è finita? – 17 gennaio 2006 – cp 12 – 13

Bortocal @ 2006-01-17 martedì – 21:02:49

da ieri sera sto proprio male.

dunque è “troppo tardi per salvare la Terra” secondo Lovelock, l’autore della teoria di Gaia (che spiega come la Terra si auto-regolamenta in modo da continuare a fornire le condizioni adatte alle forme di vita che la abitano), ormai è troppo tardi per fermare il surriscaldamento globale e sugli esseri umani si sta per abbattere una catastrofe di dimensioni inaudite. la trasformazione del clima è già al punto di non ritorno e per la civiltà umana non c’è futuro.

“Prima della fine di questo secolo, miliardi di noi moriranno e le ultime persone che sopravvivranno si troveranno nell’Artico, dove il clima resterà tollerabile”.

tollerabile con mesi di notte perenne? e con quale vegetazione?

e poi l’Artico è prevalentemente un oceano…

spero almeno che i giornalisti riferiscano male e che si intendesse Antartico, lì almeno c’è un continente grande come l’Europa…).

antartide

. . .

Lovelock – leggo su Repubblica – aveva identificato in passato una miriade di meccanismi di reazione e controreazione che finora sono serviti a mantenere la Terra ad una temperatura più o meno fresca.

Ora che il delicato equilibrio di Gaia è stato spezzato, conclude Lovelock, questi stessi meccanismi serviranno invece a rendere la Terra “insopportabilmente calda”.

I ghiacci dei Poli, per esempio, finora riflettevano i raggi solari, deflettendo così anche il calore.

Col loro scioglimento, la scura superficie degli oceani aumenterà immagazzinando così più calore.

Le polveri prodotte dalle industrie, che ricoprono con un sottile velo tutto l’emisfero settentrionale, producono un oscuramento globale, che mantiene basse le temperature in maniera artificiale, impedendo che tutti i raggi solari raggiungano la superficie del pianeta.

Ma con una riduzione dell’attività industriale e della produzione di gas inquinanti questa coltre potrebbe scomparire velocemente, causando un improvviso aumento delle temperature.

Secondo Lovelock è ormai troppo tardi per evitare la catastrofe e occorre invece prepararsi al peggio e cercare modi per assicurare la sopravvivenza della razza umana, prima che essa si trasformi in “una caotica calca governata da signori della guerra”.

occorre preparare “una guida per i superstiti dei cambiamenti climatici”, per aiutarli a sopravvivere dopo il totale crollo della società umana, “in forma cartacea e con inchiostro durevole”, che dovrà contenere tutto il sapere scientifico basilare accumulato in migliaia di anni, come la posizione della Terra nel sistema solare ed il fatto che batteri e virus causano malattie infettive. Insomma un’ultima traccia da lasciare dopo “la fine del mondo che conosciamo”.

come nei film di fantascienza, come nel “Pianeta della scimmie”.

tanto non servirebbe a niente, perché gli uomini non sarebbero poi in grado di capire: quando finì l’impero romano in piccolo successe qualcosa di simile, eppure la gran parte del sapere dell’antichità andò perduta lo stesso.

. . .

leggendo queste cose alcune delle quali, peraltro, nella ristretta cerchia dei miei amici, sto ripetendo da una decina d’anni, mi si riempie il cuore di lacrime represse.

ma perché?

perché fino a che queste cose, intuitivamente, le dicevo io, avevano il senso di un grido di allarme per poter fare qualcosa; ora che le dice lui, che non è un ciarlatano qualunque, ma è un grande scienziato, si aprono gli scenari da incubo della fine del mondo e sento che può non esserci più alcuna speranza.

e individuo ancora i responsabili di questo stato di cose:

i creazionisti, con la loro stupida presunzione che il mondo sia stato “fatto per l’uomo”;

la mancanza di coscienza del carattere casuale e irripetibile della nascita della vita umana intelligente nel cosmo

(solo il nichilismo interpreta il mondo per come è, riconoscendo che la vita e la coscienza non sono sufficienti per dare realtà alle cose, che restano solo probabili – o, meglio, addirittura improbabili);

lo stupido egoismo degli accaparratori, che hanno saccheggiato e continuano a saccheggiare l’astronave terra su cui viaggiamo nel nulla e incontro al nulla, indifferenti al futuro;

la superficialità con cui tutti noi umani, a cominciare da me, distogliamo gli occhi dall’abisso, perché ci fa male guardarlo

(ieri nessuno, proprio nessuno, intendeva parlare dell’argomento… e io mi sentivo uno stupido menagramo).

. . .

poi passano 24 ore e la mia mente comincia ad elaborare delle risposte.

tutto questo è già successo: 2.000 km a nord del circolo polare artico si è trovata una foresta di sequoie pietrificate di qualche migliaio di anni fa (o milione, adesso non ricordo esattamente).

e poi – per sconfinare nel mondo vagamente allucinato di certa cultura new age, una carta geografica ricopiata da una fonte sconosciuta nel Medio Evo mostra il perfetto contorno dell’Antardide priva di ghiacci e nessuno riesce a comprendere chi e quando possa avere avuto conoscenza di un simile stato di cose e si deve pensare ad una assurda coincidenza o, forse, ad un periodo ancora sconosciuto in cui degli umani vivevano nell’Antartide priva di ghiacci.

del resto – secondo gli ultimi studi – il surriscaldamento globale in corso solo per un quarto circa è attribuibile all’effetto serra provocato dall’eccessivo aumento della popolazione e dalle attività industriali, per i tre quarti dipende dalla intensificazione della attività solare; infatti esso è in atto anche su Marte, dove pure si stanno sciogliendo le calotte artiche fatte di ghiaccio di anidride carbonica.

se è così, ancor meno possiamo fare qualcosa per impedirlo, è vero, pur se occorre comunque agire per ridurre il riscaldamento che produciamo noi, che peggiora in modo drammatico la situazione, ma questo ci lascia ancora un’esile speranza, perché significa anche che il surriscaldamento potrebbe cessare.

speranza debole…

tuttavia nel 1600 la terra passò attraverso una piccola glaciazione e il sole appare una stella piuttosto capricciosa.

. . .

gli studi di storia del clima dimostrano nella vita della terra che periodi interglaciali di 10-12.000 anni circa si concludono con fasi di surriscaldamento estremo, a cui seguono periodi glaciali di decine di migliaia di anni.

potremmo essere all’inizio di questa fase, i conti tornano.

ma se così stanno le cose, allora dovremmo rovesciare i nostri giudizi di valore?

la crisi economica – che riduce l’inquinamento – è benefica.

forse l’influenza aviaria non va combattuta, ma favorita, dato che, selezionando a caso i sopravvissuti, ci risparmia che gli uomini debbano scannarsi tra loro?

questo è, ovviamente, solo un amaro paradosso.

in ogni caso occorre agire per ridurre drasticamente le nascite e smettere di generare.

. . .

impossibile, è ovvio: la maggior parte dell’umanità ignora il problema e si moltiplica felicemente lottando naturalmente per una vita migliore; culture come quella islamica rifiutano il concetto stesso della scienza, dato che ritengono che i processi naturali siano frutto costante dell’intervento di Allah (per un musulmano piove non perché l’acqua a una certa temperatura si condensa, ma perché Allah lo vuole…) e valori analoghi guidano l’immagine della natura delle culture orientali.

ma nepppure così riesco a trovare motivi solidi di speranza e ad alleggerirmi il cuore.

la verità terribile è sullo sfondo di altri studi recenti che la stampa in questi giorni non riporta:

sulla terra si sta innescando un meccanismo – appunto quello cui accenna anche Lovelock – per cui gli stessi fattori che in condizioni normali agiscono in feed back tra loro riequilibrando il clima, raggiunto un certo grado di temperatura, cominciano invece ad agire tutti assieme per surriscaldarlo ulteriormente.

alcuni studi hanno fissato la soglia di tale processo legandola alla temperatura del mare: esso si avvierebbe quando la temperatura del mare raggiunge i 27 gradi; e nel mare della Sonda, vicino all’Indonesia, tale temperatura è stata raggiunta 4 o 5 anni fa; quindi il processo è già in corso.

a questo punto è inevitabile che finisca il miracolo di Gaia, di quello che è probabilmente l’unico casuale e irripetibile pianeta dell’universo veramente vivo, cioè con una vita complessa di tipo umano, quello che ha dato origine al sorriso e al pianto della coscienza, quello che fa sì che l’universo sia percepibile, sparirà e tutto rientrerà nel quasi assoluto nulla in cui era prima che la razza umana e le nostre intelligenze imperfette si accorgessero che “esisteva”.

. . .

anche questo è già successo: su Venere, e i livelli finali su cui si assesterebbe irreversibilmente la temperatura del pianeta è di 400 – 500 gradi, troppi anche per vivere al polo sperando che faccia fresco…

del resto la Terra è già stata per alcuni milioni di anni completamente ricoperta dal ghiaccio fino all’equatore e, comunque, dovesse scamparla, finirà vaporizzata quando, prima o poi, il sole arriverà alla sua morte naturale esplodendo in una gigante rossa.

quanto alle prospettive del futuro prossimo non ci resta che sperare che Lovelock si sbagli, che gli altri studiosi del clima si sbaglino.

non ci resta che sperarlo, e infatti lo speriamo, scrollando le spalle.

del resto – se le cose stanno così – chi ce lo fa fare a vivere gli ultimi anni della civiltà umana con questo insopportabile “magone” nel cuore?

. . .

la verità che non possiamo accettare è che né il nostro pianeta né tanto meno l’universo sono stati fatti per noi, noi abbiamo vinto la nostra vita alla lotteria cosmica (ci sono stati dati talmente tanti miliardi di miliardi di biglietti che era impossibile non vincere, anche se la probabilità era praticamente nulla) e la nostra vita, sia quella individuale umana, sia quella planetaria sono un lampo insignificante nell’oceano del nulla.

del resto le grandi religioni occidentali questo lo hanno sempre saputo e hanno sempre previsto la morte nel fuoco del nostro pianeta…

aspettiamo che Lui venga sulle nubi di fuoco a salvarci?

. . .

no, neppure di questo possiamo illuderci. se verrà, verrà solo a giudicarci: solo pochi, gli eletti, finiranno in un posto noioso ma sopportabile, il Paradiso; alla grande massa di noi peccatori è stato riservato l’oceano infernale di fuoco laggiù.

che metafora del futuro prossimo venturo…

voglio sogghignare l’ultima volta…

che il paradiso fosse al polo non lo aveva ancora immaginato nessuno…

quanto ai pochi eletti che vi troveranno posto, possiamo immaginare benissimo come andranno le cose quando si tratterà di scegliere chi…

. . .

fu ripubblicato l’anno dopo, sul blog bortoprima, col titolo 10. 17 – 18 gennaio 2006. è finita? – il paradiso artico. e con questa introduzione:

la premessa della ripubblicazione di questo post sta in questo post di oggi:
http://bertolauro.blogs.it/2007/01/17/18_che_tempo_fa~1570937

il post era infatti unito a quest’altro: 16. il paradiso artico, con questa nota di collegamento:

la risposta sbarazzina che mi arrivò da valmontxx è indicativa di come venivano affrontate queste riflessioni anche solo un anno fa.

forse vale la pena di dare qualche riferimento, usando wikipedia, all’occasione che generò questo post, dieci anni fa.

Scrivendo sul quotidiano britannico The Independent nel gennaio 2006, Lovelock ha sostenuto che, a causa del riscaldamento globale “, miliardi di noi moriranno e le poche coppie ancora in grado di riprodursi che sopravviveranno saranno nell’Artico dove il clima rimarra’ tollerabile” fino alla fine del 21 ° secolo.

Ha detto nel The Guardian che l’80% degli esseri umani perirà entro il 2100 e questo cambiamento climatico durerà 100.000 anni.

Secondo James Lovelock, entro il 2040, la popolazione mondiale sara’ diminuita di più di sei miliardi di persone, per inondazioni, siccità e carestia.

Infatti, «le persone del Sud Europa, così come del Sud-Est asiatico, combatteranno per farsi strada in paesi come il Canada, l’Australia e la Gran Bretagna”.

“Entro il 2040, parti del deserto del Sahara si saranno estese in Europa centrale. Stiamo parlando di Parigi, a nord fino Berlino La Gran Bretagna ci sfuggirà a causa della nostra posizione oceanica”.

“Se si prende il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici previsioni, quindi entro il 2040 ogni estate in Europa sarà calda come è stato nel 2003 -.

Tra i 110 e i 120 gradi Fahrenheit – cioè tra i 43 e i 49 gradi Celsius – non è la morte delle persone il problema principale, ma il fatto che le piante non possono crescere – non ci sarà quasi nessun cibo coltivato in Europa.

Egli ha inoltre previsto che la temperatura media nelle regioni temperate aumenterebbe di ben 8° C e fino a 5° C nelle zone tropicali, lasciando gran parte della terra del mondo inabitabile e inadatta per l’agricoltura, con migrazioni verso nord e nuove città create nell’Artico.

Ha predetto che gran parte dell’Europa diventerà inabitabile dopo essersi trasformata in deserto e la Gran Bretagna diventerà la “zattera” d’Europa a causa della sua temperatura stabile per essere circondata dal mare.

per la cronaca, Lovelock ha successivamente corretto in parte le sue cupe previsioni, di cui qui mi occupavo 10 anni fa, sulla catastrofe climatica alla quale andiamo incontro.

ancora da wikipedia:

In parte ritirò questa posizione in un indirizzo del settembre 2007 che suggerisce che il cambiamento climatico dovrebbe stabilizzarsi in un nuovo stato.

La vita, però, potrebbe essere costretta a migrare in massa per rimanere in climi abitabili.

pero’ Lovelock ha scritto ancora nel 2009 ricordando che nel massimo di temperatura raggiunto dalla Terra nel Paleocene-Eocene la concentrazione di CO2 nell’atmosfera era di 450 ppm (attualmente stiamo superando le 400 ppm, cioè piu’ di 100 ppm di piu’ delle concentrazioni massime raggiunte negli altri periodi interglaciali).

In quel periodo le temperature dell’Oceano Artico erano di 23 gradi e ci vivevano i coccodrilli, mentre il resto del mondo era per lo piu’ deserto.

ma io, quelle previsioni, corrette parzialmente oppure no, non me le sono piu’ tolte di dosso.

. . .

ci fu uno scambio di commenti, dopo la ripubblicazione:

evaporando-   http://www.alfiocatania.com   2007-01-18 @ 10:54:54

Perchè l’uomo non capirà mai un cazzo di nulla…

perchè è troppo stupido per farlo e perchè è destinato ad un totale fallimento…

siamo dinosauri…

e sinceramente ti capisco benissimo…

qui non si parla di cassandre o di pessimismo nichilistico…

la gente ha paura e vuole sentirsi rassicurata…

vuole girare la testa dall’altra parte…

non vedere così come fecero gli abitanti tedeschi locati nei pressi dei lager… 

sono d’accordo con te…

su ogni parola che hai scritto.

ciao

Bortocal   2007-01-18 @ 18:53:09

ciao alfio.

come è triste doverlo dire.

hai usato una immagine di una potenza tremenda, che a me non era venuta in mente.

il cervello rettile ha paura e gira la testa dall’altra parte per non vedere.

il cervello mammifero è avido e gira la testa dall’altra parte per cercare qualcosa di cui impossessarsi.

e come sotto il nazismo la gente comune preferisce distogliere la sua attenzione dai problemi.

e lo sai perchè lo fa?

perchè si sente incapace di affrontarli.

e lo sai il dramma quale è?

che è vero!

come è vero che incapaci di affrontarli sono anche gli altri, quelli arroganti ed egocentrici che stanno al centro del potere e della vita politica, e che non sono meno stupidi di tutti noi, anche se amano farlo credere.

rileggendo questo mio post, a me sai che cosa è successo?

mi è sembrato eccessivo.

e sai perchè?

perchè ho più paura di un anno fa, e cerco anche io di cancellare questa paura…

grazie del tuo commento, quindi, che mi ha rimesso davanti alla mia paura.

10 pensieri riguardo “è finita? – 17 gennaio 2006 – cp 12 – 13

  1. Grazie Mauro, come non ripubblicare questo tuo articolo ?
    Perfino il commento di Alfio
    È la verità ?
    Forse si , io temo di sì …Anche se non posso esserne certa .

    E mi viene in mente un passo di Dostoevskij tratto dai demoni che trovo tanto adatto all’uomo come a me .
    «Amica mia, io ho mentito tutta la vita.
    Anche quando dicevo la verità.
    Non parlavo mai per la verità,
    ma soltanto per me. Lo sapevo prima,
    ma ora solamente lo vedo… Oh, dove sono quegli amici che ho offeso tutta la vita con la mia amicizia? E tutti, e tutti!
    Savez-vous, forse mento anche ora; certamente mento anche ora. E, quel che è peggio, quando mento credo anch’io a me stesso. La cosa più difficile nella vita è vivere senza mentire… e… e non credere alla propria menzogna, sì, sì, è proprio così!»
    – Fëdor Dostoevskij – “I demoni”

    E nonostante tutto c’è ancora tempo per non sprecarne altro
    vorrei dire…

    Questo passo desidero dedicarlo a te. E lui è una di quelle stelle fisse:
    «La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra e si rigira nell’aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c’è vento che li tocchi, hanno in loro stessi la loro legge ed il loro cammino».
    Hermann Hesse – Siddharta

    Ti abbraccio , ciao

    "Mi piace"

    1. effettivamente l’ho ripubblicato nel blog attuale. e l’ho riletto con emozione.
      qualcosa si è come inaridito in questi anni in me e non sono più capace di scrivere così, a cuore aperto.
      per questo lo ripubblico, non per auto-celebrarmi.
      continuo a non capire, però, il silenzio ostinato che l’ha accompagnato nel 2006, poi nella prima ripubblicazione del 2007 (solo Alfio scrisse quel bel commento che è piaciuto anche a te) e anche adesso, eccetto te, mi pare, ma qui; per cui il post resterà comunque deserto ancora una volta, di là.
      forse quello che disse Lovelock fa troppa paura per esprimersi?

      a volte vorrei essere anche io uno di quegli esseri umani che hanno saputo dare un senso alla loro vita seguendo una chiara stella polare, ma non ne sono affatto sicuro: la menzogna e l’incoerenza sono limiti umani forse quasi inevitabili, tanto in noi quanto negli altri. dobbiamo imparare ad accettarli come parte essenziale della nostra natura, ma a volte una vita intera non basta per capirlo.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...