189-06 il popolo e gli eroi – 21 marzo 2006 cor-pus 129

.
Dienstag, 21. Mär, 2006 – 07:41:44

il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito una medaglia d’oro al valor civile alla memoria di Fabrizio Quattrocchi, sequestrato e ucciso in Iraq il 14 aprile del 2004 dalle Falangi di Mohammed.

sulla figura di Quattrocchi ci sono state molte polemiche indice di una insensibilita` veramente stupefacente.

insensibilita` grandi: un uomo che si trova rapito, rinchiuso, umiliato, che vede in faccia la morte e trova dentro di se’ uno scatto di orgoglio, che compie un ultimo gesto grande, che grida “Adesso vi faccio vedere come muore un italiano” a gente che non puo’ capirlo, da nessun punto di vista, ne’ linguistico ne’ culturale, suscita un grande rispetto, oltre che una infinita pieta`.

chiunque fosse stato quell’uomo, anche un condannato a morte per il peggiore dei crimini, non meritava quelle critiche, quelle ironie, quei distinguo.

. . .

ma ora Ciampi gli ha conferito la medaglia d’oro al valore CIVILE, ha riconosciuto in lui un cittadino esemplare.

sono sicuro che il suo staff ha lavorato a lungo e bene per non far fare al presidente una scelta sbagliata, e quindi questo riconoscimento taglia le gambe anche a troppe illazioni astiose.

. . .

la seconda insensibilita`, solo apparentemente minore, e` quella che riguarda i suoi uccisori: le FALANGI di Mohammed.

questo nome FALANGI dovrebbe suscitare attenzione: non e` un nome qualunque, appartiene a una tradizione.

non parlo di quella antica (le falangi macedoni), ma di quella recente: le falangi di Franco, il cui movimento politico si chiamava falangismo.

anche tra persone ideologizzate che si schierano a sinistra questo fatto avrebbe dovuto indurre un maggiore attenzione.

. . .

naturalmente occorre essere prudenti con queste considerazioni, come sempre quando ci sono delle traduzioni di mezzo, tuttavia a me pare evidente che gli autori del rapimento e della uccisione sono dei fascisti arabi.

e questo pure avrebbe dovuto indurre a considerare con rispetto la morte drammatica di una ulteriore vittima del fanatismo politico che qui e`, assieme, anche fanatismo religioso

(appunto come nel movimento politico franchista, che si richiamava direttamente al cristianesimo a differenza dei movimenti fratelli del fascismo e del nazismo, che avevano origini laiche e forti venature anticristiane).

. . .

le Falangi di Mohammed riunificano ancora una volta nel loro nome fascismo e religione.

in un sito internet a proposito di questa vicenda ho letto questa citazione:

“Maledetto il popolo che ha bisogno di eroi” (Bertold Brecht)

la citazione e` sbagliata.

il povero Brecht non ha maledetto nessuno.

se non ricordo male il suo detto e’:

“Sfortunato il popolo che ha bisogno di eroi” (Bertolt Brecht)

(la differenza tra le due frasi e’ quella stessa che passa tra un Bertold(o) e un Bertolt!)

bogatyri8

. . .

siamo sfortunati infatti: e` passato tanto tempo, sono state fatte tante battaglie, ma non ci siamo ancora liberati del demone del fascismo, cioe` della violenza, dell’odio, dell’omicidio politico, delle stragi degli innocenti pur di affermare un’idea.

in parte questo demone e` dentro ciascuno di noi, in parte appartiene alla nostra inevitabile aggressivita` biologica: non diventeremo mai delle miti creature senza violenza, e` una caricatura pensarlo o presentarsi cosi`.

tuttavia la luce della ragione e dell’intelligenza dovrebbe illuminarci e trattenerci ogni volta che attorno allo spontaneo impulso di mandare a quel paese un avversario COMPRENDIAMO, attraverso l’autoanalisi, che stiamo costruendo una sistematica e organizzata voglia di opprimerlo.

la differenza sta tutta qui.

. . .

a volte chi entra in uno di questi sistemi di oppressione della liberta` altrui si sente un eroe nel suo gruppo.

e allora si`, bisogna dire: Sfortunato il popolo che ha bisogno di eroi.

. . .

ma Fabrizio Quattrocchi era un uomo solo davanti ai suoi carnefici e ha dovuto fare appello solo alle sue forze e alla sua dignita`.

e` riuscito ad essere un eroe, anche per un solo grande momento della sua vita, l’ultimo.

e` stato un eroe solo.

. . .

il popolo e` sfortunato se ha bisogno di tanti eroi, che marciano organizzati, ma qualche volta il popolo ha bisogno di UN eroe solitario, che senza volere insegnarci niente ci mostra come morire.

il popolo ha bisogno dell’eroe per riflettere sui valori della vita e della morte.

per ritrovare se stesso.

Un pensiero riguardo “189-06 il popolo e gli eroi – 21 marzo 2006 cor-pus 129

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...