto di estinguersi ora.

il cattivo evoluzionismo ci induce a pensare di essere lo scopo della natura e il suo risultato piu` alto.

questi studi dimostrano invece che solo il caso ha fatto si` che sopravvivesse l’unica coppia da cui deriva tutta l’umanita` moderna e non l’uomo di Neandertal (questo almeno secondo il mio modo di vedere le cose), e dunque che l’intelligenza e l’autocoscienza non dimostrano niente e non escludono affatto dalla sparizione dal mondo.

vorrei aggiungere che, se l’uomo di Neandertal era consapevole, ci rimane da spiegare come era andata con lui la faccenda del peccato originale e come mai non abbia avuto bisogno di un redentore.

l’assenza di un dio immolatosi per lui a redimerlo ci fa piuttosto sospettare che avese superato meglio dei nostri antenati la prova della mela nel giardino dell’Eden.

ma neppure cio` lo ha salvato dal’estinzione, pensa un po’!

🙂

.

nadia_bi    (Besucher)   Samstag, 18. Nov, 2006 @ 01:08:37

sono d’accordo.. e` il caso che sceglie per noi alla fine.. non siamo liberi di farlo anche se ci illudiamo

.

Bortocal   Samstag, 18. Nov, 2006 @ 01:39:12

beh, questo sembrerebbe un altro discorso, se la legge del caso dall’elettrone alla nostra coscienza non fosse necessariamente la stessa.

come forse saprai gia`, recenti ricerche biomediche hanno dimostrato che la contrazione del muscolo precede il comando che parte dal cervello.

la coscienza corre incontro ai nostri istinti cercando di scavalcarli e grida: sono stata io.

parlare di libero arbitrio in questo contesto e` gradevole come una favola per bambini che non crescono mai.

Un pensiero riguardo “i miei cugini della valle di Neander. 17 novembre 2006 – cor-pus 474 – 1063

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...