la vita sconosciuta – Lettera di Life. 2 febbraio 2006 – cp 44 – 50

Donnerstag, 02. Feb, 2006 – 07:23:37

Lifeknow   01.02.06 @ 22:40

Jambo!! (Ciao) Bortocal…

Volevo raccontarti una cosa curiosa..

Oggi mi sono trovato con compagni di studi a parlare di vari fattori concorrenti al nostro benessere e nessuno riusciva a digerire il discorso…

Non ho trovato persone degne di affrontare un confronto fatto di idee, posizioni e pensieri…

Molti mi rispondevano:

“Ma sì, son cose che so già, basta… ”

Sono le stesse parole di mia madre, che ha 54 anni, lavora da quando ne ha 17 e non ne può più dei problemi della vita e cerca una fuga…

è brutto vedere questo in persone di 35, 20, 25 anni…

Non so tu, ma io voglio crescere mio figlio insegnandogli a vivere in armonia col mondo e a lottare per conquistare l’armonia che nessuno gli offrirà, per lui e i suoi simili…

Io faccio molta a fatica a stare al passo con le informazioni (parziali) che riguardano questo brutto mondo, ma faccio il possibile per aggiornare i miei cari e coloro a cui voglio bene, a volte non serve a nulla…

A proposito dello Swahili, ha cominciato a interessarmi dopo aver letto un libro “eccitante”…, “Senza Sosta” di Kody Scott, un’autobiografia di un gangster di Los Angeles, Ed.Ponte alle grazie, 1994.

Te lo consiglio… è la storia, molto curata e ben dettagliata, della crescita spirituale di un ragazzino di 11 anni, K. Scott, che si associa ad una Gang proprio a quell’età… un fenomeno diffusissimo in tutti i ghetti americani (e non solo, ma l’intensità maggiore la raggiunge L.A.), ma analizzato in maniera profonda da questo ex gangster, che riporta in maniera tremendamente fedele e cruda la propria vita, fino al giorno della stesura del libro stesso…

Una storia romanzabile (e probabilmente romanzata) ma incredibilmente carica di significato e piena di “specchietti” riflettenti la società americana di fine secolo… tuttora identica…

Non ti dico nulla a riguardo, ma lo Swahili entra verso la fine della crescita dello scrittore a giocare un ruolo importante come mezzo di comunicazione che “iconizza” il proprio cambiamento..

E` un libro che ha segnato il mio modo di pensare, assieme a quello di Schopenhauer, Aforismi sulla saggezza del vivere…

Asante…

Life

* * *

ciao Life,

sai, non credo che tutti coloro che non desiderano approfondire il discorso sulle cause del disagio del vivere o sui pericoli sempre maggiori che ci circondano non siano “persone degne” di affrontare tali discorsi: penso semplicemente che vogliano proteggersi, che cerchino di soffrire meno, che forse siano più sagge di noi due, che invece stiamo a discuterne tanto.

la tua osservazione la allargo anche a me stesso: riflettevo ieri (che è stata una giornata di grande stanchezza fisica, ma per motivi oggettivi!) quanto sia assolutamente inutile tenere un blog di riflessioni e tentativi di approfondimento: non cambi niente, chi è già disponibile a riflettere forse ti ascolta, ma la grande massa trascinata dalla corrente non ti sente neppure.

alla fine lo scopo dello scrivere è lo scrivere stesso.

lo scopo della scrittura è la scrittura.

in fondo noi stessi cerchiamo il piacere, così come coloro che rifiutano di ascoltarci lo fanno per non disturbare il loro piacere.

l’unica particolarità è che per alcuni esseri strani è un piacere la scrittura, è un piacere il pensiero.

questa è anche una risposta più profonda che dovevo a Patrizia – se leggerà questo post -, in un nostro dialogo fino ad ora rimasto appartato.

tornando a noi due, Life, mi stupisce come parli di un figlio non ancora nato con tanta forza di identificazione, come se fosse presente.

fammi scherzare un momento: non sarai mica il cardinal Ruini sotto mentite spoglie?

tornando alle cose serie, anch’io ho cercato di crescere mio figlio “insegnandogli a vivere in armonia col mondo e a lottare per conquistare l’armonia che nessuno gli offrirà, per lui e i suoi simili…”, come scrivi tu, con parole molto belle.

siccome lui adesso è qui, tra gli amici del mio blog, e mi legge ogni tanto, anche lui ti risponderà se leggerà questo post e se ne avrà voglia.

tuttavia, una precisazione: era impossibile insegnargli assieme “a vivere in armonia col mondo” (intendo una armonia già realizzata) e “a lottare per conquistare l’armonia”.

credo che lui abbia imparato, da me e da altri, piuttosto la seconda cosa che ho detto. vedo infatti che spesso è (giustamente) incazzato!

* * *

lifeknow    02.02.06 @ 12:31

Salamu !

Mi sono sbagliato.. Spesso mi esprimo male..

Più che “Degne di un confronto” volevo esprimere che “mi degnassero di un confronto…”

nel senso che ultimamente, a parte qualche amico più maturo di altri, trovo difficoltà nel parlare di situazioni e problemi seri,facendo discorsi con serietà e conoscenza…

ricevo spesso rifiuti e rigetti nel parlare di queste cose per le motivazioni che tu, prontamente, mi hai fatto notare e che, pensandoci, sono proprio riscontrabili nei comportamenti che finora ho visto..

Ammetto anche la mia colpa perchè molto spesso i miei sono argomenti difficili da sostenere senza abbassare il morale della compagnia…

Ma l’alchimia che si crea quando si discute di nn concetto fino a notte fonda, in due, tre amici attorno a un tavolino…

Sono le sere in cui ti dai tanto e ricevi tanto dagli altri…
è lì che puoi “palpare” le sensazioni…

Asante, Bortocal…

P.S. Chi è tuo figlio???

. . .

Bortocal    02.02.06 @ 22:57

23:51, il tempo di un saluto e di un grazie.

in questi tre giorni cercherò di non guardare il blog neppure per sbaglio e di disintossicarmi un po’.

qui mi riferisco allo sciopero del blog che aveva lanciato quel giorno stesso…

sei molto bravo a descrivere le belle discussioni tra amici. non preoccuparti se ti è sfuggita una espressione un po’ meno precisa…

mio figlio deciderà lui – se ha letto questi commenti – se dire chi è o no, non sarebbe giusto se lo facessi io.

del resto, quando lui ha cercato di far capire che ero suo padre, io a mia volta lo ho stoppato.

buon week end, Life.

. . .

“lo scopo dello scrivere è lo scrivere stesso.

lo scopo della scrittura è la scrittura”.

una breve discussione sulla discussione stessa come riflessione sulla vita e sul blog, e sui loro limiti esistenziali.

lo scopo della vita, del resto, e’ vivere.

. . .

ripubblicato su bortoprima un anno dopo, con questo titolo e la premessa che segue:

31. 2 febbraio 2006. lo scopo della scrittura e` la scrittura (Lifeknow)…

la vita questa sconosciuta…

così mi scriveva un anno fa questo ragazzo di vent’anni, che poi si è trovato la sua prima ragazza e, conoscendo un po’ meglio la vita, per un po’ è scomparso dal blog.

ora la vita è un po’ più conosciuta per lui e lui un po’ più sconosciuto per me.

Un pensiero riguardo “la vita sconosciuta – Lettera di Life. 2 febbraio 2006 – cp 44 – 50

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